26.8.10

Kylie Minogue - Aphrodite

Kylie Ann Minogue classe 1968, non è più quella che si potrebbe definire una cantante di primo pelo. Sarà pure una cantante affermata e apprezzata con 10 dischi alle spalle e tutte queste belle cose, ma scontrarsi con le ragazzine sgambettanti del momento pop star da venti minuti, non deve essere cosa facile.
Nel corso degli anni, ha tirato fuori hit stratosferiche e poi ha floppato e ha avuto problemi d'amore e poi di salute e poi ha provato a cambiare genere musicale con risultati non proprio ottimali e poi è tornata alla ribalta con grandi successi e adesso sforna questo nuovo album dal titolo Aphrodite e io sinceramente la stimo; perché con questo disco pare proprio voglia dire "Sono arrivata a 40anni e non so fa' altro nella vita, so solo cantare ritornelli banali e quindi continuo a farlo anche se so' diventata vecchia!" e scrivo questa frase non per prenderla in giro o per insultare il suo lavoro, anzi!, apprezzando molto il suo personaggio sempre intelligente e molto cosciente. Arrivare negli "anta" e creare un lavoro perfettamente consapevole, senza scadere nel baraccone o nel ridicolo come è stato per altre sue colleghe non è cosa facile. Aphrodite è una disco dignitoso, divertente e leggero; che si lascia ascoltare anche se non è propriamente nel mio genere (secondo me tranne un paio di tracce interessanti, le altre non lasci assolutamente il segno. Ma son gusti). Grande successo negli UK e in Australia, l'album non riesce a sfondare però nel mercato più importante che è quello degli Stati Uniti.

All The Lovers
3:20
Il disco si apre con il primo singolo arrivato alla ribalta anche grazie ad un video semplice, ma elegante che pare la pubblicità di un profumo di quelli costosi alla Chanel (o anche una pubblicità di Intimissimi dato che si spogliano tutti e rimangono in mutande) e dopo tante baracconate, viene quasi da tirare un sospiro di sollievo e dire tra se: "Aahhh! Allora era così che si facevano i video prima di Lady Gaga!". La canzone è un mid-tempo dance-pop unz-clap chiamatela come vi pare, molto estiva e anche un po' sognante. A mio avviso supera ampiamente l'esame "ritorno sulle scene" e ci riporta a quel periodo pop raffinato che un po' abbiamo dimenticato, ormai tutti proiettati verso le varie Gaga, Ke$ha e le altre rumorose che si sentono sempre in radio.
Qui il video
Voto: ♪♪♪
♪♪

Get Outta My Way
3:39
Secondo singolo (aspettiamo l'uscita del video) e ci troviamo davanti ad una All The Lovers rivista e corretta sempre molto gradevole e dal ritornello coinvolgente che fa muovere la testa. Voci di corridoio mi dicono che il brano era nella track list dell'ultimo album di Britney Spears, ma che poi arrivata sia arrivata Kylie a strappargliela dalle mani. Adoro questi scoop da palazzi popolari.
Voto: ♪♪♪
♪♪

Put Your Hands Up (If You Feel Love)
3:38
Ancora una traccia molto dance-pop e questa volta ci trovo un sound un po' più sofisticato rispetto ai primi due brani, però Dio santissimo, ha un ritornello che veramente manco mia nipote lo scriveva così banale "Alza le mani se ti senti innamorato!" in confronto Sole Cuore e Amore di Valeria Rossi è avanguardia pura.
Voto: ♪♪♪
♪♪

Closer
3:09
Dopo 3 tracce molto fresche ed estive, ne arriva una dal sound più cupo e leggermente più "cattivo". A me piace e forse è il brano che preferisco e i clavicembali o non so che strumenti siano, li trovo azzeccati per dare al pezzo una atmosfera quasi solenne
Voto: ♪♪♪
♪♪

Everything Is Beautiful
3:26
E' il momento più calmo dell'intero album con il classico ritmo unz-clap, unz-clap e il pezzo è caratterizzato dalla sua voce sospirata da gattina vogliosa che detta tra noi, a me inizia già ad annoiare e non siamo neanche a metà.
Voto: ♪♪
♪♪♪

Aphrodite
3:46
La title-track dell'album che secondo me strizza un po' l'occhio a Wow del precedente disco e come non mi piaceva quella, non mi convince neanche questa.
Voto: ♪♪
♪♪♪

Illusion
3:22
Ancora un brano che inizia e finisce senza che me ne accorga. Non posso dire sia brutto, ma inutile me lo concedete?
Voto: ♪♪
♪♪♪

Better Than Today
3:25
Un po' sbarazzina che mi viene in mente lei che cammina slatellando e facendo ondeggiare un cestinetto di vimini con le mele dentro. Che vi devo dire, è molto Kylie, ma io la preferisco quando si mette a fare un electro-pop più aggressivo.
Voto: ♪♪
♪♪♪

Too Much
3:16
Torniamo al genere danzereccio e con un ritmo questa volta quasi disco anni '90 e come sempre il testo parla di amore, amore e ancora amore! Neanche stessimo a Sanremo. Però il sound è divertente e in qualche modo si fa notare.
Voto:
♪♪♪♪♪

Cupid Boy
4:27
Qui Kylie si rivolge entusiasta al suo ragazzo come se fosse Cupido, il dio dell'amore: "Cupid Boy quando ci tocchiamo sono in paradiso". Datemi un secchio per vomitare.
Voto: ♪♪♪♪♪

Looking For An Angel
3:50
Altro brano unz-clap electro-dance senza infamia e senza lode. La voce da gatta sensuale qui non mi piace per niente, la trovo lamentosa e il coretto di bambini dalle voci bianche è stucchevole. Sarà, ma tutto questo amore inizia a stuccare.

Voto: ♪♪♪♪♪

Can't Beat The Feeling
4:11
Ultimo brano del disco, ancora un pezzo dance-pop che ricorda vagamente gli anni '90, ancora la voce da gattina e nulla di particolare, per un brano che scorre liscio e lascia un ricordo spensierato e allegro di questo disco.
Voto: ♪♪♪♪♪

25.8.10

iPhone mania


L'altra sera ero con dei miei amici e stavamo parlando e ridendo allegramente e ad un certo punto mi son guardato attorno e mi sono accorto che stavano tutti con l'iPhone in mano a controllare non so cosa.
Figuriamoci che io ho un Motorola V3. Quello piatto che si apre a libretto e è talmente vecchio che la vernice agli angoli è consumata e
la fotocamera non funziona e se lo chiudo con troppa energia, si spegne e si riaccende tutto da solo. In verità non è neanche mio, ma me lo ha prestato il mio ragazzo ché lui ormai ha l'iPhone. Il fatto è, che a me del cellulare proprio non interessa nulla. Per me basta che risponda quando mi chiamano e che sia in grado di mandare gli sms che poi per quanti ne mando io che mi fa fatica scrivere...
Detta tra noi: che sul telefono ci sia l'applicazione quella del gatto che ripete tutto quello che dici o della birra che si muove sul monitor come fosse all'interno di un bicchiere, sinceramente proprio non frega nulla. Eppure vedo i miei amici tutti completamente impazziti per questo iPhone e le sue applicazioni sempre più pazze e sempre più inutili e loro appena hanno un minuto libero, subito sono lì che controllano le e-mail o che aprono FaceBook e quando gli parli devi mangiarti le parole peggio di Milly Carlucci che se fai delle pause troppo lunghe, loro subito prendono il telefono e aprono Grindr per controllare se gli ha scritto qualcuno. Se ti stai chiedendo cosa sia questo Grindr, probabilmente è perché sei etero e allora sei giustificato; ma se sei finocchio e non sai cos'è Grindr, allora vuol dire che vivi su su Urano, perché tutte le checche con un iPhone possiedono Grindr e praticamente è una specie di chat superfinocchia, dove però le persone appaiono in base a quanto ti sono vicine o lontane e praticamente mentire è diventato impossibile ché con questo sistema sai sempre dove sono i tuoi amici.
"Luigi è andato al mare oggi...", dice il mio ragazzo.
"Ah sì? E che ne sai?" rispondo io ingenuo.
"Grindr mi dice che sta a 30 km di distanza...!".

Ammetto che in più di un'occasione, la connessione dell'iPhone è stata una salvezza, come quando dovevamo cercare quel ristorante di cui non ricordavamo la via o come quando ci siamo messi a vedere se c'erano film interessanti da vedere al cinema e avere Google sempre a portata di mano, può avere i suoi vantaggi.
Però ormai non si può più finire una frase con "...bho, non lo so, non mi ricordo..." che subito spunta qualche iPhone munito che fa una ricerca si Wikipedia.
Situazione tipo:
"Hai visto quel film dove la Streep ha vinto l'Oscar che bello che era? Oddio, ora mi sfugge il nome... si chiama... si chiama..."
E l'iPhone munito al tuo fianco tira fuori dalla tasca il suo gioiellino e interviene dicendo: "...La Scelta di Sophie, del 1982, diretto da Alan J. Pakula... oppure ti rifersci al film dove vinse l'Oscar come non protagonista nel 1979 per Kramer contro Kramer? Sapevi poi che Meryl Streep detiene il record di nomination al Premio Oscar...? Ben sedici! E' nata a Summit il 22 giugno 1949 e il suo nome completo è Mary Louise Streep...".
Cioè, capite bene che in questo modo non si vive più e ogni minima discussione e confronto, perde di significato. Addirittura l'altra volta un amico stava controllando su Wikipedia se le risposte del Trivial erano corrette.
C'è poi quell'applicazione, Shazam si chiama, che gli fai sentire una canzone e lui immediatamente ti dice l'autore e l'album e il titolo della canzone e non chiedetemi come fa che io ancora non lo ho capito, però se stai in macchina e alla radio passano un vecchio pezzo che ti piace tanto e non ti ricordi il nome, bhè, basta prendere l'iPhone, cliccare su Shazam e lui ti darà tutte le risposte che cerchi in meno di 40 secondi. Per me è stregoneria pura.

Tutti con quest'iPhone in mano ad attivare applicazioni con un semplice sfioro. Se li guardi bene, sembrano bambini intenti ad accarezzando il dorso di un gattino che fa le fusa.
Già sento le voci degli iPhone dipendenti che dicono a denti stretti "Parla così solo perché vorrebbe un iPhone e invece ha un vecchio e scassato Motorola V3!", ma a me questa smania di poter accedere in qualsiasi momento ad internet un po' spaventa. Non eravamo forse più liberi quando non avevamo scelte? Eppure essere online in qualsiasi momento, anche quando si sta andando a buttare la spazzatura ai secchioni giù in fondo al marciapiede, è un sogno ormai divenuto realtà e probabilmente il nodo della questione è come per tutte le cose l'autoregolazione. Imparare a fare un giusto utilizzo delle cose. Sappiamo tutti che giocherellare con l'iPhone a tavola è da maleducati, come sappiamo che è da malati di mente controllare ogni sette minuti la pagina di FaceBook o lo status di Grindr. Eppure come spesso accade, auto regolarsi è la sfida più difficile e probabilmente se avessero scritto la Bibbia nella nostra epoca, Eva non avrebbe colto la mela dall'albero, ma avrebbe preso l'iPhone e sarebbe andata a controllare chi l'ha taggata su FaceBook. 
E comunque, l'iPhone non è solo internet, non sminuiamo questo piccolo gioiello di tecnologia perché nell'iPhone ci puoi mettere quello che ti pare e vi dico solo che l'altra sera il mio ragazzo parlava delle vacanze con un amico e ad un certo punto ha tirato fuori l'iPhone e gli ha fatto vedere le 300 fotografie che avevamo fatto a Miami e che lui aveva prontamente caricato sul telefono. C'era questo poveretto che secondo me ha rimpianto i vecchi tempi in cui la cosa più tecnologica che offriva un telefono, erano le cover intercambiabili del Nokia 3210.

24.8.10

Everglades


Alligatori. Quelli che popolano le Everglades sono alligatori e non coccodrilli. Ci tengo a specificarlo, perché sono sicuro che molti di voi credano sia un modo differente per indicare lo stesso animale e invece no e anzi, adesso vi spiego anche qual è la differenza, così almeno oggi imparate qualcosa di nuovo e non state a fissare il monitor in modo passivo. Anzitutto bisogna sapere che alligatori e coccodrilli vivono in zone geografiche completamente differenti e il coccodrillo vive principalmente in Asia e Africa, mentre l'alligatore lo troviamo nel sud-ovest degli Stati Uniti. Si distinguono poi per la forma del muso, perché quello del coccodrillo è più lungo e triangolare e i denti sono inclinati verso l'esterno e rimangono ben visibili anche quando la bocca è chiusa e poi il coccodrillo è più grande e può raggiungere anche gli 8 metri di lunghezza, mentre invece l'alligatore solitamente si ferma a 5 e comunque non credete... perché trovarsi davanti un bestione verde di 5 metri fa il suo effetto.
Le Everglades sono una zona paludosa che si estende nella parte meridionale della Florida e noi siamo diretti a Fort Lauderdale, ma una piccola deviazione nell'Everglades National Park è d'obbligo perché siamo troppo curiosi di vedere gli alligatori nel loro ambiente naturale e nonostante il parco sia veramente molto grande, come al solito il tempo a nostra disposizione è limitato e quindi ci accontentiamo di una piccola escursione di quelle proprio super turistiche che ci mancava solo la guida giapponese con l'ombrellino alzato a indicarci la strada. Però siamo riusciti ad andare su uno di quei cosi tipo hovercraft, di quelli che hanno l'elica dietro e che ti devi mettere le cuffie perché fanno un casino incredibile e ci siamo fatti scarrozzare in un pezzo di palude che non sarà stata la foresta di mangrovie, ma comunque faceva molto natura incontaminata. E poi abbiamo visto i nostri cari alligatori. E il tipo che ci ha fatto da guida sull'imbarcazione, era un omino conciato in un modo assurdo che sembrava appena uscito dal film di Mr. Crocodile dundee.
       

15.8.10

M.I.A. - /\/\/\Y/\



Forse è un argomento che interessa a pochi, però a me M.I.A. sta simpatica e quindi ve ne voglio parlare.
Sarà che Paper Planes è un piccolo capolavoro di musica electro-nonsocosa o forse sarà perché M.I.A. ed io siamo gli unici sul pianeta Terra a vedere Lady Gaga per quella che è realmente (e penso che se le due si incontrassero per strada, si rotolerebbero sul marciapiede strappandosi i capelli) e forse sarà anche perché ha detto che i video di Justin Bieber sono molto più violenti e offensivi del suo cortometraggio Born Free che le hanno rimosso da Youtube, ma di questo parleremo dopo e insomma; a me M.I.A. sta così simpatica che ci uscirei volentieri a cena e ovviamente io scelgo il ristorante e lei striscia la carta che io lo so che fa tutta quella alternativa e contro il sistema e poi ha una American Express Platinum nel portafogli di Vuitton.
Questo è il suo terzo album di studio e il nome del disco si scrive /\/\/\Y/\  e si legge Maya e utilizza i caratteri quelli diagonale che non so come si chiamano in italiano (lo slash tanto per capirci) e il disco è un vero e proprio attacco politico nei confronti del Governo occidentale, accusato di manipolare l'opinione pubblica attraverso la Rete. Anche la copertina del CD, con il suo volto nascosto dietro le barre di scorrimento video, fa ripensare a Youtube che le ha censurato il video di Born Free e se queste sono le premesse, non può che venir fuori un album ancora più carico di contenuti di quanto non lo fosse il precedente e l'unica cosa che bisogna capire, è se in questo disco non sia stato privilegiato il messaggio piuttosto che la musica. E io vi avviso: questo non è un album facile e sicuramente non lo metterete su, mentre fate le pulizie con il fazzoletto in testa e il Mocio Vileda tra le mani.
Questo Maya esce contemporaneamente in due versioni, quella classica e una deluxe edition con una divertentissima copertina tridimensionale che fa un po' anni novanta e con l'aggiunta di quattro tracce bonus e io ovviamente ho comprato la versione delux che a Miami mi è costata solo $14.00 dollari e qui a Roma invece servono €20.00 per portarvelo a casa. Evviva la discografia negli Stati Uniti.

The Message
0:58
Sound subito molto duro per questo intro che ripete in loop parole come "Internet-Connected to the Google-Connected to the government" e per cominciare direi che non c'è male.
Voto: ♪♪♪
♪♪

Steppin Up
4:01
Decisamente troppo sperimentale per le mie orecchie con quel suono di trapano che perfora il cervello e il ritmo martellante scandito dalle parole. Io che sono abituato a Britney Spears mi sento un po' spaesato.
Voto: ♪♪
♪♪ 

XXXO
2:54
Forse il brano più pop di tutto il disco, nonché primo singolo ufficiale e gira anche una versione rmx con il contributo di Jay-Z e trovo sia una scelta azzeccatissima per far avvicinare a quest'album anche il pubblico meno sperimentale e il testo è una denuncia nei confronti di qualcuno che la tiene in pugno e la vuole diversa da quello che è.
Una cosa che non ho capito, è il significato di XXXO, cioè; nello slang XOXO significa tipo baci e abbracci e invece XXX è riferito a qualcosa di pornografico e non so se quindi l'interpretazione giusta è quella di fondere i due significati... bho. Però il video è adorabile con quegli effetti kitsch e glitter.
Qui il video ufficiale.
Voto: ♪♪♪
♪ 

Teqkilla
6:20
Altro brano che stordisce per il suo sound e il ritmo martellante e quelle sirene e il suono dei citofoni che si fondono assieme e o si ama o fa venire le convulsioni.
Voto: ♪♪
♪♪♪ 

Lovalot
2:50
Bel sound e come sempre testo mai banale. In quest'album di sicuro non troveremo brani che parlano di Alejandro e Roberto.
Voto: 
♪♪♪♪♪

Story To Be Told
3:32
Ancora un orgia di effetti tra aeri che decollano e non so cos'altro e un atmosfera orientaleggiante che addolcisce e non dispiace.
Voto: 
♪♪♪♪♪

It Takes A Muscle
3:00
Cover di un brano registrato nel 1982 dal gruppo olandese Spectral Display che qui viene rieseguito in uno stile di reggaeggiante e però a me lascia un po' poco.
Voto: 
♪♪
♪♪♪

It Iz What It Iz
3:29
Canzone dal sound soft-trip-hop e questa l'ho letta su un sito di quelli esperti, perché figuriamoci se so distinguere un trip-hop da una baciata. Il risultato è comunque gradevole.
Voto: 
♪♪♪♪♪

Born Free
4:07
Arriviamo al brano il cui video ha generato tante polemiche e ovvio che M.I.A. si fregava le mani mentre Youtube glie lo rimuoveva dal sito per le scene di nudo frontale e per le immagini decisamente forti e violente, ché se fai un video del genere dopo tre anni di assenza dalle scene è solo per puntare i riflettori su di te. Comunque io lo trovo un piccolo capolavoro. Il brano torna ad essere uno di quelli che stordisce per l'accostamento stridente degli strumenti elettrici e il testo è politicamente schierato. I siti di quelli che ci capiscono, mi dicono che la canzone utilizza il sample del brano punk del 1977 dei Suicide "Ghost Rider" e ovviamente io l'avevo riconosciuta... eh sì, figuriamoci, appena l'ho sentita ho detto: "ma questa è Gost Rider dei Suicide!
Qui il video ufficiale.
Voto: 
♪♪♪♪♪


Meds And Feds
3:09
Forse inizio ad impazzire e tutto questo ritmo electro-trip-hop mi ha dato alla testa, ma trovo questa Meds And Feds e il suo sound di schitarrata elettrica unito al dance-rave di quelli più acidi che il mal di testa dopo il primo minuto è assicurato, veramente adorabile. Secondo me spacca.
Voto:
 ♪♪♪♪


Tell Me Why
4:11
Altra virata un po' easy e quasi pop con il ritornello che rimane in testa , ma XXXO è completamente di un altro pianeta.
Voto:
 ♪♪♪

Space
3:08
Continua il sound easy e le atmosfere finalmente più soft per questo brano che scorre piacevolmente, ma senza lasciare tropo il segno.
Voto:
 ♪♪♪

Internet Connection (bonus track)
2:51
E' la prima delle 4 canzoni presenti nella deluxe edition e la strofa è spiccatamente contro il potere del Web influenzato dalle manovre politiche del Governo, il tutto mascherato da un sound beat hip-hop.
Voto:
 ♪♪♪

Illygirl (bonus track)
2:14
Torna il ritmo martellante e elettronico che ormai arrivati a fine album inizio ad apprezzare, ma che rimane comunque orecchiabile come il suono di una sega elettrica.
Qui il video che non ho ancora capito se ufficiale o meno. Preparatevi perché se la labirintite non ve la fa venire il sound acido, ci pensa il video delirante.
Voto:
 ♪♪♪

Believer (bonus track)
3:14
Brano anche questo non proprio immediato con la voce di M.I.A. distorta e quasi robotizzata. Evviva la musica elettronica tornata di moda.
Voto:
 ♪♪♪

Caps Lock (bonus track)
3:14
Ultima traccia lenta e quasi sognate ma che non dimentica un testo sempre molto duro.
Voto:
 ♪♪♪

12.8.10

La Strada - Cormac McCarthy



La Strada
Comarc McCarthy
€18.00
1ª ed. originale 2006
218 p.
Editore Einaudi





La Strada non è proprio il classico libro da portare sotto l'ombrellone, ché uno dopo essersi spalmato l'olio instant bronze protezione sottozero, non è che gli viene proprio troppa voglia di sentire di un disastro planetario dove tutto è bruciato e l'unico cibo rimasto è il proprio compagno di viaggio e sicuramente tra un Calippo e un tuffo in mare, uno propende per le pagine patinate di Vanity Fair o per qualche romanzetto da quattro soldi tipo Fabio Volo (e ora venitemi a dire che vi piace come scrive Fabio Volo e trovo il modo per bloccarvi dal blog).
Il caso di La Strada nasce nel lontano 2006 quando vince il primo riconoscimento per sinceramente non so cosa e poi nel 2007 vince anche il Premio Pulitzer per la narrativa e però nessuno se lo caga fin quando il nome Cormac McCarthy, non giunge alla notte degli Oscar e si aggiudica pure il premio come miglior sceneggiatura non originale e da quel momento tutti ritirano fuori dalla libreria i suoi vecchi libri impolverati e il suo nuovo libro diventa immediatamente di culto. Insomma, questo romanzo è stato per un breve periodo la moda del momento (lo scrittore è lo stesso di "Non è un paese per vecchi" di cui avete sicuramente sentito parlare) e probabilmente ha ricevuto i consensi del pubblico perché faceva fico riempirsi la bocca con il nome McCarthy, ma a prescindere da tutte queste cose di contorno, io vi dico che è proprio un bel libro e si fa leggere in un lampo e quando finisce vorresti che ci fossero altre cento pagine dopo la copertina.
La storia è praticamente inesistente, nel senso che ci sono padre e figlio che camminano lungo la strada in cerca di un posto migliore e punto. Vi ho raccontato tutto quello che c'è da sapere. Però è bello il modo in cui McCarthy descrive questo cammino e le prime cinquanta pagine le ho trovate di una noia mortale che erano tutte una la fotocopia una dell'altra e poi invece sono entrato nello spirito del romanzo e mi sono troppo appassionato e in un men che non si dica, mi sono ritrovato con gli occhi lucidi e ok; io piango anche sfogliando Topolino, però a me questo rapporto estremo tra padre e figlio in lotta per la sopravvivenza e i loro scarni dialoghi imbevuti di affetto e le continue rassicurazioni che cercano l'uno nell'altro mentre attorno tutto muore sotto i loro occhi... bhé a me hanno proprio assorbito e io vi consiglio questo libro. Anche se state con i piedi sotto la sabbia.

6.8.10

Key West


Una settimana a Miami Beach è stata divertente, ma la voglia di vivere il clima caraibico della Florida ci spinge in altri lidi. Affittiamo la macchina e ci dirigiamo nel punto più sud degli stati Uniti: Key West. Arrivarci è semplice; da Miami sono più o meno tre ore e mezza di macchina e come spesso capita in America, la strada è tutta completamente dritta e la macchina con il cambio automatico è una figata che avevo dimenticato e non dovendo stare lì a scalare in continuazione le marce, le mani sono praticamente libere e puoi tranquillamente mangiare tacos e bere litri di CocaCola, truccarti allo specchietto retrovisore, scegliere i cd da ascoltare e volendo, potresti anche con una mano tastare il pacco del tuo vicino e con l'altra toccare il tuo che tanto le strade sono tutte diritte e non c'è bisogno di sterzare. Però questo non fatelo e soprattutto rispettate i limiti di velocità.

Il piccolo paradiso
Le Florida Keys, sono una serie di isole coralline a sud di Miami e sono bagnate dall'Oceano Atlantico da una parte e dal Golfo del Messico dall'altra. Nonostante siano isole però, sono collegate tra loro tramite 43 ponti e questo significa che uno riesce ad arrivarci direttamente con l'autostrada senza bisogno di prendere traghetti o cose del genere. Benché tutte e cinque le isole principali siano degne di nota, la mancanza di tempo ci spinge direttamente a Key West, la città più a sud dell'America continentale ed è talmente a sud, che dista soli 90 miglia da Cuba e per chi come me non se la cava tanto bene con le unità di misura, sarebbero tipo 145 km e praticamente è più vicina a Cuba che a Miami.
Key West è stata per anni la dimora dello scrittore Ernest Hemingway che vi si trasferì nel 1931 e vi abitò per quasi dieci anni. La casa adesso è diventata un museo, ma nonostante nutra grande stima per lo scrittore premio Nobel, decidiamo di proseguire dritto verso il mare e di non visitarla. In fin dei conti, cosa ci starà mai di così interessante nella casa di Hemingway oltre ad un letto e ad una scrivania e qualche libro? Scopro poi che la villa è ancora popolata da una colonia di tipo 60 gatti e per chi non lo sapesse Hemingway aveva questa fissa per i gatti e sono molte le foto che lo ritraggono assieme ai suoi amati felini e forse un pochino mi sono pentito di non averla visitata; ma solamente perché la spiaggia che cercavamo si è rivelata poi una delusione che io immaginavo sabbia bianca tipo quella di Miami Beach e invece era niente di esaltante.
A Key West ci sono un sacco di gay. Ma tipo che l'isola sarà lunga due miglia e sulla via principale si affacciano almeno quattro bar finocchi e roba che a Roma quattro bar gay tutti insieme non ci sono mai stati. Il problema però, è che a Key West durante il mese di luglio, non c'è proprio un'anima e ci dicono che la stagione migliore è quella invernale quando tutti i finocchi del nord America si spostano in massa a Key West per godersi un po' di caldo e di sole. Ci ritroviamo quindi assieme a quattro vecchie che son venute a trascorrere la pensione con i piedi a mollo e un paio di turisti ignari come noi, del fatto che questa è considerata bassa stagione. Ma tipo che il nostro albergo era veramente molto bello e in stile vittoriano e tutto il legno e con due piscine e una jacuzzi e palme ovunque e peccato però che pareva un ospizio che età media sessantacinque anni portati male. Quindi non fate come noi, se dovete andare a visitare le Florida Keys, andateci a novembre che vi beccate molto più divertimento.
Il paesaggio di Key West è decisamente pittoresco e ci sono vecchie case in legno stile vittoriano e dalle tonalità pastello e poi alte palme dal fusto sottile e aironi bianchi e fenicotteri rosa (i fenicotteri non li abbiamo visti, ma ci hanno assicurato che ci sono) e tutt'attorno lo spettacolo più bello; una barriera corallina ancora incontaminata. In giro per la città si vedono molti manifesti che pubblicizzano escursioni subacquee o a bordo di navi dal fondale panoramico, ma noi stiamo ancora smaltendo la stanchezza delle notti folli a Miami Beach e quindi decidiamo di rimandare le escursioni e di salutare la barriera corallina dalla superficie, a bordi di due moto d'acqua fiammanti e non capisco perché in trent'anni di vita, non avevo mai provato le moto d'acqua che sono proprio una cosa pazzesca, cioè, tipo che alla fine sono sceso solo perché mi facevano troppo male i muscoli, ma sarei rimasto con il culo su quella sella a fare i salti tra le onde per tutto il giorno che mi sentivo troppo un personaggio di Baywatch. Però se vi capita di affittarle, non fate come noi e ricordativi di memorizzare dove si trova il molo dal quale partite, perché vi assicuro che una volta in mare aperto, tutta la costa vi sembrerà uguale e ci è mancato un pelo che non gli lasciassimo le le moto lì in mezzo all'oceano.
Oltre che per i suoi paesaggi naturali, Key West è rinomata anche per la sua vita notturna e la guida ci consiglia di andare al centralissimo bar Sloppy Joe's che sarebbe il bar preferito da Ernest Hemingway, però fidatevi di me; se siete maschietti che amano altri maschietti, allora lasciate perdere i consigli di Hemingway e andatevene al The Bourbon e però non fermatevi nella sala principale, ma proseguite per lo stretto corridoio e aprite quella porta dove c'è scritto "men only" e vi ritroverete nel cortile del pub, con un bel bar all'aperto e una piscina aperta fino a tarda notte. Ecco, e poi non dite che non ve lo avevo detto.
E come ultima cosa, non potete tornare a casa, senza prima aver assaggiato l'originale Key lime pie, un'ottima torta fatta con i limoni verdi del luogo e vi assicuro che è una bontà indescrivibile, ma io poi son dovuto correre al bagno che era pesante come una mattonata. E se lo stomaco vi regge, potreste assaggiare anche il gelato con la CocaCola che io quando ho visto quel disegno con la palla di gelato che galleggia nel bicchiere di Coca, no, vabbè... so' proprio americani questi.
  
  

4.8.10

Toy Story 3 - La grande fuga

 
Sia accendono le luci in sala, mi giro e vedo il mio ragazzo con quegli occhiali ridicoli dalla montatura nera "Ah già... c'era anche il 3D?".
Cioè, bho, io questa smania di fare tutti i film in tre dimensioni proprio non la capisco, soprattutto se poi si devono sfornare prodotti mediocri come questo dove uno se ne dimentica proprio talmente sono piatte le scene. E questa è la nota negativa. Ma adesso passiamo ai ben più sostanziosi complimenti.
Quando vidi il primo Toy Story – Il mondo dei giocattoli nel lontanissimo 1995, pensai che fosse un filmetto molto carino, ma che la computer grafica non avrebbe mai fatto breccia nel mio cuore e che mai avrebbe potuto raggiungere la poesia di certi disegni e di certe storie che la Disney aveva raccontato con Cenerentola o con La Sirenetta, di cui conosco tutte le canzoni a memoria, ma questo forse non dovrei dirvelo perché uno ci mette tanto a costruirsi una fama da figo e poi è un attimo sputtanarsi con "...come vorrei stare qui con te, cosa darei per restarti accantoooo...!".
Toy Story 2 – Woody e Buzz alla riscossa
, era divertente, sì, ma rimaneva sempre un filmetto di cui sinceramente neanche ricordo la trama.
Poi arriva questo Toy Story 3 – La grande fuga, che è un cazzo di film con le contropalle e scusate il termine, ma in confronto I Soliti Sospetti, ha una trama da fiction per la tv con Manuela Arcuri.
Lo spunto iniziale vede Andy ormai ometto e pronto per andare al college. La madre gli dice di buttare nella spazzatura i suoi vecchi giocattoli, ma lui è indeciso e vi ho mai raccontato di quando mio padre mi ha buttato il bambolotto storico, quello che mi ha visto crescere e che tenevo nella culla quando ancora non sapevo distinguere un piede da una mano? Ecco, ho rovistato nei cassonetti come un gatto randagio, ma alla fine ho visto la sua zampetta spuntare tra una foglia di lattuga e uno straccio vecchio. Mi sono infilato per metà nel cassonetto con le gambe penzolanti in aria e lo ho estratto con forza. I ricordi erano salvi. La maglietta un po' meno.
Parentesi nostalgica a parte, in questo episodio di Toy Story, il popolare cowboy Woody e il ranger spaziale Buzz se la vedono proprio brutta e forse per mantenere quel briciolo di dignità che ancora mi rimane, non dovrei dirvi che ho pianto come una fontana per tutti i venti minuti finali del film. Dove però cacchiarola! ne succedono di tutti i colori e io quando si stringono la mano pronti ad assaporare la morte, proprio non ce l'ho fatta a trattenere le lacrime. Ecco.
Non mancano poi, nuovissimi personaggi come il bambolotto Bimbo, al quale dovrebbero dedicare una trilogia di film dell'orrore, perché io me lo sono sognato la notte che in confronto Chucky la bambola assassina è un giocattolo per neonati e poi Barbie e Ken che sono i veri comici della pellicola.
Insomma, io questo Toy Story 3 ve lo consiglio alla grande e se pensate che sia solo un filmetto per bambini... allora ho il cervello di un bambino.

2.8.10

Miami Beach pt.3


Miami Beach non è la classica destinazione arcobaleno come può essere la chiassosa Mykonos dove i finocchi vanno solamente per passare un paio di settimane all'insegna della trasgressione o una San Francisco dove via via, si è andata formando la comunità omosessuale più grande al mondo creando una micro città all'interno della città stessa o un Amsterdam che per anni è stata la capitale europea dell'omosessualità considerata però come una provocazione assieme alle droghe e alle donnine nella cabine.

Il paradiso arcobaleno
South Beach è diventata una leggenda per la sua vita notturna che può essere paragonata forse solamente alla sfrenata vita di Las Vegas, ma dietro ai club e alle palme e alle spiagge assolate, anche un occhio distratto e poco allenato, potrà rendersi conto che Miami Beach trasuda finocchiagine da tutte le parti. Maschioni fisicati che si tengono la mano, che prendono il sole, che giocano a pallavolo, che bevono un drink, maschioni agli angoli delle strade, maschioni ovunque.
Da finocchio italiano, sono abituato a frequentare i locali gay e in linea di massima i gay tendono ad avere i loro punti d'incontro ben precisi. A Parigi hanno il Marais, a Madrid Chueca e invece a South Beach non c'è un quartiere gay, ma è la città stessa il punto d'incontro e i gay si fondono con gli etero e i bianchi con i neri e i cani con i gatti e tutti i colori possibili si mischiano insieme e quando non esiste più la norma e quando non esiste più la stranezza, allora tutto diventa naturale e tutto viene visto con la stessa curiosità (si capisce quello che ho detto?).
Questa ve la racconto così come mi viene e senza troppe censure, giusto per rendere meglio l'idea: immaginate a me, sdraiato sul telo a prendere il sole e il Sir in acqua a fare il bagno e mi si avvicina questo tipo mai visto prima che si china e mi fa: "E' il tuo fidanzato quello in acqua? Vogliamo farlo a tre?". Cioè, capito? Ora, il Sir ed io siamo indubbiamente due pezzi di manzo che provarci con noi è quasi scontato, però credo di non aver mai ricevuto così tante avances in vita mia.
Però adesso non voglio che fraintendiate e già so che qualcuno starà immaginando Miami Beach come una sorta di sauna a cielo aperto (per chi non lo sapesse, le saune gay sono notoriamente luoghi di incontro per chi ha voglia di sesso facile e senza implicazione); quello che intendo dire, è che una città che non si reprime, è una città che non ha bisogno di darkroom e non ha bisogno di chi sa quali locali a tema per incontrarsi, perché a Miami Beach le cose accadono alla luce del sole, all'ombra delle palme e tra degli edifici art decò e la sessualità è un aspetto della vita che non si esaurisce all'interno delle mura domestiche e tanto per rendere l'idea, la spiaggia gay è all'altezza della 12 street che praticamente sarebbe il centro di South Beach, nonché la zona in assoluto più frequentata da turisti e persone del posto. Se dovessi farvi un esempio trasportando tutto qui a Roma, sarebbe un po' come fare una zona pedonale gay, diciamo in zona Piazza Venezia, ecco.
Miami Beach è una città che non si vergogna e che alle volte può sembrare sfrontata, ma che vive tutto con la serenità e la consapevolezza di essere un luogo senza discriminazioni.
E' una città dove fare nuove conoscenze, è semplice come ordinare un capirinha al bar e dove ho imparato che uscire senza mutande, si dice "stare comando" (ma ancora devo capire come si scrive) e comunque intendiamoci, se volete fare una vacanza all'insegna del relax e del riposo, potete farlo benissimo e nessuno vi obbligherà ad andare a ballare la sera e nessuno verrà ad importunarvi mentre vi spargete la crema solare e se anche dovessero farlo, basta sorridere e rispondere un semplice "No, grazie...".
Miami Beach è sempre piena di gente e di turisti, eppure nonostante questo, la sensazione è quella che ci sia una sorta di selezione all'ingresso. Sì, perché in spiaggia e per le strade, spiccano soprattutto i muscle boys e intendiamoci, non è che gli abitanti di South Beach siano tutti modelli di AussieBum, però probabilmente c'è una media di palestrati superiore rispetto alle altre città e probabilmente sarà perché a Miami splende sempre il sole e sarà perché la vita si passa soprattutto all'aperto e mettiamoci anche che non è che ci siano questi grandi musei e opere d'arte da visitare e alla fine probabilmente uno finisce in palestra a sollevare pesi. Fatto sta che a South Beach ci sono un sacco di muscolosi e poi si sa che i palestrati si attirano tra loro come fossero fatti di calamita e quindi ecco che Miami Beach è diventata meta di vacanze per i muscolosi di tutto il mondo che vogliono incontrare loro simili. Però intendiamoci, in giro si vedono anche tanti cessi, fidatevi di me; il paese dei balocchi ancora lo devono inventare...