31.5.12

Gente della palestra #9


E proprio quando pensavo di aver visto tutto, ecco arrivare nuovi personaggi e nuove imbarazzanti situazioni capaci ancora una volta di attirare la mia attenzione e farmi fare quattro (tristi) risate.
Che poi... più la frequento e più penso che la palestra sia un luogo per gente fuori di testa.

Tipo che litiga con l'attrezzo.
Nessuno nasce imparato e su questo non ci piove. E posso anche capire che per i non troppo assidui frequentatori della palestra, alcuni attrezzi possano sembrare effettivamente piuttosto complicati da utilizzare. E così alcune volte capita che una ragazza monti su un tapis-roulant e, intenta a farlo funzionare, pigi i tasti alla rinfusa senza che questo dia segni di vita. O capita anche che alcuni ragazzi cerchino  la leva per inclinare la panca degli addominali come fosse una caccia al tesoro. Li vedi dapprima con la faccia perplessa; stanno lì dritti come pali e un'espressione sul viso che neanche al liceo quando dovevano risolvere un'equazione di secondo grado. Si guardano attorno, forse alla ricerca di uno sguardo amico o più semplicemente nella speranza che nessuno stia notando il loro terribile imbarazzo. Poi tornano a guardare l'attrezzo e continuano ad armeggiare con qualcosa. Magari fanno anche finta di bere per prendere tempo e solo raramente arriva qualcuno in loro soccorso, ma il più delle volte noi "anziani", rimaniamo in silenzio a guardarli con la coda dell'occhio, aspettando il momento in cui getteranno la spugna e sconsolati, andranno a chiamare l'istruttore per farsi spiegare il funzionamento.

Gente che viene con il borsone grande come un trolley
Gli spogliatoi della mia palestra non hanno gli armadietti dove infilare le borse. C'è un apposito ripiano sopra le panche, sul quale poggiare tutto e però io credo di essere l'unico a mettere la borsa lì sopra, perché invece tutti la lasciano sulla panca, con il risultato che non c'è mai posto per mettersi seduti e allora tutte le volte sono costretto a farmi spazio che io non capisco cosa costa alle gente di prendere la loro cazzo di sacca e metterla sopra la mensola. Bho. Che poi non so voi, ma io vado in palestra con una normalissima borsa di quelle classiche per la palestra e invece ci stanno dei tipi che vengono con delle borse enormi e non sto parlando di quelli che hanno il borsone da calciatore che poi sarebbe quella con lo scomparto rigido per gli scarpini e no, non sto parlando di loro, ma di quelli che vengono con delle borse enormi, ma tipo che saranno lunghe un metro e mezzo e io una cosa simile la userei solo per fare un viaggio di venti giorni e loro invece ci vengono in palestra che io vorrei sapere che cavolo hanno lì dentro oltre all'asciugamano e un paio di mutande pulite.

Depilàti, ma con una parrucca tra le gambe.
Molti sportivi hanno la smania della depilazione. Posso comprendere i nuotatori dato che sono sempre in vasca o anche i ciclisti o i calciatori che si spalmano spesso creme sulle gambe e invece capisco un po' meno quando un pincopallino qualunque che si allena in palestra due volte a settimana, decide di torgliere tutto e diventare liscio come un'anguilla. È indubbio che su di un corpo glabro i muscoli risaltino meglio, ma a meno che non pratichiate il body building a livello agonistico, direi che i peli sul corpo potete anche tenerveli. Sta di fatto che alcune volte sotto le docce, si incontrano questi tipi lisci come un ripiano di marmo e poi però abbassi lo sguardo e scopri che tra le cosce, hanno un ammasso di peli così folti e lunghi, da sembrare la capoccia della bambina di The Ring che esce dal televisore. Ma tipo che alcuni hanno così tanti peli, da sommergere completamente il piripicchio. Ho letto che i peli pubici son stati messi lì da Madre Natura, per richiamare l'attenzione, intrappolare gli odori e attirare in questo modo eventuali partner. È un'eredità della nostra natura animale. Però non è che se adesso li scorciamo un pochino, smettiamo di produrre feromoni e veniamo scansati dalla gente. Il regola barba si chiama regola barba solo perché chiamarlo regola cazzo sarebbe stato un po' fuori luogo, ma possiamo tranquillamente utilizzarlo anche per gestire la lunghezza dei nostri peli pubici e non dico di radere tutto e tornare come quando avevamo dodici anni, però trovo che sia buona norma curare anche il cespuglietto dell'ammore, proprio come curiamo costantemente la lunghezza dei nostri capelli.

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30.5.12

La parata del 2 giugno


Il popolo della rete non è rimasto indifferente e, per tutta la giornata di ieri, su Facebook e Twitter si son susseguiti messaggi in favore delle vittime del terremoto in Emilia Romagna. La richiesta è quella di annullare la parata del 2 giugno e il viaggio del Papa a Milano, in modo da destinare i soldi risparmiati (si stimano intorno 4 milioni di euro) alle zone terremotate. Premesso che secondo me i viaggi del Papa andrebbero annullati tutti e non solo quando si svolgono in prossimità di catastrofi naturali; quello che però mi lascia più perplesso, è questo accanimento contro la parata del 2 giugno.
I messaggi su Twitter passano da un popolare "Chiediamo al presidente della Repubblica di annullare la parata militare a Roma" ormai copiato e incollato da migliaia di utenti, a messaggi di personaggio di spicco come un Antonio Di Pietro che scrive "Follia sperperare tanti soldi per la parata del 2 giugno. Opportuno utilizzare quei fondi per fini sociali e di solidarietà". Come se lui non sapesse che quei soldi sono ormai belli che andati. Cioè intendiamoci, io non tengo sotto mano la contabilità dello Stato, ma mi pare difficile pensare che i fondi per simili manifestazioni siano ancora dentro un cassetto, anche perché a Roma gli spalti sono ormai montati e la macchina "2 giugno" è bella che avviata.
Qui non si mette in discussione in alcun modo il dolore o la reale necessità di aiutare persone che non hanno più un tetto, ma credo che ricorrenze come quella del 2 giugno, non debbano per forza essere un'autocelebrazione fine a se stessa, ma piuttosto possano diventare un momento di condivisone e unione per questo paese che va sempre più per fatti suoi.
Non ho i dati Istat sotto mano, ma credo che a nessuno sia mai venuto in mente di cancellare l'Independence Day e anzi, per quello che so è sempre servito agli americani per celebrare il passato e guardare verso un nuovo futuro. Forse il vero problema è che anni di politici corrotti, hanno prodotto un sentimento di disaffezione verso il nostro paese eppure, senza parlare troppo per frasi fatte, credo che la classe politica italiana di cui tanto ci lamentiamo, non sia che lo specchio di una società corrotta, ignorante e sempre alla ricerca di una scorciatoia.
C’è stato il terremoto in Abruzzo e siamo stati tutti commossi e generosi nelle donazioni e poi però ce ne siamo dimenticati e l'Aquila è ancora così, tutta impacchettata e in attesa di resuscitare. Ora c'è il terremoto in Emilia e di nuovo tutti bravi a diffondere il numero della Protezione Civile (mandare un SMS al 45500 per donare 2.00 €), ma mi chiedo cosa succederà tra qualche mese e in quanti se ne ricorderanno ancora.
Il disarmo per quanto successo in Emilia è totale e probabilmente a chi adesso dorme dentro una tenda non interessa nulla di vedere i militari sfilare per i Fori Imperiali; ma quelli per il 2 giugno sono con tutta probabilità soldi già spesi e a mio avviso, va colta l'occasione per far diventare questa manifestazione, un reale momento celebrativo per la nostra Repubblica. Una dimostrazione che questo paese riesce a rimanere compatto, nonostante le disgrazie e nonostante la mala amministrazione dei politici. Intendiamoci, non dico che da domani dobbiamo uscire di casa con la bandiere come vestito, come fece Geri Halliwell ai tempi delle Spice Girls e lo so bene che quelle del 2 giugno saranno solo chiacchiere noiose e che occorre ben altro per asciugare le lacrime e ricostruire, ma in un periodo dove ognuno sembra impegnato a guardare i fatti propri per riuscire ad arrivare a fine mese e superare questa maledetta crisi, forse un iniezione di coraggio da parte delle istituzione potrebbe non essere una cattiva idea. A patto che dopo le parole, arrivino anche i fatti e che il tutto non si trasformi in un triste sequel di quanto accaduto in Abruzzo.

28.5.12

Young Adult


Film passato piuttosto in sordina nonostante la presenza di una spettacolare Charlize Theron, bella anche appena sveglia e con le cispe tra gli occhi.
La trama è piuttosto semplice: lei è una superbona stronza e che punta sulla sua avvenenza per ottenere quello che vuole; un giorno si sveglia con il culo girato e decide di tornare nella piccola cittadina dove è cresciuta, per riprendersi il ragazzo del liceo ormai felicemente sposato.
Il tutto nasce dalla penna di Diablo Cody (che sarebbe la tipa che ha scritto Juno) e dal regista di Juno e Tra le Nuvole e intendiamoci, non si grida al capolavoro e soprattutto verso il finale diventa piuttosto inconcludente; ma io amo i personaggi politically uncorrect e che non si atteggiano neanche per un secondo ad eroi nei nostri tempi e quindi amo questa Charlize Theron e alcune battute sono così taglienti, da far cadere dalla sedia.
Che poi, questo Young Adult è catalogato come "commedia" solamente perché effettivamente fa ridere, ma non aspettatevi la leggerezza delle classiche commedie americane, perché man mano che la pellicola si dipana, tutto volge sempre più rapidamente verso il drammatico.
Ovviamente dimenticate l'happy ending, ma per me è assolutamente un sì.

7.5.12

Eliad Cohen #10


Scopro solamente adesso, che il bel modello israeliano Eliad Cohen più e più volte citato su queste pagine, ha solamente 24 anni. Cioè, solo? Non che pensassi ne avesse chi sa quanti, però magari a ventotto o trenta ci sarei arrivato tranquillamente e invece ci passiamo quasi dieci anni... voglio dire, queste son notizie che un po' ti destabilizzano tutta la giornata, ecco.
Per chi stesse ancora pensando - Ma chi minchia è 'sto Eliad Cohen? -, vi dico subito che potete vivere tranquillamente anche senza conoscerlo; ma dato che adesso anche lui ha una pagina su Wikipedia (e giuro che non l'ho creata io), vi dico anche che la sua vita è cambiata quando due fotografi tedeschi lo hanno visto in un bar di Tel Aviv e, colpiti dalla sua prestanza fisica, hanno deciso di fargli qualche scatto. È un successo e dapprima lo chiamano per qualche servizio fotografico e poi si guadagna la notorietà mondiale, apparendo sulla copertina di Spartacus 2011-2012, la guida gay dove scovare saune, bar e alberghi di tutto il mondo.
Ecco, non per tirarmela o fare il talent-scout da quattro soldi, ma io ad Eliad lo seguivo da molto prima che apparisse su Spartacus e quindi rivendico la mia bravura nello scoprire pezzi di manzo.
Intanto Eliad continua ad essere il volto principale di Arisa, la serata discotecara che si svolge a Tel Aviv e interamente dedicata ai Mizrahi (mi hanno detto che è una noia mortale, ma io non ci sono mai stato) e continua anche a fare video promozionali per la sua Gay-ville, il sito affittacamere gay-friendly per chi ama girare il mondo senza rinunciare al calore della comunità finocchia. Ospite d'onore di quest'ultimo spot, è la siliconatissima Amanda Lepore, icona gay e musa del fotografo David LaChapelle e insomma; qualcosa mi dice che con questa mossa Eliad, voglia arrivare a conquistare i cuori delle finocchie newyorkesi e allargare quindi il suo giro di affari. L'unico problema è che, nonostante la svolta comica finale, questo spot rimane cupo e visibilmente girato in dieci minuti a casa di un amico.
Stile diametralmente opposto invece per Arisa, che con assoluto nonsense (vomito colorato???) e una buona dose di ironia, mi fa ancora una volta venir voglia di partecipare a quella serata.

4.5.12

Madonna cover story: Ray of Light


1998 - Ray of Light. Ray of Light è il punto di non ritorno. Madonna ha passato i 35 e inizia a temere di non riuscire più ad avere i figli che tanto desidera. Sola e senza un fidanzato al suo fianco, mette un annuncio per adottare un bambino (praticamente una pazza). Ormai tutti la danno per zitella a vita e lei rosica. Ad un passo dall'esaurimento e completamente all'ultima spiaggia, prende la prima persona che trova sottomano e ci si fidanza. Il fortunato è il personal trainer cubano Carlos Leon; la storia tra i due dura il tempo di uno starnuto, ma intanto Madonna scopre finalmente di avere la pagnotta in forno. Fiocco rosa.
Il 14 ottobre 1996, viene alla luce la sua primogenita Lourdes Maria, nome dato in onore della madre molto devota alla Madonna di Lourdes.
Diventata finalmente mamma, Madonna scopre il suo lato più spirituale e, su consiglio di un'amica, si avvicina alla Kabbalah. È una folgorazione. Un minuto prima neanche sapeva cosa fosse e un minuto dopo pare che al mondo esista solo la Kabbalah. Praticamente rinata, Madonna dà il benservito a Babyface che aveva precedentemente contattato per la realizzazione di un nuovo disco e di corsa assume William Orbit guru della musica elettronica; il risultato è un disco interamente dedicato alla figlia e alla maternità ed è un successo mondiale. Oltre 20 milioni di copie vendute, lodi tessute da tutta la critica che lo definisce il suo miglior disco dai tempi di Like a Prayer e quattro Grammy Awards portati a casa e pronti per esser poggiati sopra il camino.
Effettivamente il disco è bello e non ci sono discussioni, Questa improvvisa spiritualità ritrovata sembra non essere la solita farsa e si respira traccia dopo traccia, canzone dopo canzone e si palesa anche nella splendida cover semplice, naturale e priva di inutili orpelli. Forse per la prima volta, Madonna appare come una vera artista ed il disco sembra realmente nato dall'esigenza di condividere un sentimento e non solo realizzato dal desiderio di vendere quante più copie possibili con facili provocazioni. Siamo probabilmente arrivati al momento più maturo della sua carriera. È il punto di non ritorno; dopo questo disco la strada sarà tutta in discesa, ma dritta verso il manicomio.

3.5.12

Hunger Games


Harry Potter è finito e Twilight sta con un piede nella fossa; ma se vi sentite già orfani di saghe cinematografiche, ecco arrivare una nuova trilogia tratta dai romanzi di Suzanne Collins. Hunger Games ha debuttato in patria stabilendo un nuovo record d'incassi e però vi dico subito che questo non è il solito teen-movie che parla d'amore, amicizia e lotta tra bene e male o quantomeno non solo; perché dietro la storia visibile a tutti, ci sono moltissimi spunti nascosti che raccontano di come la vita sia fatta di compromessi e di quanto il mondo faccia schifo quando nasci dal lato sbagliato del muro.
Hunger Games è un film per ragazzi, ma che può essere apprezzato anche dai grandi e io vi dico subito che è molto figo.
L'inizio è decisamente drammatico, con il suo racconto della povertà e la forte divisione tra le classi sociali e l'essere schiacciati da un governo tiranno e questa è forse la parte più lenta e però tenete gli occhi aperti e non addormentatevi, perché tutto serve allo scopo di presentare un mondo grigio e dalle sembianze post atomiche. Poi arriva la parte grottesca e scopriamo l'altra faccia della medaglia e vediamo come i ricchi indossino abiti assurdi e vivano in città dai colori sgargianti e in netto contrasto con i distretti poveri. Infine inizia l'azione e il tutto si trasforma in un gigantesco The Truman Show che strizza l'occhio a Giochi Senza Frontiere, ma con la crudeltà di Rollerball e per farvi capire; c'è un gruppo di ragazzini che combattere per vincere gli Hunger Games e mentre loro si ammazzano a suon di legnate, da casa guardano lo show come fosse un divertente varietà domenicale. E proprio come accade da sempre ad Amici, le regole del gioco cambiano a seconda dell'umore del conduttore.
In tutto ciò, oltre alla splendida protagonista già vista in X-Man First Class che vabbè, lei ha tipo 22 anni, ma le fanno fare la parte di una ragazzina di sedici (ok credici), compare pure Liam Hemsworth che se non lo sapete, lui è il fratello di quel toro da monta che fa Thor, nonché fidanzato ufficiale di Miley Cyrus (la Hanna Montana della televisione) e con un curriculum simile lui poteva forse lavorare come capo friggi-patatine da McDonald's? Ovvio che no e anche se in questo film ha un ruolo piuttosto marginale, dagli sguardi che si fa con la protagonista, sono pronto a scommettere che nei prossimi film almeno una pomiciata se la fanno.
Hunger Games è bello e la bravura del regista, sta nel cucire alla perfezione tutte queste storie e renderle un racconto con un inizio e una fine e sappiamo tutti benissimo che la nostra eroina arriverà ai titoli di coda sana e salva e però è un crescendo si adrenalina e fino all'ultimo rimaniamo con il dubbio che forse, troveranno il modo per farla schiattare davanti ai nostri occhi. Che poi vabbè, il regista è lo stesso di Pleasantville e se non avete mai visto Pleasentville siete proprio dei poveracci e avete l'obbligo di rimediare subito.