30.11.10

Precious


Avviso al pubblico leggente: in questo post potrei rivelare alcuni frammenti della trama, ma tranquilli; non c'è nessun'assassino da svelare e però se siete di quelli che - Oddio no io non voglio proprio sapere nulla che poi mi rovini la sorpresa!!! - allora fermatevi che poi non voglio responsabilità.
Precious è una ragazza di Harlem che ha tutte le sfighe del mondo nonostante si chiami "Preziosa". Pensate a una sfiga e lei l'avrà. Ha sedici anni, di tanto in tanto il padre la stupra e le ha dato anche un figlio che è venuto fuori down e adesso è incinta per la seconda volta e a scuola l'hanno bocciata tipo trenta volte e lei è quasi analfabeta e la preside l'ha butta fuori dalla scuola e la madre la picchia a ripetizione e la tratta peggio di una schiava e lei si ingozza di schifezze e è pure obesa e nera e senza una lira e a metà film scopre pure di avere la malattia quella brutta brutta.
Cioè, un film del genere farebbe piangere anche cuor di pietra. Mettiamoci poi che il regista è Lee Daniels specializzato in drammoni del tipo di Monster's Ball premio oscar nel 2001 come miglior mattonata della storia e insomma; mi aspettavo di vedere l'ennesimo pugno nello stomaco e finire una confezione di Kleenex durante i soli titoli di testa, per poi morire affogato nelle mie stesse lacrime. E invece, nonostante le premesse, questo film non è uno di quelli scritti e diretti con lo scopo di straziare il pubblico e anzi, è girato senza inutili fronzoli melensi e racchiude anche un bei messaggi positivi e per esempio la professoressa che decide di aiutare questa Precious è lesbica e la povera ragazza analfabeta che pensava che tutti gli omosessuali fossero malvagi e invertiti, è costretta a ricredersi. Brava Precious.
Che poi diciamolo, Precious avrebbe tutte le carte in regola per spararsi un colpo in testa e invece lei sogna una vita migliore e pretende rispetto e pretende comprensione e pretende amore, perché probabilmente a sedici anni è più facile pensare che un giorno apparirai sul tappeto rosso indossando un abito di paiette, piuttosto che continuare a credere che tuo padre ti stuprerà a ripetizione e quando finalmente trova una persona che si occupa realmente di lei, Precious capisce che magari non arriverà mai a fare un video per MTv, ma che se c'è anche solo una persona al mondo disposta ad aiutarla, allora le deve impegnarsi per uscire dalla fossa in cui è vissuta per così tanto tempo.
Nel corso di quasi due anni questo Precious ha racimolato una quantità smisurata di premi tra cui 2 Oscar e poi premi ai Golden Globe e al Sundance Film Festival e i BAFTA e finalmente è arrivato anche in Italia dove è uscito nel giorno dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne.
Ora parliamoci chiaro, il film è bello, ma non è questo gran capolavoro e tutti questi premi sono sicuramente esagerati e però quando si trattano certi argomenti la testa della gente si annebbia e diventano tutti di manica larga. Comunque rimane il fatto che è un film ben raccontato e ben girato e poi io volevo vederlo da tempo solo per la presenza di santa Mariah Carey che appare solo per 15 minuti, ma "illumina" la pellicola con una performance commovente... ma guardarla senza tornare con la memoria a quel capolavoro di trash che era Glitter e non sorridere in silenzio nel buio della sala, bhé è veramente un'impresa.

29.11.10

Mario Monicelli è morto (1915-2010)


La lista dei suoi film è così lunga che devo scorrere gran parte della pagina di Wikipedia, eppure mi rendo conto di aver visto non più di tre o quattro suoi film.
L'acclamato regista Mario Monicelli è "caduto" dal quinto piano dall'ospedale San Giovanni di Roma dove si trova. Secondo quanto si apprende Monicelli si sarebbe lanciato volontariamente.

Leslie Nielsen è morto (1926-2010)


L'indimenticabile attore della saga di "Una pallottola spuntata" Leslie Nielsen è morto ieri all'età di 84 anni. Che poi il suo sarà stato anche un umorismo demenziale e anni '90, però faceva proprio ridere...

26.11.10

Take That - Progress


Tutti conosciamo la storia dei Take That e sappiamo che si sono formati nel 1990 grazie al manager Nigel Martin Smith che voleva emulare le band americane come i New Kids on the Block. Il successo è inaspettato e i Take That fanno il botto di vendite; ma dopo cinque anni, Robbie viene cacciato come fosse Brenda Walsh, stufi del suo comportamento ribelle e arrogante. Il resto è storia e Robbie inizia un'eccezionale carriera solista mentre gli altri Take That si arrangiano un po' come possono e Howard e Jason tornano a fare marchette tra le strade di Soho come hanno sempre fatto e Gary e Mark provano a lanciare una carriera solista senza che nessuno se ne accorga e poi nel 2005 il lampo di genio: - Facciamo i Take That senza Robbie! - e l'idea sembra folle e fa venire da ridere anche a quelli nel braccio della morte e invece il primo disco non è male e vende pure parecchio e poi esce un secondo disco che è moto ben fatto e le vendite impazzano e i nuovi Take That dimostrano di saper camminare con le loro gambe anche senza Robbie che nel frattempo vive una parabola discendente e si mette alla ricerca di Atlantide vestito da orso e giura di parlare con gli elfi del bosco. Vabbè, fatte n'altra striscia...
L'occasione è ghiotta perché Robbie ormai trasferitosi a Los Angeles entra e esce dalle cliniche e nonostante abbia tentato in tutti i modi di sfondare, negli Stati Uniti non se lo è mai inculato nessuno che può uscire di casa e portare a spasso il cane senza che la gente lo riconosca o gli chieda un autografo e i Take That invece sono reduci da due album pluripremiati e quindi hanno le spalle coperte e posso azzardare un passo pericoloso. I fan impazziscono all'idea della reunion e Progress vende 235 mila copie solo nel primo giorno, diventando in questo modo l'album più venduto del secolo in Gran Bretagna e i biglietti per le loro 14 date inglesi, finiscono nel giro di 3 ore.
Ok, tutto fighissimo, adesso però come minimo devono fare 3 album insieme, ché se Robbie tra due mesi scapoccia di nuovo e decide di andare a cercare gli Alieni insieme a Fox Mulder allora non ci siamo proprio e lo so che il vero successo di un blogger è quando parla male in modo ironico di tutto quello che lo circonda e più riesce ad essere spietato e più la gente riderà delle sue battute e lo osannerà e in questo periodo ne ho lette di tutti i colori sui Take That e il più gentile li ha definiti degli uomini di mezza età che saltellano ammiccando alle telecamere come quando avevano 18 anni e qualcun'altro invece li ha apostrofati dicendo - Imparate a suonare uno strumento, sfigati! -. Con il successo che stanno avendo però, io ci penserei due volte prima di criticarli anche perché deriderli per il loro aspetto è quanto di più stupido si possa fare dato che ormai hanno quarant'anni per gamba e mi pare anche giusto che sfoggino rughe e capelli bianchi e non una faccia da 25enne. E poi diciamolo, questo album è una figata pazzesca e lo dico senza avere il timore di passare per nerd... sticazzi di quello che pensate, a me piace.
Progress è il titolo scelto per il nuovo lavoro, dà subito l'idea di una band che vuole guardare avanti e il concetto è evidente fin dalla cover ispirata alla teoria dell'evoluzione di Darwin dove ovviamente Gary fa la parte del primate, non c'era neanche bisogno di specificarlo.
Voci di corridoio dicono che per questo nuovo progetto sono state investite 100 milioni di sterline e le 10 nuove tracce sono state prodotte da Stuart Price, guru dell'electro/pop che ha lavorato nell'album Confessions on a Dance Floor di Madonna, ma anche insieme ai Pet Shop Boys, i The Killers e gli Scissors Sisters. Il risultato finale è un disco con sonorità adulte e originali e l'elettronica è una novità per i Take That, mentre invece ci aveva già provato Robbie nel suo Rudebox, ma con risultati che furono un disastro totale.
Insomma, basta con le chiacchiere, Gary Barlow, Howard Donald, Jason Orange, Mark Owen e Robbie Williams sono di nuovo insieme e quello che posso dire, è che hanno realizzato il loro miglior disco; un album che per certi versi torna all'origine e riprende la voglia di divertimento che c'era nel loro disco di debutto.

The Flood
4.51
È il brano ponte, che traghetta il gruppo da The Circus a questo nuovo disco Progress. E ah! ovviamente vede il ritorno del redivivo Robbie che posiamo bistrattarlo quanto vogliamo e possiamo prenderlo in giro perché parla con gli UFO o perché è ingrassato come una foca e però non possiamo negare che  il suo ritorno nel gruppo è un evento tale che in confronto il matrimonio del principino William... ma chi se ne frega di William! The Flood è un brano ponte, ma che non rispecchia le sonorità elettroniche dell'album; diciamo che è un pezzo furbetto che non delude i tantissimi fan che hanno comprato The Circus (7 volte disco di platino in Inghilterra, non so se mi spiego), ma che non lascia intendere quale sia il vero progetto elettronico di Progress, pur rimanendo un ottimo pezzo.
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SOS
3.44
SOS ci fionda nel vero spirito di questo disco, che oscilla tra il pop, il rock e la musica elettronica. Questa SOS è una bella rottura con i precedenti lavori più tradizionali e il suo ritmo incalzante e l'uso del falsetto ricorda non poco i nuovi Scissors Sisters e ci butta di prepotenza all'interno di questo nuovo disco.
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Wait
4.15
Ancora electro/pop che strizza in un certo senso l'occhio a Rudebox, ma forse me lo ricorda solamente perché canta solo Robbie, mentre gli altri TT si limitano a fargli da coristi. Diciamo poi che pure il testo non ho capito cosa volesse dire che per quanto è senza senso potrebbe averla scritta Tiziano Ferro.
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Kidz
4.42
È uno dei brani più potenti, trionfo di elettronica che ricorda vagamente gli ultimi Depeche Mode. Cioè, anche qui mi sfugge il significato del testo che non ho capito se parla della guerra ... bho! Mi limito a muovere la testa a ritmo di musica e sono contento così.
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Pretty Things
4.03
Forse il brano più fesso dell'album che suona quasi come una filastrocca o una ninna nanna da cantare ai bambini, piuttosto che come una canzone da dedicare alle donne come invece vorrebbe essere.
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Happy Now
4.03
Altro brano che spacca con il suo ritornello che rimane in testa e si canta facilmente anche al primo ascolto e anche qui il pensiero va un po' verso gli Scissors Sisters.
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Underground Machine
4.15
Melodia corposa e particolarmente matura che unisce l'elettronica al rock in un connubio perfetto per un barano che se diventasse il secondo singolo, segnerebbe un bel cambiamento nell'immaginario comune dei Take That e io ci trovo un pizzico di Depeche Mode anche in questo brano, ma magari sono io che non capisco un cazzo di musica e mi piacerebbe che il video glie lo curasse Steven Klein che lui è esperto di atmosfere cupe.
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What Do You Want From Me?
4.47
I toni si distendono e dopo la martellante Underground Machine, parte questa What Do You Wont From Me? che è un brano molto Take That style; ma arricchito da questa nuova spolverata di elettronica che trovo particolarmente convincente e moderna e poi le canzoni d'amore mi piacciono sempre e quando dicono frasi come "Because I, I still wanna get old with you, I still want us to grow..." io mi sciolgono come un ghiacciolo al sole. E comunque Scissors Sisters a go go pure qui.
*****

Affirmation
3.54
È un'altro di quei brani ritmati che trascina e mi piace il modo in cui il canto sfocia nel falsetto, però nella mia testa sto ancora canticchiando What Do You Want From Me?... vabbè, comunque molto caruccio pure questo.
*****

Eight Letters
4.25
Il brano più malinconico dell'album e anche un po' invernale nell'arrangiamento che se proprio vogliamo essere cattivi, ricorda il sintetizzatore di Enya, che diciamoci la verità... c'è qualcosa di peggio di Enya?
***

Flowerbed (Hidden Track)
3.48 
Ultimo pezzo dell'album, che parte dopo qualche secondo dalla fine di Eight Letters e ne segue il filone invernale-malinconico, per un pezzo che poteva tranquillamente rimanere nascosto.
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24.11.10

X-Factor 4 - Finale


Eliminato di questa quinta settimana dall'X Factor inglese, è Paije Richardson. Non mi capacito di come in gara ci sia ancora quel vecchio di Wagner e quella coatta terribile di Cher che se non fosse per un paio di rappate, poi non imbrocca due note di fila. E ora partiamo subito con la nostra super finale!

Nathalie è la vincitrice della quarta edizione di X Factor Italia
Diciamolo subito; questa è stata la peggior edizione di X Factor che memoria d'uomo ricordi. Incentrata soprattutto sui personaggi piuttosto che sul talento; caratterizzata da esibizioni semplicemente brutte, con un Tommassini come direttore artistico che non ha fatto altro che buttare sul palco sempre più roba sino a farlo somigliare ad un angolo di Napoli sommerso dai rifiuti. E così quello che nelle prime edizioni era stato definito come un programma di nicchia, è era stato apprezzato dagli esperti del settore, quel programma che metteva la musica al centro dello show e che aveva il reale scopo di scoprire talenti, adesso è diventato una semplice macchina da soldi, dove le polemiche sono state all'ordine del giorno, dove è andato avanti il personaggio più strambo e televisivo a discapito di chi forse un po' di talento lo aveva realmente. I giudici, principali responsabili di questo degrado, nonostante siano diventati 4 non sono riusciti ad indirizzare il pubblico verso il talento; troppo presi a presentare i loro ragazzi come concorrenti, anziché come cantati e quello che ne è venuto fuori è stato un programma ancora più commerciale del pomeridiano di Amici dove se non altro, tra litigate e polemiche c'è anche una massiccia dose di esibizioni che invece qui ha via via lasciato il posto a filmati e trovate a dir poco discutibili e gli autori non sono stati in grado di capire che il vecchio pubblico degli affezionati e amanti del format, hanno abbandonato la scialuppa delusi da una conduzione alla volemose bene. Oltretutto la trasformazione in programma trash, non è neanche riuscita, perché Facchinetti non è Maria De Filippi, l'unica in grado di scatenare risse facendoci credere al pubblico di essere imparziale.
La puntata inizia con un simpatico medley dedicato ad Elvis il Re del rock e ovviamente però qui non fanno nulla per nulla e quindi quest'esibizione è solo un pretesto per ricordare a tutti che è uscita nei negozi Viva Elvis, la compilation con tutti i suoi più grandi successi rimasterizzati e attualizzati e vai con il primo messaggio promozionale!
Arrivano poi Aldo Giovanni e Giacomo che stanno 5 minuti sul palco a far finta di essere un gruppo pop e mettono in scena una gag talmente triste che in confronto le pubblicità della TIM con De Sica sembrano girate da Fellini. Ovviamente Aldo Giovanni e Giacomo sono sul palco solo per presentare il loro prossimo film che si chiama La Banda dei Babbi Natale o qualcosa di simile, sinceramente non mi ricordo e neanche mi interessa.

Nevruz - Per me è importante - categoria 25+
Nevruz duetta con Federico Zampaglione, quello simpaticissimo dei Tiromancino e farlo cantare al fianco di un cantante vero (?) non fa altro che mettere in luce la sua incompetenza. È semplicemente ridicolo che uno come Nevruz che dovrebbe stare nella categoria dei talenti incompresi, sia arrivato alla finale di X Factor. Ovviamente Federico prima di andare via, ci ricorda che è uscito il suo nuovo singolo, ci mancherebbe altro.

Nathalie - You follow me down - categoria 25+
Nathalie canta insieme agli Skunk Anansie e Skin è probabilmente una delle voci più belle del rock internazionale e ha un timbro pulito e sempre controllato che non lascia mai spazio alle esitazioni e a me farebbe tremare le gambe solamente a starle vicino, figuriamoci se dovessi cantare con lei. E invece Nathalie al suo fianco fa un figurone. Finalmente dopo un'ora dall'inizio della trasmissione, siamo riusciti a sentire una canzone degna di questo nome. Ah e comunque è uscito il cd degli Skunk Anansie, ovviamente, ti pare che questi venivano in trasmissione così senza uno ritorno anche se oh, ridendo e scherzando, Skin è tipo la quarta volta che sale sul palco di X-Factor, che ormai conosce lo studio così bene che tra un po' prende il posto di Facchinetti e si mette alla conduzione...

Davide - Angelo - catgoria 16/24 ragazzi
Duetta con Renga che poi è anche quello che gli ha scritto il brano e nonostante mi stia un po' sulle palle (Renga non Davide), devo ammettere che la voce ce l'ha e Davide al confronto pare una sedia che struscia sul pavimento. Che poi intendiamoci, a me Davide è sempre piaciuticchiato e però in questo duetto Renga lo schiaccia completamente con il suo timbro importante. Dire che è uscito il cd di Renga mi sembra ormai un'ovvietà dato che questa puntata è diventata ormai peggio di una televendita di media shopping che è da quando è cominciata che ci vogliono rifilare qualcosa.

Comunque questa è decisamente una serata delirio, con i collegamenti dalle piazze con gente che urla e i supporter di Nevruz che parlano in modo sconclusionato e le telecamere che inquadrano perfino due ragazze che si baciano. Su Raidue!! Ma che è stasera? Figuriamoci che fanno parlare pure Malgioglio che dice di essere venuto in trasmissione solo per far vedere il suo video con la Bellucci  che saluta tutti i concorrenti e sai quanto glie ne frega alla Bellucci di X Factor? Considerato però che subito dopo in studio si mettono a parlare delle cravatte di Ruggeri, direi veramente che gli autori hanno capito che in finale sono arrivati dei cantanti talmente scarsi, che è meglio occupare il tempo in altro modo piuttosto che farli cantare.

Nathalie - In punta di piedi - categoria 25+
Ci fanno rivedere il suo primo provino e i parrucchieri hanno veramente fatto un miracolo con lei. Il suo inedito continua a rimanermi un po' bho. Nel senso che non lo ascolterei mai due volte di seguito, però riconosco che ha un bel giro di note. Ecco, diciamo che gli darei il premio della critica, ma non lo farei vincere. Il vero problema è che non farei vincere nessuno di questi tre che sono arrivati in finale. 

Nevruz - Tra l'amore e il male - categoria 25+
Sono convinto che la canzone non sia malvagissima. Però cacchio, Nevruz! Quello che si è tuffato sulla folla come in un vero concerto rock e la folla si è scansata facendo sbattere in terra!! (...è successo veramente). Non so se mi spiego... che poi io sono convinto che anche il suo coach Elio, si rende conto di quanto sia ridicolo Nevruz e però ormai non può mica dire - Oh, fermi tutti, mi sono sbagliato questo fa cagare gli stitici, rimandiamolo a casa...! - ormai deve dire che è un fico, no?

Davide - Il tempo migliore - categoria 16/24 ragazzi
Dunque fino ad oggi pensavo che lui fosse il mio preferito; però oggi mi sono ricreduto e questa sua voce così graffiata mi ha po' rotto i coglioni e mi domando che fine abbiano fatto le belle voci pulite di una volta. Che poi diciamo la verità, questo inedito pare la canzone di uno che sta sul palco da una vita e che ha appena pubblicato il suo secondo Greatest Hits e non un singolo di debutto. Si capisce il senso di quello che ho detto?

Take That
Robbie ha gli occhi rossi e lucidi che non voglio neanche sapere cosa si è fatto prima di salire sul palco però... cacchio... i Taaaakeee Thaaaaaat!! Cioè, io non sono uno di quelli che quando si sono sciolti ha chiamato il numero verde per farsi consolare, però io ai Take That gli voglio bene e c'è anche da dire che il loro ultimo album The Circus era proprio bello. Adesso si presentano nuovamente insieme e con un album nuovo di zecca e cantano dal vivo e però le telecamere inquadrano solo Robbie che cioè, agli altri fanno un primo piano di sfuggita e poi tornano immediatamente su Robbie che Robbie non aveva tutto questo successo dai tempi di Rock DJ. Anche perché poi si è messo a parlare con gli UFO...
Adesso i Take That sono tornati, e nonostante Robbie abbia un grande peso ché praticamente metà canzone se la canta da solo e l'altra metà se la sono smezzata Gary e Mark (gli altri due non facevano niente negli anni novanta e non fanno nulla neanche ora), il brano è terribilmente stile Thake That. Della serie, se vuoi tornare con noi, noi aggiungiamo un posto a tavola che c'è un amico in più se sporti un po' la seggiola stai comodo anche tu, però tu devi cantare i brani nostri e non quelle cagate tue da mezza sega.
Giudizio tecnico sul brano: Robbie è leggermente ingrassato e quando dico leggermente intendo dire che è diventato un tricheco e però secondo me è sempre bono che due zompi con lui li farei pure subito che a me quelli con la faccia da matto mi piacciono. Howard è veramente un fico da paura nonostante i suoi 42 anni che magari ci arrivassi io in quelle condizioni e inutile dire che me lo sposerei. Mark fa impressione per quanto somiglia ad Gianni Morandi e quindi mi pare inutile aggiungere altro. Jason è troppo magro che sembra malato e pure lui era tanto bellino da giovane (e lo è ancora bello), però è troppo magro; mangia tesoro mio, mangia! Gary è invecchiato bene che da ragazzino sembrava un supplì, mentre adesso con qualche ruga sul viso e un velo di barba incolta, ha finalmente trovato il suo perché e adesso sembra ancora un supplì, ma più maturo. Ah, già... la canzone! Ovvio che mi piace. Ah, dimenticavo il momento di alta televisione, quando Mark dice a Facchinetti che il suo farfallino e proprio bello e Francesco allora se lo toglie e glie lo regala e allora quel pozzo di simpatia di Jason dice ha Facchinetti che gli piacciono i suoi pantaloni. Momento gelo. Ma me ha fatto proprio ridere.

Si chiude il televoto e arriva la busta e il concorrente eliminato è Nevruz. Signore mio grazie! Avere uno come lui in finale sarebbe stato veramente una presa in giro per chi il cantante lo fa veramente di mestiere e sinceramente nelle puntate scorse sono stato tanto a prendere in giro Stefano e la sua intonazione, ma anche Nevruz sarebbe da sfottere a vita.
Segue collegamento con la sala stampa di non so cosa dove c'è Marco Balestri che finalmente ha il coraggio di dire che Nevruz è una mascherata, una macchietta lontanissima dal vero rock. Marco, I Love You. Prossimo anno ti voglio tra i giudici di X Factor insieme alla Alessandra Celentano così forse riusciamo ad avere dei giurati che non dicono bravo pure a quelli balbuzienti.

Elisa sale sul palco per presentare, come è ovvio, il suo disco e a me Elisa piace, però mi fa venire il latte alle ginocchia dopo il secondo minuto che l'ascolto. Quindi forse non mi piace poi così tanto.
Segue medley con i brani migliori che i due cantanti rimasti, Davide e Nathalie, hanno eseguito durante queste tredici puntate di X Factr e poi cantano pure Immagine che credo sia la canzone più inflazionata della storia e poi Dooonnn! Doonnnn! Dooonnn! l'orologio rintocca la mezzanotte e quindi la carrozza di Davide si trasforma in zucca e lui deve sparire dal palco perché ci sono le leggi italiane che vietano bla bla bla... sempre sta storia ridicola che però ha reso famosa Jessica Brando che nessuno sa chi sia, ma tutti sanno che è stata la prima vittima sanremese del meccanismo della mezzanotte senza minorenni. 

Proprio quando speravamo di esserci dimenticati di lui, ecco che torna sul palco Stefano er barbuzia che è tornato per presentare il suo inedito. Voglio dire, ma se ti hanno cacciato dalla trasmissione, cazzo ci fai ancora qui? Basta no? Allora perché non chiamare anche Dorina o i Farias?! La sua esibizione è ai limiti del ridicolo che una cosa del genere non si sarebbe sentita neanche nella serata karaoke del circolo pensionati e sinceramente, Stefano, la musica non è il tuo futuro. Trovati un lavoro vero.
Arrivati al momento finale della gara mi sono un po' perso che sinceramente io X Factor me lo guardo per la musica e quando questi si mettono a fare di tutto tranne che cantare, allora me ne frega meno di Walker Texas Ranger e mi ricollego solo quando vedo Nathalie sul palco con il padre di Davide (cosa più che mai ridicola) e Facchinetti apre la busta e proclama che il vincitore di questa quarta edizione di X Factor è Nathalie.

23.11.10

Condom

Che poi...
...ora che ci penso...
...i film sono veramente dei bugiardi patentati. Mentono sapendo di mentire, su un tema talmente comune e che conosciamo tutti quanti, ma che ci fa quasi comodo credere alla loro realtà. E allora ecco che vediamo proiettato sul grande schermo il bellone di turno che si incontra con la strafiga del film e nel giro di un paio di battute sono già sotto le lenzuola e lui è sopra a muovere il bacino e lei è sotto a gambe larghe e poi lui si butta su un fianco affannato - Aaaahh è stato fantastico! - e lei si mette seduta coprendosi il seno con il lenzuolo che mi verrebbe da dirle: - Questo ti ha spinto dentro fino ad ora e adesso ti vergogni a fargli vedere le tette? -.
Voglio dire, lo sappiamo tutti come funziona il sesso e quindi sappiamo anche che dopo stuzzicato il coso, bisogna necessariamente fare i conti con il liquido biancastro. Eppure nei film hollywoodiani di questo liquido non c'è mai traccia che i protagonisti finiscono di far sesso e poi niente; al massimo fumano una sigaretta e si rinfilano le mutande che io mi chiedo sempre: - Ma a vesti non esce lo sperma quando hanno l'orgasmo ? Che fine hanno fatto fare al liquido dell'amore? -Cioè, io lo capisco che mentre guardo I ponti di Madison County non me ne frega nulla di sapere se Eastwood ha usato o meno il preservativo con la Streep, però cacchio, se mi fai credere che dopo il sesso è finito tutto e non c'è bisogno neanche di pulirsi, allora penso proprio che i film non aiutano per niente all'educazione sessuale.
Nel senso, in quanti film lasciano intendere che useranno il preservativo prima di andare a letto? Per assurdo neanche i film porno educano all'utilizzo del profilattico che ci sono queste scene che prima li vedi succhiarselo di santa ragione e nella scena immediatamente dopo, hanno già il preservativo infilato sull'uccello e scopano come se non ci fosse un domani. Eppure cavolo, infilare il preservativo è un gesto così importante, che sembra assurdo nessuno ne parli.
Non voglio fare il moralista del cazzo che sale in cattedra a dispensare perle di saggezza ed è inutile che ci giriamo attorno; indossare il preservativo è una bella rottura di palle e poi non sempre lo abbiamo con noi e spesso quando siamo lì che ci stiamo lavorando un tipo, mettere un condom è l'ultimo dei pensieri che l'unica cosa che vogliamo fare è in filarglielo dentro.
È successo anche a me e lo so di cosa sto parlando, che preso dalla foga del momento qualche volta il cazzo ha la meglio sul raziocinio e ti dai duemila giustificazioni e dici a te stesso che il tipo che hai davanti ha la faccia da bravo ragazzo e poi non è proprio uno sconosciuto perché sai addirittura come si chiama e ci hai pure  scambiato due parole e non sembra proprio il genere di persona che va in giro a contagiare il prossimo e ti riempi la testa di giustificazioni e magari è vero che stai facendo sesso con il ragazzo più onesto del mondo e il punto è che potrebbe succedere che neanche lui sa di avere qualcosa e quando dico qualcosa, intendo qualsiasi cosa, da una stupida herpes, fino alla più temuta HIV.
Sarò un'ovvietà dirlo e ridirlo, ma il profilattico è l'unico mezzo sicuro che abbiamo per proteggerci. Pensare che - Tanto queste cose a me non succedono! - è la bugia più grande alla quale vogliamo credere, perché nessuno è mai andato in giro sperando di beccarsi l'AIDS.
Dunque mi piacerebbe che il sesso non fosse il solito tabù che fa arrossire le persone e son sicuro che sappiamo tutti perfettamente come funziona, però sempre meglio sentirselo dire una volta in più, piuttosto che una volta in meno.

Conservare il preservativo lontano da fonti di calore che altrimenti si rovina e poi è come infilarsi sul pisello uno scolapasta.

Non usare mai due preservativi contemporaneamente e lo so che è una cosa stupida da dire, però non si sa mai che magari qualcuno pensa che two is meglio che one  e crede di stare più sicuro con due cosi sull'uccello e invece per i profilattici non funziona come per i paracaduti che se se ne rompe uno, c'è sempre quello di riserva, no. Indossatene uno alla volta e state pure  tranquilli.

Aprire la bustina del preservativo è semplice, però lo capisco che quando uno è lì al dunque, va sempre di fretta e succede un po' come quando devi entrare in casa di corsa che tiri fuori la chiave e non riesci mai ad infilarla nella toppa e poi magari ti cade pure il mazzo per terra e perdi un sacco di tempo e quando stai per fare sesso, il tempo perso non è amico dell'eccitazione e quindi se proprio avete l'ansia che non riuscirete ad aprire la confezione del profilattico, magari potete tagliare un piccolo angolino della confezione così almeno siete facilitati e però dovete aprirla proprio poco perché sennò poi il profilattico si secca e se si secca poi non è buono neanche per farci i gavettoni. Ah e ovviamente non aprite la confezione con oggetti appuntiti tipo forbici o roba simile e sarebbe il caso anche di non usare i denti ché non siete animali.

Il preservativo va messo sul pene quando questo è ancora eretto e questo mi sembra piuttosto scontato, anche perché se avete il coso moscio, non riuscirete a infilarlo proprio da nessuna parte. Ovviamente ancora prima di posizionarlo dovrete capire qual'è il verso giusto che se lo mettete dal lato sbagliato poi non si srotola neanche a mazzate. Quando indossate il preservativo, dovete fare attenzione che non rimanga aria all'interno e proprio per questo motivo è bene poggiarlo sul glande (che poi sarebbe la cappella), stringendo tra il pollice e l'indice il piccolo serbatoio che c'è sulla punta. Arrivati a questo punto, se abbiamo già appoggiato il profilattico sulla cappella stringendo il serbatoio con le dita, non rimane che srotolarlo fino alla base del pene. Ok, lo so che non si srotola quasi mai e che voi avete fretta e che ogni secondo può essere letale per la vostra erezione e proprio per questo se vedete che il coso non ha intenzione di srotolarsi, non andate lì con le unghie a cercare di scastrarlo, perché le unghie sono nemiche del lattice che si rompe come niente e quindi se avete problemi a srotolarlo, è preferibile buttarlo e prenderne uno nuovo e fare le cose con più calma che l'agitazione non è l'ingrediente giusto per fare una bella scopata.

Che poi voglio dire, se non ne avete mai usato un profilattico, non c'è nulla di male a fare delle prove a casa, ché uno mica nasce imparato e anche una cosa stupida come mettere un preservativo può sembrare complicata se ci si fa prendere dall'ansia.

Comprare i profilattici in farmacia provoca sempre un po' di imbarazzo e però se quando state lì siete più imbarazzati di un bambino che dice la poesia di natale davanti ai parenti, allora pensate a queste due cose: punto primo, il sesso lo facciamo tutti e quindi non è una cosa che va tenuta segreta come se avessimo rubato qualcosa; e punto secondo, comprare i preservativi non vi farà sembrare ridicoli, ma semmai delle persone responsabili e se vi viene un po' di imbarazzo pensate sempre: - Dovrei vergognarmi a comprare l'aspirina per prevenire il raffreddore? No, e allora per quale motivo dovrei vergognarmi nel comprare dei preservativi per prevenire l'HIV che se permettete è una malattia molto più seria di un naso che cola?! -.

Una volta che il rapporto è finito e siamo tutti più contenti e più sereni, è bene sfilare il preservativo tenendolo stretto alla base per evitare la fuoriuscita dello sperma e cosa non meno importante, non buttatelo nel cesso che il preservativo è di lattice e non di carta igienica e quindi non scioglie nell'acqua. Ah e ovviamente il preservativo non va riutilizzato che non è che lo lavate e poi lo conservate per il secondo round, no. E lo so che specificarlo è da folli, però non si sa mai.

È anche molto importante trovare il modello di preservativo che più si adatta alle proprie esigenze perché il condom deve funzionare da "seconda pelle" e quindi uno troppo piccolo poi ci stringe ed è scomodo, mentre uno troppo largo potrebbe causare fuoriuscita di liquido o addirittura sfilarsi durante il rapporto e lo so che comprare un preservativo non è come comprare una maglietta che magari fa un po' di imbarazzo andare dal farmacista e chiedergli - Io sono una media, che modello mi consiglia? -. Dunque ricordiamo che i preservativi sono fatti di lattice, che è un materiale elastico e molto duttile e quindi a meno che non abbiate il cazzo grosso come una mazza da baseball o piccolo come una M&M's, potete tranquillamente comprare un qualsiasi Durex senza badare troppo alle misure.

Arriviamo all'argomento lubrificanti. Quasi tutti i preservativi contengono già una quantità minima di lubrificante, ma l'utilizzo di un lubrificante a base d'acqua o a base di silicone, evita la possibile rottura del profilattico. Non usate mai lubrificanti tipo vaselina, olio o magari la crema idratante, perché queste cose possono danneggiare il preservativo e renderlo poroso, permettendo quindi il passaggio di virus e batteri.
La saliva non è un lubrificante e anche se all'inizio darà l'impressione di aver "allentato la tensione", il suo potere lubrificante è debole e inoltre può trasmettere alcuni virus come l'epatite ad esempio e ammetto che invece a me la cosa più spontanea che viene da fare quando sono in quelle situazioni, è di utilizzare la saliva per rendere il tutto più scivoloso e però oh, mica sono Gesù Cristo... voglio dire, parlare di queste cose fa bene anche a me.

Se siete in coppia ormai da molti anni e non ci sono impedimenti di ordine medico, potete ovviamente smettere di usare il preservativo e non c'è bisogno che ve lo dica io. L'unica cosa che però occorre fare, è parlare chiaramente e sinceramente con il proprio partner e se necessario stabilire alcune regole; la più importane a mio avviso, è che bisogna essere sinceri e responsabili e se dovesse capitare di avere rapporti al di fuori della coppia, di utilizzare sempre le dovute precauzioni che già non è bello di essere traditi, se poi è proprio il tuo ragazzo ad attaccarti qualcosa di brutto, allora è come essere traditi due volte.

E adesso che abbiamo ripassato tutte queste semplice, ma fondamentali regole, cercate qualcuno e divertitevi.


21.11.10

Harry Potter e i doni della morte - Parte I


Non chiedetemi per quale assurdo motivo ogni anno vado a vedere i film di Harry Potter. Non ho mai letto un suo libro, non ricordo cosa è successo negli episodi precedenti, ma soprattutto non mi interessa di ricordare. Eppure tutti gli anni c'è un amico che smania per essere accompagnato e quindi eccomi nuovamente a parlare di lui.
Non proverò a raccontarvi la trama, anche perché non ci ho capito un gran che. Però una cosa l'ho capita e ovvero che quest'ultimo libro lo hanno sdoppiato in due film non per evitare di fare barbari tagli come hanno annunciato nella conferenza stampa, ma semplicemente per allungare il più possibile il brodo e spremere fino in fondo gli appassionati del maghetto, ben felici di pagare ancora una volta e un'altra volta ancora pur di rivederlo sul grande schermo.
Che poi siamo sinceri, in questo film non succede proprio nulla. L'attesa per lo scontro finale non è neanche così enfatizzata e del resto se in sette film non c'è stato nulla di più che qualche scaramuccia, non vedo il perché adesso dovremmo essere in ansia per questo ultimo duello finale tra il bene e il male. E a dirla proprio tutta, per uno che come me non ha mai letto i libri, non rimane che domandarsi: - ...ma che devono fare questi tre? -.
Per tutto il film ci sono i tre hobbit che scappano e... oddio, ho detto hobbit? Volevo dire maghetti, che poi sarebbero Harry, Ron e Hermione, ma la differenza tra loro e gli hobbit è proprio poca e una volta usciti dalle cupe atmosfere della scuola di Hogwarts, i grandi panorami nordici, le foreste e tutte le ambientazioni all'aperto di questo film, ricordano non poco le atmosfere magiche de Il Signore degli Anelli e i tre maghetti portano al collo un ciondolo che gli offusca la mente proprio come accadeva a Frodo con il suo anello e l'esercito dei Mangiamorte (o come si chiamano loro), sono veramente troppo simili ai Cavalieri neri che inseguivano i 3 hobbit e c'è pure un esserino che serve Harry come Gollum serviva Frodo e insomma, ma chi volemo cazzara?! Questa J.K. Rowling ha fatto i miliardi cambiando i nomi ai personaggi, ma la storia che sta raccontando è praticamente quella già narrata da Tolkien.
Che poi... tralasciamo per un'istante le similitudini con Il Signore degli Anelli; quello che non mi è proprio piaciuto di questo film, è che racconta una storia che potrebbe andare avanti per l'eternità. Nel senso: ogni storia che si rispetti ha un introduzione, uno svolgimento e una conclusione e qui però la parte dello svolgimento è una successione infinita di eventi che se gli oggetti da distruggere fossero stati venti anziché tre, ci potevano tirare fuori altri... che ne so, dieci film?! Capite bene che non ha senso scrivere una storia simile e che il film in questo modo diventa un'inutile caccia al tesoro che non aggiunge nulla a questi personaggi che crescono fisicamente e ormai Harry sembra avere 35 anni che sta invecchiano più precocemente di Anna Tatangelo, ma invece il suo personaggio è ancora psicologicamente fermo a quando cercava La Pietra Filosofale e in sette libri e sette film, di lui non abbiamo scoperto una virgola in più.
L'unico momento degno di nota per questo film, è la danza tra Harry e Hermione nella tenda e ammetto che è una scena molto ben girata e psicologicamente interessante. Le restanti due ore e venti sono solo inutili inseguimenti e battaglie che non hanno neanche il diritto di essere chiamate in questo modo per quanto sono fiacche.
Quello che spero, è solamente che nell'ultimo capitolo Voldemort faccia una strage e ammazzi tutti questi inutili personaggi scopiazzati a destra e sinistra e l'unica che si deve salvare deve essere Hermione che invece mi sta simpatica e auguro alla sua giovane interprete Emma Watson, di liberarsi presto dalla morsa di questo personaggio restrittivo e di diventare velocemente la nuova Meryl Streep; se lo meriterebbe veramente e ha tutte le carte in regola per farlo. Gli altri attori... che brucino insieme ai loro personaggi maghetti sfigati, per l'eternità!

19.11.10

Sexiest Man Alive 2010

La rivista Peolple ogni tanto stila qualche classifica. Figuriamoci che sul loro sito in questo momento, hanno anche la classifica dei 25 miglior pettorali a cui render grazie (in inglese suonava meglio: Sexy Chests to Be Thankful For) e ecco dunque arrivare come ogni anno anche la classifica dei sexy uomini viventi del 2010. Che poi, vorrei proprio sapere chi stila queste classifiche, voglio dire, dove è finito Hugh Jackman con il suo petto enorme e i polpacci come stuzzicadenti o Gerard Butler che sberebemm!! quanto sei bono?
A dire il vero, anzitutto dobbiamo analizzare il concetto di sexy.
Dunque essere sexy secondo me significa avere fascino. Avere qualcosa di interessante che inspiegabilmente smuove l'ormone lì nelle parti basse, perché ovviamente l'essere sexy comporta un coinvolgimento fisico/sessuale che io non ho mai sentito nessuno dire: - Il discorso che ha fatto la Rita Levi è stato molto sexy! - non direi proprio. Quindi una persona è sexy, se ci fa venire pensieri zozzi per la testa. Su questo credo siamo daccordo tutti.
Uno degli errori che si commette più spesso però, è di confondere il sexy con il bello. Sbagliato. Ci sono in giro un sacco di belloni che sembrano usciti da un catalogo di costumi da bagno e però poi li guardi e niente, non senti nulla dentro e ti fanno lo stesso effetto dei manichi del Nike Store che a dire il vero a me quei manichini muscoli qualche pensiero zozzo me lo fanno venire però cavolo, sono manichi! e anche se sono estremamente proporzionati, rimangono semepre un pezzo di plastica. Ecco però il nocciolo della questione: le proporzioni. I greci avevano stabilito i canoni della bellezza e secondo loro per essere bello, dovevi essere perfettamente proporzionato e armonioso. Ci hanno fatto fior fiore di studi sue questa cosa, mica bruscolini.
Polilceto è stato il primo che nel 450 a.C. ha teorizzare le proporzioni perfette per il corpo umano e tutto era rapportato ai numeri e la testa di una persona deve essere 1/8 dell'altezza (che significa che otto teste messe una sopra l'altra stabiliscono l'altezza perfetta) e poi le gambe devono essere quattro volte la testa e il busto 3 volte la testa e così via i numeri per stabilire le dimensioni di qualsiasi cosa e se però pensiamo che i greci hanno applicato queste stesse regole matematiche anche per la costruzione dei loro templi e per stabilire la giusta altezza delle colonne, il risultato sarà sicuramente perfetto, ma di sicuro non sexy perché non puoi applicare lo stesso criterio che utilizzi per una colonna di marmo, al fisico di un atleta.
E qui si viene a definire la più grande differenza tra l'essere bello e l'essere sexy: le statue greche sono belle e perfette, ma gli manca quello scintillio interiore per renderle anche attraenti. Altro esempio: Ben Affleck è bello; per quanto mi riguarda però, può farsi venire i muscoli pure sulle orecchie, ma con quello sguardo spento che si ritrova non sarà mai sexy. Essere sexy significa avere un dettaglio distintivo, che spesso magari contrasta con i canoni della bellezza classici e quindi un naso aquilino o un neo sulla guancia e due labbra troppo carnose. Gerard Butler ha una luce negli occhi e un modo di sorridere che a mio avviso lo rende estremamente sexy nonostante abbia la faccia tonda come una luna piena e le guance paffute.
E dunque arriviamo all'ultimo step di questo ragionamento e ovvero che l'essere sexy è una cosa soggettiva e non universalmente accettabile come può essere la bellezza. Come abbiamo detto all'inizio, una persona è sexy se suscita dentro di noi dei pensieri sessuali e questi dipendono anche e soprattutto dal nostro istinto animale. Di conseguenza a me può piacere il petto villoso di Gerard e il suo fisico tozzo e a qualcun'altro piacerà l'aspetto efebico di Robert Pattinson alias il vampiro di Twilight (cioè, se vi piace secondo me state male, però sono anche affari vostri...).
Tutta questa manfrina per dirvi che di questi 10 sexy uomini viventi stabiliti da People, io salvo solamente Joe Manganiello che mammamia che te fare! e Justin Timberlake per il quale nutro un sentimento di love ormai da anni.
1. Ryan Reynolds
2. Jon Hamm
3. Kellan Lutz
4. Drake
5. Matthew Morrison
6. Jon Bon Jovi
7. Joe Manganiello
8. Robert Downey Jr
9. Jesse Williams
10. Justin Timberlake

I locali finocchi di Roma: Ice-Cream Bears


E con questo apriamo una nuova rubrica alla scoperta dei locali gay di Roma, per tutti quelli che nella capitale ci vivono, o che hanno intenzione di farci un salto per un bel fine settimana perché come dicevano gli antichi: tutte le strade portano a Roma.
Ultimamente a Roma qualcosa si sta smuovendo e, sebbene la situazione non sia neanche lontanamente paragonabile alle molte realtà europee che vantano interi quartieri gay, qui da noi ci sono stati alcuni piccolissimi miglioramenti e quando dico piccolissimi, intendo dire che nel giro di tipo dieci anni, hanno aperto qualcosa come due nuovi locali finocchi e insomma... due locali finocchi a Roma evviva!! Suvvia, lo so la faccia che state facendo, ma fino a prova contraria poco, è sempre meglio che niente, no?
Il Coming Out che poi sarebbe il pub gay più popolare della città, nonché quello che sta proprio di fronte al Colosseo, ha fatto sicuramente da traino e nell'ultimo periodo attorno ad esso sono nati alcuni bar satellite che improvvisamente hanno deciso di spacciarsi per finocchi pur di attirare una manciata di clienti in più durante il fine settimana.
L'Ice-Cream Bears in Via di San Giovanni in Laterano al numero 120, è poco distante dal Coming Out e rimane leggermente defilato dai bagordi notturni, ma almeno ha il pregio di essere nato e cresciuto finocchio e non una di quelle cose che mettono fuori le bandiere arcobaleno solo dal venerdì al sabato. Che poi probabilmente la gelateria vorrebbe essere anche un punto di incontro  per la comunità bear sempre un po' bistrattata e non so se è riuscito nell'intento perché io la comunità degli orsi non è che la frequento molto, però mi pare che in quel posto non ci sia mai nessuno... bho, magari mi sbaglio che effettivamente non è che sto sempre lì davanti a controllare come un maniaco chi entra e chi esce...
Però qualche volta il gelato degli orsi l'ho preso, anche per fare una passeggiata e non stare sempre fisso impalato davanti al Coming Out a fare le lastre ai passanti e... posso dire che il gelato dagli orsi non è poi così buono? Cioè, è molto simpatico il fatto che abbiano dato dei nomi divertenti ai gusti e per esempio c'è il "dark rhum" che mi fa proprio sorridere, come anche il cioccolato bianco che qui è stato ribattezzato "orso bianco" e così via. Però vabbé, il gelato non è che ti deve far ridere, ma il gelato te lo devi mangiare e quindi avrei preferito i gusti quelli classici tipo crema e cioccolato che però sapessero veramente di crema e cioccolato, piuttosto  che queste cose divertenti che poi non riesci a capire che gusto hanno perché sanno tutti di "freddo" e basta.
Che  poi, lungi da me parlar male di questo posto, per carità, anche perché il gelato può piacere o non piacere e poi a me gli orsi paffuti stanno simpatici e sono sempre gioviali e sorridenti e è un piacere scambiare due chiacchiere con loro... e cioè, oddio... a dire il vero i due proprietari stanno sempre seduti sulla panchina fuori dal locale a parlare con i loro amici o leggere il giornale o a grattarsi le chiappe e quando arrivo io e chiedo un cono, sembrano sempre un po' scocciati, come se li avessi interrotti da qualcosa di importante e però magari sono io che gli sto sul cazzo, insomma, può anche essere, no?
Qualche settimana fa, a dire il vero, sono andato a prendere il gelato lì con un amico e c'è stata questa simpatica conversazione: - Buonasera vorrei una coppetta pesca, fragola e limone... - ha detto il mio amico. Allora la tipa del negozio ha infilato la paletta nel gelato e ha preso una pallina e l'ha messa nella coppetta e in quel momento il mio amico è intervenuto repentinamente - Guardi avevo detto pesca e invece mi ha messo melone...! - e la signora - Ah veramente? Vabbè, melone è buono ugualmente...! - e vi giuro sulla catenina di Tiffany che porto al collo, che gli ha dato quella coppetta con il melone al posto della pesca. Cioè... ma stiamo scherzando?!?! Dentro questa gelateria non entra nessuno neanche per chiedere un'informazione e voi mi rifilate una coppetta con il melone al posto della pesca?! Cioè, io in questa gelateria venivo solo per spirito di solidarietà nei confronti degli orsi paffuti e ad essere sinceri in questo posto non entra mai nessuno che nel vedermi avreste dovuto accogliermi con le stelle filanti e i gogo boys sulla porta alla quale ormai si sono arrugginiti i cardini per quante poche volte si apre, e voi mi trattate come se vi avessi interrotto durante la finale di Amici?! Tutto questo per non rifare una coppetta da due euro?! Cioè, intendiamoci, non racconto queste cose per parlar male degli orsi paffuti che fanno il gelato, intendiamoci, la mia vuole essere solo una critica costruttiva nel senso che forse se avete una gelateria, dovreste essere un pizzico più disponibili con i clienti  e ecco, tutto qui... e ora lo so che gli orsi paffuti mi spediranno una testa di cavallo per posta e io dovrò cambiare città e dovranno darmi la scorta come a Saviano e però cacchio... melone-pesca!!! E già che ci sono, lasciatemi dire anche un'altra cosa ecco: non mi piace proprio il fatto che usiate l'attrezzo quello per fare le palline di gelato, voglio dire, quello lo usano i dilettanti perdio, i gelatai veri usano la paletta classica e non il cucchiaio per le palline! Cioè... il coso che fa le palline di gelato, è un po' come se io venissi a prendere le misure dentro casa vostra con il righello da 20 centimetri...  insomma, per fare una buona impressione servono anche gli strumenti giusti e i gelatai bravi non usano l'attrezzo che fa le palline. Punto. Ok e dopo aver detto anche questa cosa, chiudo il blog, è stato un piacere, addio, adesso devo pensare a nascondermi in un bunker segreto dove gli orsi paffuti non mi troveranno mai.
Oh, sia chiaro, io agli orsi paffuti gli voglio tanto bene eh! Non mettiamo in giro strane voci, orsi paffuti, io vi amo! (Cacchio mi sa che mi sono messo nei guai...).

18.11.10

Molto forte, incredibilmente vicino - Jonathan Safran Foer


Molto forte, incredibilmente vicino
Jonathan Safran Foer
€ 10.00
384 p.
data di uscita 06/09/2007
Editore Guanda

Collana Le Fenici Tascabili




Scegliere un libro non è semplice, perché non ci sono i trailer come al cinema che ti aiutano a scartare o convincerti di un prodotto e per un libro spesso bisogna fidarsi delle righe scritte nella quarta di copertina che riassumono in poche battute la trama. Io ammetto che spesso mi faccio condizionare dalla copertina e sono convinto che un libro con una copertina brutta, non mi piacerà mai. Però quando tra le mani mi capita un libro che "Ahhh proprio bello! Ho fatto proprio bene a comprarlo!" allora mi sento incredibilmente soddisfatto e fiero del mio intuito. Molto forte, incredibilmente vicino, non è solo bello, ma è stra-bello!
Se aveste nove anni e vostro padre fosse morto all'interno delle Torri Gemelle, cosa sareste disposti a fare per passare ancora un po' di tempo con lui? Questo è il nocciolo principale sul quale si costruisce questo romanzo semplice e forte allo stesso tempo, del quale non vi racconterò la trama perché se volete potete leggervela in un qualunque sito di libri (Oskar ha nove anni e quando il papà muore, trova una chiave misteriosa che non si sa cosa apre bla bla bla...) e invece... lo sapevate che questo è uno dei primi romanzi che ha affrontato il tema dell'11 settembre che per molto tempo negli USA è rimasto un tabù?!
Il papà del nostro piccolo protagonista è morto proprio in quei grattacieli e a dire il vero, lo avrebbero potuto far morire in qualunque altro modo e la storia non avrebbe invertito la sua rotta, ma farlo schiattare proprio nella torre sud, lo fa diventare immediatamente un eroe e rende la storia ancora più potente e poi ci sono dei dialoghi così realistici al punto che il piccolo Oskar, protagonista della vicenda, arriva a dire alla mamma in un momento di disperazione, che avrebbe preferito fosse stata lei a morire anziché il suo papà. Lacrima.
Le Torri Gemelle come la seconda guerra mondiale, hanno segnato in modo indelebile la storia dell'umanità e nulla può più essere come prima, ma il vero problema non è accettare la morte di un genitore, quanto piuttosto imparare a convivere con il dolore e capire che, soprattutto a nove anni, bisogna trovare un modo per sopravvivere. Sapendo che il dolore sarà per sempre al nostro fianco.
Vi dico solo che io ho pianto così tante lacrime che ci avrei riempito una piscina olimpionica, ma questo libro non è solo commovente, ma anche estremamente divertente perché raccontato attraverso gli occhi del piccolo Oskar che ha solamente nove anni e usa quindi quello spirito creativo e quella leggerezza di linguaggio, che solo un bambino di nove anni può avere.
Che poi c'è anche questa trovata di accompagnare la storia tramite delle immagini grafico-narrative (sì, il libro ha le figure come i libri per bambini) che un po' spiazza e un po' diverte e alcuni dialoghi sono talmente forti che ho dovuto leggerli più volte per assorbirli al meglio e se da un lato è vero che l'argomento Torri Gemelle è un espediente banalotto per creare una storia epica, dall'altro vi assicuro che arriverete all'ultima pagina con il fiato corto, la bocca asciutta e le lacrime sulle guance. Questo è senza dubbio il libro che avrei voluto scrivere io e per questo motivo vi dico senza giri di parole di leggerlo.

Notizie  un po' alla chi se ne frega: dal romanzo sarà tratto un film che uscirà nel 2012 e si intitolerà Extremely Loud and Incredibly Close e sarà diretto da Stephen Daldry che è il regista di Billy Elliot tanto per dirne uno e la mamma sarà interpretata da Sandra Bullock (Gesùsanto, ma perché?!?!) e ci sarà anche Tom Hanks. Io compro il biglietto e preparo i fazzoletti. Molti fazzoletti...

17.11.10

X-Factor 4 - dodicesima puntata

Mi sono un po' perso per strada con l'X Factor inglese e anzi se qualcuno volesse ragguagliarmi su quanto è successo in queste ultime due settimane, ne sarei ben contento. Intanto vi dico che hanno eliminato Aiden  Grimshaw e Treyc Choen. Riflessione rapida: i cantanti della trasmissione inglese sono tutti bravi, non ci sono cazzi. Non è questione di arrivare o non arrivare, loro sono proprio bravi e anche quelli che son stati fatti fuori nella seconda puntata, sono più intonati e interessanti dei nostri concorrenti arrivati in finale. Eppure non è affatto vero che in Italia non ci sono belle voci e infatti Facchinetti svela il meccanismo italiano quando dice che hanno voluto scegliere cantanti con una storia da raccontare, che tradotto significa: il meccanismo televisivo del reality show, vince sul talento e per questo motivo ci dobbiamo sorbire il balbuziente dal cuore tenero, il personaggio che fa il matto per supplire alle carenze d'affetto, i finocchi innamorati e così via, per ogni concorrente italiano che ha sempre una caratteristica che offusca la voce e le qualità canore (spesso inesistenti). Apparire è meglio che cantare; questo sembra essere il motto per questa quarta edizione dell'X Factor italiano e proprio per questo motivo, ha perso ormai ogni credibilità.

 



Siete stati i miei preferiti per qualche settimana. Siete cresciuti e siete diventati convincenti. Ma ormai le vostre esibizioni si erano ridotte ad essere uno che canta, mentre l'altro fa l'imitazione della sirena.




Inizia questa penultima puntata di X Factor e in piccolo piccolo, nell'angolo più sperduto del televisore, appare la scritta "Durante la trasmissione potrebbero apparire messaggi promozionali". Non mi dire?! Eppure non se ne era accorto nessuno di quelle lattine di Pepsi che tutti i giudici hanno poggiate sul tavolo e con la scritta Pepsi perennemente girata a favore di telecamera che inquadra la scritta Pepsi. che a noi piace molto la Pepsi e quando abbiamo sete beviamo solo Pepsi. Ci manca che la Tatangelo se la mette a bere tipo spot della Coca Light e poi siamo a cavallo. Mara entra in studio con una abito che ha delle spalline così grandi che pare Goldrake che una cosa simile neanche negli anni '80 si era mai vista. Che abbia inizio X Factor!

Carmen Consoli è la prima ospite di questa puntata che vedrà l'alternarsi di un sacco di ospiti che ormai sono più gli ospiti che i concorrenti. Bho, a me Carmen non è mai piaciuta, quindi sorvolo.
Gianni Morandi è il secondo ospite e lui condurrà il prossimo Sanremo e bla bla bla... il solito markettone RAI. Arriveranno anche i Pooh più tardi, ma io aggiungerei anche un chi se ne frega.
Morandi dice una cosa che non ho capito se era serio o se stava scherzando e ovvero che Anna Tatangelo sarà sul palco dell'Ariston. Tremate gente, speriamo sia stata solo una battuta, anche se la ragazze con la minigonna ci tiene a sottolineare che lei una canzone pronta ce l'avrebbe. Gianni si siede in mezzo ai giudici e... ma veramente nella prima manche faranno solo canzoni di Gianni Morandi?!

Sì, veramente. Serata giovane quindi, eh! Comunque oggi ho realizzato una cosa: Nevruz quando canta fa talmente tante intonazioni differenti che pare siano un gruppo di sette persone e invece è solo lui. Un fenomeno da baraccone preso in questa gara solo ed esclusivamente per mantenere alta l'attenzione dello spettatore italiano, abituato ai reality show, ai personaggi del Grande Fratello e alle litigate di Maria De Filippi. Forse è vero che ha cantato meglio rispetto al solito, ma io mi opporrò sempre a chi vuole spacciarlo per una rockstar.

Kymera - Occhi di ragazza - categoria gruppi vocali
Pochissimo convincenti. Che poi non potete fargli cantare Occhi di ragazza se questi due l'ultima ragazza che hanno visto è la maestra delle elementari! Li avrei stimati di più se avessero cantato Occhi di ragazzo. E comunque con i campanacci in studio abbiamo raggiunto il livello Corrida e la cosa non è bella. Che poi; durante le prove Gianni Morandi scivola giù dal palco e per frenare la sua caduta si aggrappa a tutto quello che gli capita sotto mano e torva i capelli di Kymera dai lunghi capelli che sappiamo tutti quanti pesare meno di Kate Moss e quindi lo trascina giù dal palco rovinosamente e lo fa sbattere contro gli spigoli più acuminati dello studio e però il povero Kymera malcapitato nasconde il dolore dicendo che non si è fatto niente, perché non sta bene mandare affanculo Gianni Morandi e dirgli di aggrapparsi a questa ceppa la prossima volta che cade dal palco. Fidatevi che la scena è ricca di ilarità.

Davide - Un mondo d'amore - catgoria 16/24 ragazzi
Ok, faccio il mio coming out: tifo per Davide e spero che questo X Factor lo vinca lui e incrocio le dita per il suo inedito sperando non sia una cosa alla Michele Zarrillo.

Nathalie - Se perdo anche te - categoria 25+
La cosa preoccupante, è che il mio ragazzo conosce tutte le canzoni di Gianni Morandi a memoria e mi ha appena detto che dobbiamo rispolverare i cd di Gianni. Dite che ci sono i presupposti per fare l'annullamento del fidanzamento alla Sacra Rota? Ah Nathalie ha cantato bene, vabbé, ormai neanche c'è più bisogno di dirlo.

INEDITI

Davide - Il tempo migliore - categoria 16/24 ragazzi
Brano scritto da Francesco Renga che è appena apparso sull'ultimo numero di Vanity Fair e che diciamolo pure, è simpatico come una biro che scoppia nel taschino della giacca. Che poi il problema degli inediti, è che se sono veramente originali allora sono belli e interessanti; altrimenti sembrano solamente un collage di mille canzone e questo inedito, ricorda troppo Più bella cosa di Eros e anche un po' Diamante di Zucchero.

Nathalie - In punta di piedi - categoria 25+
Lei è anche cantautrice e quindi la canzone se l'è scritta da sola. L'inizio mi sembra Il passo silenzioso della neve di Valentina Giovagnini che vi rammento essere andata a Sanremo Giovani nel 2002 e nella sua canzone c'erano tutti questi suoni etnici e sembrava dovesse spaccare il mondo e invece poi poveretta, ha fatto una finaccia morendo in un incidente stradale. Vabbè, momento tristezza accantonato, questa canzone di Nathalie mi pare abbia un po' troppe cose dentro e inizia con il pianoforte poi diventa mezza etica e poi esplode con sonorità pop/rock e dura solo 3 minuti ma sembrano 25.

Kymera - Atlantide - categoria gruppi vocali
La canzone glie l'ha scritta proprio il coach Enrico Ruggeri, quello di "Ogni donna ha un paio d'ali...", tanto per capirci. E infatti sforna un'altro brano de' merda con un testo imbarazzante che sembra rubato dal film Avatar e mi immagino il video con i Kymera truccati di blu e che si sfiorano dicendo "I see you...". Che poi mi suggeriscono ricorda anche un po' Marina Rei e il suo Un inverno da baciare. Ma per me rimane la colonna sonora di Avatar.

Nevruz - Tra l'amore e il male - categoria 25+
La canzone forse è la più figa di tutte. Però è insopportabile sentirla cantare da Nevruz e dalle sue molteplici voci. L'avessero affidata a Davide avrebbe stravinto. Che poi fa anche un po' Modà (o come si chiamano loro) che da quando sono stati sdoganati da Maria de Filippi durante Amici, prima non li conosceva nessuno e in un secondo sono diventati l'idolo dei teenager e quindi ovviamente piacciono anche a me che sono gggiovane (dentro).

Il primo potenziale eliminato che si giocherà il tutto per tutto nello scontro finale, sono i Kymera e un pochino c'era da aspettarselo. Il carrozzone parte nuovamente con la terza manches e i concorrenti che si esibiscono per l'ennesima volta e però direi che possiamo tranquillamente sorvolare, ché tanto sono esibizioni che non portano nulla di nuovo alla trasmissione. Il meno votato è Nevruz e c'era d'aspettarselo pure di lui.
La scelta finale è nelle mani dei giudici che dovranno decidere chi sarà l'eliminato di questa dodicesima puntata e Enrico elimina Nevruz, Elio elimina Kymera, Anna fa fuori i Kymera dopo che ha spalato merda su Nevruz per quasi tutte le puntate e Mara, lapidaria, elimina i Kymera che tornano a casa con il loro inedito noioso.

16.11.10

Come infilare il piumone


Che poi lo so perfettamente che ci sono una marea di argomenti più importanti che potrei affrontare tipo la guerra in Afghanistan o il riscaldamento globale, o Fazio e Saviano su RAI3 (approposito, quanti ascolti hanno fatto ieri?) e invece vi parlerò di un argomento più vicino a tutti quanti noi.
Ecco i 3 modi che ho sperimentato per infilare il piumone nel suo apposito copripiumone.

Essere il piumone
Uno dei miei motti principali è: se non puoi sconfiggerlo, diventa il suo migliore amico. E questo si può applicare ad una miriade di situazioni e non di meno alle faccende domestiche che tradotto significa, se devi infilare il piumone, devi diventare il piumone. La tecnica funziona in questo modo: stendete il copripiumone sul letto, poi prendere il piumone per gli angoli superiori e tuffatevi nel vero senso della parola all'interno del copripiumone. Scivolate a tastoni dentro, fin quando gli angoli dell'uno non combaceranno con gli angoli dell'altro; a questo punto siete a metà strada perché a meno che non vogliate dormire dentro al copripiumone, dovete lentamente indietreggiare e strisciare fuori come una larva. In questo modo, se avrete fatto bene il vostro lavoro, non ci sarà neanche bisogno di rifare il letto perché avrete già tutto perfettamente steso e al suo posto.

Farne una palla
Quasi tutti i copripiumoni hanno un'apertura alla loro base; questo metodo consiste nel prendere il piumone e buttarlo dentro l'apertura un po' così alla come viene viene. Nella fase successiva, stenderete con pazienza certosinaina il piumone, fin quando tutti gli angoli non coincideranno. Effettivamente non è uno dei sistemi migliori.

Il metodo del preservativo
Immaginate che il copripiumone sia il preservativo e che il piumone sia il pisell... il coso... la mazz... insomma ci siamo capiti, il pene! Arrotolare il copripiumone dall'apertura posta sulla base fino all'estremità opposta. Poi prendere il piumone tra le mani e fate combiaciare gli angoli superiori con quelli del copripiumone; una volta fatto questo, iniziate a srotolare il copripiumone come fareste con un preservativo su di un pene eretto. Ok, forse se facevo l'esempio di un calzino e un piede era meno imbarazzante.

E comunque accetto consigli da chiunque abbia dei modi migliori e più sbrigativi...

14.11.10

The Social Network


David Fincher è un regista più che apprezzato e nella sua carriera ha badato più alla qualità che alla quantità. Ha realizzato capolavori indiscussi come Se7en e Fight Club e filmetti più discutibili tipo Panic Room o Il Curioso Caso di Benjamin Button che era veramente una cagata colossale, ma nessuno ha mai avuto il coraggio di ammetterlo.
Adesso è la volta di The Social Network (che è tratto dal libro The Accidental Billionaires di Ben Mezrich) e racconta di come è nato quell'immenso fenomeno che è Facebook, che sappiamo tutti essere stato ideato da Zuckeberg e però nel film si indaga del rapporto con l'amico nonché collega in affari Eduardo e anche l'incontro con il creatore di Napter che scorge subito le potenzialità di questo progetto e ancora la causa mossa dai gemelli Winklevoss che rivendicano l'idea di quel social network e tutto si sviluppa attorno ad un processo che si dipana man mano che la pellicola scorre. Come sono andate realmente le cose e chi è il vero ideatore di Facebook? Bho, e sinceramente anche un po' chi se ne frega dato che sappiamo tutti che Zuckerberg è ancora al suo posto e il suo sito continua ad espandersi creando profitti. Ma se la storia è poco più di una litigata condominiale, allora cos'ha di tanto bello questo film di cui tutti i critici hanno parlato benissimo?

È che il film è confezionato proprio bene.
Si parla di computer e questo viene chiarito fin ad subito con un linguaggio che, tra operazioni algoritmiche e termini da programmatore, sembra dire tra le righe - Non provate a capire quello che diciamo perché noi siamo dei nerd laureandi di Harvard mentre voi non siete un cazzo... - e proprio per questo motivo Mark Zuckerberg ispira un antipatia che lo prenderei a legnate.
Le riprese sono quasi tutte in interni e partono dalle stanze buie e anguste dei dormitori di Harvard e arrivano ai grandi open space della Facebook a sottolineare l'evoluzione del progetto.
I dialoghi sono fitti, intelligenti, divertenti e spesso taglienti e memorabile è il faccia a faccia della scena iniziale dove fin dalle prime immagini Zuckeberg ci viene presentato come un nerd disadattato e viene ripreso in un certo senso anche nell'ultima scena con quella richiesta di amicizia che sta quasi a significare che i soldi non ti salvano dalla condizione di nerd (vabbè questa è una mia libera interpretazione).

Jesse Eisenberg è bravissimo nel ruolo dell'antipatico Zuckemberg con lo sguardo spesso fisso nel vuoto.




Andrew Garfield interpreta l'ex migliore amico ed è l'unico personaggio che ispira simpatia e che sembra meno sfigato e ah!, per la cronaca, sarà il prossimo Spiderman al posto di Tobey Maguire.


Poi ci sono i gemelli Winklevoss che sono interpretati entrambi dal bel Armie Hammer, perché Fincher non è riuscito a trovare due gemelli veri che lo convincessero per quel ruolo e quindi ha deciso di prenderne uno solo e sdoppiarlo al computer.

Justin Timberlake veste i panni di Sean Parker e bho; per quale motivo hanno preso uno come lui per un ruolo da nerd ricco e famoso, quando sappiamo tutti che Justin è un sex symbol, io proprio non riesco a capirlo e il suo mi sembra il ruolo più stonato.

Rimane anche un altro piccolissimo dubbio riguardo all'intero progetto: se questo The Social Network non è un film che analizza il fenomeno di Facebook da un punto di vista sociologico, se non ne parla in termini critici e non spiega come è entrato nelle nostre case cambiando la vita delle persone, ma allora di che cavolo parla? Probabilmente è solo un lucido spaccato della nostra epoca raccontato con estrema maestria, e quello che provo uscito dal cinema, non è la curiosità di sapere se Zuckeberg abbia rubato o meno l'idea di Facebook, quanto la sensazione di essere una semplice pedina senza numero.
Comunque il film è bello.

12.11.10

HIV - Il vaccino funziona


Argomenti che non ci riguardano in prima persona, siamo spesso portati ad ascoltarli con quel misto di distrazione e compassione come quando sentiamo le notizie delle guerre e degli scontri nei paese poveri dell'Africa o come quando c'è qualche disgrazia dall'altro capo del mondo. L'HIV è un argomento che molto spesso ascoltiamo chinando il capo da un lato e dicendo "Oohhhhh... poverini!" sottolineando il fatto che noi siamo sani e di costituzione ottima. Sarà, ma credo invece che l'argomento HIV sia molto più vicino a noi di quanto non immaginiamo e son sicuro che nell'arco di una giornata, interagiamo con persone sieropositive quotidianamente anche se in modo invisibile. È per questo motivo che voglio parlarvi di questa notizia apparsa oggi sul sito dell'istituto Superiore di Sanità; sperando che sia realmente un importante passo verso la guarigione.

Negli ultimi 20 anni i farmaci antiretrovirali hanno cambiato l'aspettativa e la qualità di vita delle persone con infezione da HIV. Tuttavia, nonostante la terapia HAART sopprima efficacemente la replicazione del virus, il recupero delle cellule T CD4+ e delle funzioni immunitarie è spesso incompleto ed accompagnato da una persistente attivazione immunologica. Di qui il maggior rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari, neurologiche, epatiche, renali, tumorali e di altre patologie tipiche dell’età avanzata che si configurano come un quadro di invecchiamento precoce.
Oggi la rivista PLoS ONE ha pubblicato i risultati della interim analisi a 48 settimane dello studio randomizzato di fase II con il vaccino Tat (studio ISS T-002,ClinicalTrials.gov NCT00751595) condotto su 87 pazienti con infezione da HIV trattati efficacemente con terapia antiretrovirale (HAART). 
I risultati indicano che la vaccinazione terapeutica con la proteina Tat è ben tollerata, genera specifiche risposte immunologiche, sia umorali (anticorpi) che cellulari (linfociti T e B), e riduce significativamente i deleteri effetti dell’HIV sul sistema immunitario, effetti che persistono nonostante la riduzione della carica virale indotta dalla terapia HAART.
In particolare, i pazienti in trattamento HAART che sono stati vaccinati con la proteina Tat presentano un significativo aumento dei linfociti T CD4+ che è superiore a quello del gruppo non vaccinato di riferimento trattato con la sola terapia HAART. Si osserva, inoltre, un recupero di linfociti B che, di regola, non avviene con la sola terapia antiretrovirale. Infine, i soggetti vaccinati presentano un aumento significativo delle cellule T regolatorie della risposta immune, ed una riduzione dei parametri di immunoattivazione, che l’HAART da sola molto spesso non riesce ad eliminare.
Questi risultati, dunque, indicano che la vaccinazione terapeutica con la proteina Tat può rappresentare un nuovo e promettente approccio terapeutico in grado di ridurre le alterazioni immunologiche che persistono in corso di terapia farmacologica antiretrovirale, con conseguente beneficio clinico per le persone in trattamento con HAART. Inoltre, questi dati indicano che il miglioramento della funzione immune indotto dalla vaccinazione risulta significativamente maggiore nei soggetti con più marcata compromissione immunitaria.
Sulla base di questi risultati, lo studio di fase II, condotto in Italia in 10 centri clinici (ora 11), sta proseguendo con un ampliamento del numero di pazienti da arruolare da 128 a 160, ed un allargamento dei criteri di inclusione dello studio per comprendere anche soggetti più immunocompromessi. I pazienti che presentano i requisiti per la partecipazione allo studio sono sottoposti, con cadenza mensile, a 3 o 5 somministrazioni per via intradermica del vaccino Tat, secondo uno schema di trattamento che prevede due diversi dosaggi (7.5 o 30 µg).
PLoS (Public Library of Science) ONE è una rivista "peer-reviewed" fondata nel 2006 da illustri scienziati fra i quali il Premio Nobel Harold E. Varmus. E’ una rivista "open access" che pubblica esclusivamente on-line. PLoS ONE, che si avvale di un Advisory Board internazionale di altissimo prestigio, segue una nuova procedura nella quale la consueta analisi critica ed il giudizio dei revisori sono preceduti da una severa ed accurata "pre-review" del comitato editoriale, e sono seguiti da una procedura di "post-review" della comunità scientifica, che si avvale di un forum on-line per scambiare opinioni e considerazioni in tempo reale.