25.8.11

Il terremoto a Washington DC


...che poi voglio dire, a Washington non succede mai un cazzo, ma tipo che se non ci fosse la Casa Bianca questi si morirebbero di pizzichi dalla mattina alla sera e immaginate una citta' orrenda dove tutti gli edifici principali scopiazzano i templi dei greci, che' questi evidentemente non avevano proprio fantasia per inventare uno stile tutto loro e hanno quattro monumenti in croce che sono dislocati ai quattro angoli della citta', che' metterli tutti vicini era cosa troppo intelligente e mentre tu sei li' che cammini per vedere le poche cose interessanti che ci sono, ecco arrivare l'unico terremoto nella storia del paese.
Cioe' voglio dire.
Immaginate tutti gli edifici sgombrati e polizia ad ogni angolo e elicotteri e la gente in strada e un traffico della madonna e io che voglio solo avvicinarmi a vedere la statua di Abraham Lincoln e invece ci sono tipo i cecchini che ti sparano a vista se solo provi a salire sul gradino piu' basso.
Non so se si capisce dalla mia faccia quanto poteva rodermi.
Comunque NYC e' meraviglia assoluta, ma poi vi raccontero'...

21.8.11

Lord Header Story #16

LORD SMILE JACUZZI - SETTEMBRE 2009

Qualcuno di voi mi ha accusato di non sorridere mai in foto; bhe, qui sto sorridendo eccome!
Non mi starò sganasciando, ma l'angolo del labbro accenna una lieve inflessione verso l'alto e sì, sto chiaramente ridendo. Roba che potreste soprannominarmi "la Gioconda" per quanto sto ridendo.
Il fatto è che sono un pochettino fissato e di solito non mi piaccio nelle foto in cui rido, ché le mie guance diventano due nespole e gli occhi mi si chiudono e si vede la fessura tra i denti tipo Madonna negli anni ottanta e semplicemente mi piaccio di più quando non rido e faccio queste facce che non significano nulla, ma che mi fanno tanta simpatia. Ecco. E poi Tyra in America's Next Top Model insegna alle future modelle come sorridere con gli occhi... e i miei occhi qui, si stanno facendo una bella risata. Già...

19.8.11

Le mode che tornano: gli skinny


Quando stavo al liceo, tra le ragazze era scoppiata la moda di questi pantaloni elasticizzati che se non avei le gambe di Elle Macpherson, allora potevi anche ucciderti e però a quindici anni le ragazze non si facevano troppi problemi e credevano di risolvere tutto con una felpa legata in vita che copriva l'enorme culone sottovuoto.
In quest'ultimo anno, chi sa per quale motivo, la moda dei jeans elasticizzati è tornata alla ribalta e ha contagiato anche il mondo maschile e però adesso non li chiamano più fuseau, ché fa troppo anni ottanta, ma li chiamano skinny.
Ora, vi dico la verità, a me lo stile skinny piace e mi fa un po' Londra ribelle e sebbene preferisca di gran lunga il Missy Elliot Style, ammetto che non disdegno questo ritorno del pantalone elasticizzato e però il problema è che io sono un cristone di novanta chili e quei pantaloni lì non mi stanno mica tanto bene e però lo scorso anno a Miami ne ho comprati un paio che erano in super saldi e quindi anch eio possiedo un paio di skinny jeans.
In verità li ho anche messi un bel po' di volte e devo dire che faccio sempre la mia porca figura, anche se non sono proprio il modello della mia vita e comunque per indossare un paio di skinny basta osservare queste semplici regole:
1. Riuscire a toglierli senza l'aiuto di un'altra persona.
2. Verificare di avere le gambe dritte e non due parentesi, né tanto meno a X.
3. Riuscire a mettervi seduti e accavallare le gambe senza far saltare le cuciture.
4. Non sembrare l'omino Michelin infilato dentro un preservativo.
5. Non sembrare Jack Skeletron di Nightmare Before Christmas.
6. Va bene il jeans elasticizzato, ma fate in modo che non siano visibili le venature del vostro cazzo [FOTO].

16.8.11

Lord Header Story #15

LORD DIRTY DANCING - AGOSTO 2009

Dirty Dancing ha senza ombra di dubbio traviato un'intera generazione; che la scena dell'allenamento in acqua con il volo d'angelo è senza dubbio uno dei momenti che più preferisco e come non riproporla quando si è al mare nella più totale fase cazzeggio?
Che poi sia chiaro, noi siamo rimasti in quella posizione per tipo una frazione di secondo; giusto il tempo di sbattere le palpebre e lei stava piantata nel fondale marino a faccia avanti e però c'è da dire che in quella frazione di secondo, siamo stati proprio due fighi della madonna e nessuno può mettere Baby in un angolo.

Che poi, neanche a farlo apposta, è proprio di questi giorni la notizia di un prossimo remake di Dirty Dancing, uno dei film sul ballo più famosi della storia del cinema e il regista che farà... o forse sarebbe meglio dire proverà a far rinascere il mito del ballo sul grande schermo, sarà Kenny Ortega e Kenny, giusto per rispolverarvi la memoria, è stato il coreografo del film originale targato 1987 e recentemente si è distinto per i vari High School Musical e pure per il film su MJ This is It e non si sa ancora se la trama ricalcherà quella originaria e non si sa ci saranno i nomi dei protagonisti e però di una cosa sono sicuro, il primo Dirty Dancing fu un successo mondiale e probabilmente non c'era proprio bisogno di un suo remake...

13.8.11

Move


Quando questo post si pubblicherà autonomamente, io sarò con il culo sopra un aereo e a dire il vero non c'ho 'na lira, però al viaggio estivo non ci rinuncio e l'estate è l'unico momento dell'anno in cui posso prendermi parecchi giorni di vacanza senza sentirmi in colpa o senza lasciare il lavoro in sospeso e quindi insieme a mio raga, prendiamo e partiamo e devo dire che ogni anno mi organizza delle vacanze fighissimi e io non sarei capace di prenotare neanche un fine settimana Tarquinia e lui invece secondo me doveva fare il tour operator, perché ha una capacità di pianificare i viaggi nei minimi dettagli e io penso una cosa e lui l'ha già prenotata da una settimana.
Grazie a lui siamo passati dalla sabbia bianca della California alla roccia rossa del Grand Canyon, dai fiordi di Oslo alla tecnologia di Stoccolma, dai drink in spiaggia di Miami, alla lime pie di Key West. - Ma? Ancora in America andate? - Mi ha detto in tono un po' scocciato mia madre quando le ho rivelato la meta delle nostre vacanze e stessa scena ha fatto mio padre e pure le mie zie. - Con tutte le cose belle che abbiamo qui , vai a spendere un sacco di soldi in America dove sei già stato un sacco di volte! -. Ok è vero, a New York sono già stato, ma se è per questo anche a Firenze sono stato cinque volte e però nessuno mi ha mai detto "Ma ancora a Firenze?". Ecco.
Non sono un fanatico delle vacanze al mare e la gente va al mare per rilassarsi e non avere pensieri e però io dopo un po' che sono in spiaggia mi annoio anziché no e poi mi piace vedere posti nuovi e non smetterei mai di girare e Roma è un capolavoro, però ci sono talmente tante cose belle a questo mondo e mi piace quella sensazione di stupore che provo quando vedo cose nuove e quando vedo cose lontane dalla nostra cultura e gli Stati Uniti per certi versi sono così distanti dalla nostra italietta e se avessi la possibilità, io viaggerei sempre e mi sposterei nelle grandi città con i grattacieli e nei paesi con le case di legno e in montagna con le caprette e al mare tra i surfisti e mi muoverei in continuazione quest'estate venti giorni in movimento non me li leva nessuno.
Move.

10.8.11

Eliad Cohen #5


Nuovo appuntamento con l'Arisa e nuovo video promozionale dai profumi omoerotici. Questa volta siamo lievemente sottotono, quantomeno per non aver utilizzato al meglio quell'esplosione di muscoli e testosterone che Eliad Cohen si ritrova a dosso, ma apprezzo la scelta di una regia e una fotografia quasi impeccabile. La trama come al solito, è divertente e simpatica e Uriel sta diventando pian piano il mio mito personale e qui lo dico e qui lo nego, sta quasi surclassando Eliad. Nel senso, lasciatemi spiegare; Eli rimane sempre il mio manzo israeliano preferito, solo che ormai, dopo questa mia campagna su di lui, i miei amici hanno iniziato a mandarmi foto con lui ogni qualvolta lo incontrano in giro per il mondo e quando una cosa diventa troppo abbordabile, allora perde di fascino e prestigio. Che poi adesso sta al Circuit e mi son arrivate tipo dieci foto di lui in spiaggia e alle varie feste e io lo immaginavo irraggiungibile come un Dio greco sull'Olimpo e invece te lo ritrovi che fa la fila alla cassa con un cespo di insalata tra le mani. Però io lo lovvo ugualmente. Video.

I locali finocchi di Roma: Coming Out

Quando ancora non ero finocchio (o quantomeno quando ancora non avevo capito di esserlo), il punto di ritrovo per la comunità omosessuale romana, era il Side e c'era così tanta gente che le macchine facevano fatica a passare su Via Labicana (cioè, almeno questo è quello che mi raccontano, dato che io stavo a casa a giocare con Gira la Moda...).
Quando ho capito di essere finocchio e ho cominciato a frequentare qualche locale gaio, il Side era diventato un ritrovo per vecchi bavosi e mi dissero che, presi dalle manie di onnipotenza, i gestori triplicarono i prezzi e per questo motivo tutti i finocchi si sentirono traditi e si spostarono al vicino bar appena aperto, il Coming Out appunto.
Coming Out: nel mondo LGBT indica la decisione di dichiarare apertamente la propria omosessualità.
Non poteva esserci nome migliore per un bar che nel corso degli anni è diventato un vero e proprio punto di riferimento per tantissimi giovani gay ed è posizionato in modo strategico ed è in una stradina abbastanza secondaria, ma non fuori mano e c'è il Colosseo che si staglia davanti e un bel po' di spazio dove bivaccare all'aperto e ormai è diventato un luogo di ritrovo di quelli che - Facciamo un salto al Coming? - e stai sicuro che incontri qualche viso conosciuto. Vabbè, quasi sempre...
Che poi, fino a qualche anno fa esisteva solo il Coming Out e uno diceva "Andiamo al Coming Out?", proprio perché c'era solo il Coming Out e adesso invece abbiamo tutta una strada che è diventata finocchia di adozione ed è nato l'attiguo My Bar e il pub delle lelle che fa angolo alla fine delle strada e che però non so come si chiama e il Souvenir che sarebbe un negozio di cianfrusaglie gay dove però secondo me in tanti entrano e in pochi comprano e poi c'è la gelateria/creperia che di sera appende la bandiera arcobaleno e di giorno la toglie e il bed and breakfast 2nd Floor con le finestre che si affacciano proprio sopra la strada e che se vuoi ti puoi affacciare e scegliere un manzo da portare in stanza per fargli vedere la collezione di farfalle e se non ci fosse stato il Coming Out, tutto questo non sarebbe mai esistito.
E per questo motivo noi continuiamo a dire "Andiamo al Coming Out?" anche se poi dentro al Coming non ci mettiamo piede e rimaniamo sul marciapiede e dentro al pub probabilmente non ci entro da quando avevano ancora i tavoli in legno e la boiserie alle pareti e non è mica per cattiveria o per partito preso; ma semplicemente il locale è un pochino angusto ed è più bello vedersi in strada dove si può parlare senza dover sovrastare la musica e se proprio vogliamo dirla tutta, credo che dovrebbero spostare il bancone del bar nella prima saletta subito appena si entra, ché attraversare i tavoli per arrivare giù in fondo e riuscire finalmente ad ordinare qualcosa, è piuttosto scomodo e fa passare la voglia di entrare, ecco, mo' ve l'ho detta.
Il Coming Out ormai è molto di più di un semplice pub con la bandiera arcobaleno appesa fuori e il Coming Out è uno spazio mentale dove la gente può stare tranquilla e dove può essere se stessa, con tutte le varie sfaccettature possibili e uomini che amano gli uomini e donne che amano le donne e capelli lunghi e capelli colorati e giovani e vecchi e vestiti strani e vestiti alla moda e colti e intellettuali e schiocchi e spiritosi e tutto questo trova la sua forma tridimensionale in un fazzoletto di strada ormai diventata pedonale e soprannominata (rifacendo il verso alla serie televisiva Queer As Folk); Gay Street.
Ok, il nome gay street fa un po' sorridere e soprattutto fa simpatia questo nostro provincialismo del voler dare a tutti i costi i nomi alle cose e dato che essendo gay siamo abituati a prendere calci in faccia da quelli che comandano, ci piace sbandierare i nostri piccoli successi e poter dire: - Noi abbiamo una gay street!! -, come se fosse un traguardo raggiunto r la sera c'è sempre una volante dei vigili che controlla che nessuno dia fuoco ai locali o butti petardi contro le lesbiche o prenda a pizze qualche innocente finocchio e però ogni tanto è bello anche raccontare di come un semplice pub senza infamia e senza lode, sia riuscito a diventare un punto di riferimento per molti di noi. Gay.

9.8.11

Lord Header Story #14

LORD POOL PARTY - LUGLIO 2009

Aria scazzata e posa da pappone, vi confido che questo è stato uno dei miei header preferiti...

8.8.11

Intimissimi e la pubblicità da uomo con Irina


Che poi, il messaggio che si legge tra le righe è chiarissimo: tu uomo troglodita ragioni solamente con la ceppa? E allora adesso ti faccio vedere io...
E così ecco arrivare la nuova campagna pubblicitaria di Intimissimi, che con un assoluto colpo di genio ha deciso di non confermare Luca Argentero come testimonial maschile [FOTO] e del resto lui era stato così noioso da imporre la condizione di apparire in mutande, ma solo se con anche la fede nuziale al dito per sottolineare il suo legame con... bho, vattelappesca come si chiama quella squinzia e fatto fuori Argentero, ecco arrivare la modella russa Irina Shayk, donna copertina per Sports Illustrated [FOTO] giusto per citare una rivista dove non è che prendono la prima arrivata.
Una donna per una campagna di intimo maschili? Sì, avete capito bene e Irina è una stragnocca micidiale e appare sui manifesti con in dosso solo un paio di mutande da uomo e canottiera grigia e la scritta di fianco che spiega "Intimissimi Uomo".
Mi pare chiaro che dietro una campagna simile, c'è un messaggio ben preciso e probabilmente qualche studioso deve aver evidenziato di come l'etero medio non si soffermi troppo sulle foto dei bei manzi muscolosi con in dosso slip aderenti e forse quegli scattai che ritraevano un David Beckham a gambe larghe, con il pacco ben esposto e la scritta Armani sull'elastico [FOTO], devono aver stuzzicato la fantasia di tante donne e tanti finocchi e però devono anche essere stati snobbata dall'etero medio, che magari si sente anche un po' in imbarazzo a guardare degli addominali troppo scolpiti che poi iniziano i sensi di colpa per non essere stati in palestra e per avere un fisico di merda e finisce che queste pubblicità passano sotto gli occhi agli uomini, senza che le notino minimamente e da qui nasce l'idea geniale di Intimissimi: prendere una top model da capogiro e farle indossare dei boxer maschili.
E adesso sfido un maschio a non fermarsi a guardare quei manifesti che ormai tappezzano la città e poi, Irina è anche l'attuale fidanzata di Cristiano Ronaldo e quindi via con le chiacchiere da spogliatoio e insomma, di sicuro non è stata scelta a caso.
Nel mondo dei finocchi, e lo dico per esperienza personale, l'intimo è fondamentale e si vedono spuntare da sotto i pantaloni degli elastici talmente grandi che ci si potrebbe scrivere sopra metà Promessi Sposi e D&G e Aussiebum e Calvin Klein e chi più ne ha più ne metta e no; l'etero medio invece compra le prime mutande che gli capitano sotto il naso e anzi, spesso e volentieri sono le donne che comprano l'intimo per lui e magari prendono il 3x2 al mercato e questa volta pero, Intimissimi vuole smuovere gli animi degli uomini e vuole convincerli che l'intimo non è una cosa da checca e li vuole far alzare dal divano per farli entrare in un negozio e già mi aspetto un polverone di quelli che - E certo! Adesso sfruttiamo il corpo femminile anche per vendere le mutande ai maschi!!! -.
Suvvia, è chiaro a tutti che il messaggio dello spot è chiaramente sessista del tipo: "Guarda le mie tette, e compra le mie mutande", ma in fin dei conti la campagna è raffinata e ben realizzata e sottintende anche un gioco di seduzioni tra uomo e donna, ché spesso sono proprio le ragazze che indossano l'intimo maschile per dormire o per stimolare la fantasia di certe situazioni e anzi, non mi stupirei se la nuova tendenza fosse proprio quella di mettere i boxer del fidanzato per fare le pulizie di casa con la scusa del - Sono comode e costano poco...! -.
Adesso bisogna solamente vedere se effettivamente la campagna pubblicitaria farà centro e se gli uomini sedotti dal fascino di Irina si riverseranno in massa nei negozi Intimissimi, o se molto più semplicemente con la scusa di guardare le mutande, si chiuderanno in bagno con il catalogo tra le mani...


Che poi sia chiaro, fin quando si parla della linea Basic di Intimissimi allora ok, quella ancora si può sopportare, ma altrimenti ci sono dei modelli che io rimango sempre più sbigottito per quanto sono terribilmente orrendi e proprio l'altro giorno sono passato davanti una vetrina Intimissimi e ho fotografato questa roba qui, che bho... a questo mondo c'è ancora qualcuno che sostiene che l'intimo spiritoso sia fico?

5.8.11

Lord Header Story #13

LORD PRIDE - GIUGNO 2009

Foto scattata durante il gay pride, quando la parata è ormai conclusa e la gente un po' si disperde e un po' si ammassa sotto il palco per ascoltare gli interventi.
Ma non è di questo che voglio parlare, quanto piuttosto di un argomento ben più serio: le magliette con la marca stampata a caratteri cubitali. No, perché è una moda che a me non piace per niente e invece marchi tipo Abercrombie e Hollister che ultimamente stanno andando alla grande nel nostro paese (e io indossavo già tre anni fa), hanno sposato la causa di queste scritte enormi che praticamente per far entrare tutta la scritta sul petto, devi avere le spalle di Michael Phelps. Cioè, che poi le magliette di Aber son pure fighe e hanno un bel cotone pesante e vestono bene e però non ne esiste una che non abbia il logo A&F stampato gigante da qualche parte e bho, magri sono io che sono strano e però queste scritte mi sembrano tanto burine e rendono la t-shirt incredibilmente cheep e stesso discorso posso farlo per molti altri marchi tipo Armani o D&G o anche la Diesel che una volta era la mia seconda casa e adesso invece... vabbè lasciam perdere, ché o io ho cambiato gusti, o loro si son impazziti. 

3.8.11

Gay Village: il regno dei coatti e l'estinzione dei gay


C'è una ragione ben precisa se noi gay preferiamo frequentare locali gay e non è neanche così difficile da capire e semplicemente in un locale gay possiamo comportarci in modo naturale e se vogliamo accarezzare la gamba del nostro amico possiamo farlo e se vogliamo dare un bacio al nostro fidanzato possiamo farlo e non dobbiamo preoccuparci degli sguardi sbigottiti della gente circostante.
Che poi io sono proprio un tipo tranquillone e se voglio camminare in strada abbracciato al mio ragazzo, lo faccio senza troppe pippe mentali e però nei locali gay ci si sente più protetti e non è questione di volersi creare un ghetto tutto rosa e fiori nel quale vivere, ma semplicemente desiderare un luogo dove poter vivere serenamente.
I quartiere gay che si trovano in città come Madrid o San Francisco o Berlino, non sono ghetti nei quali ritirarsi, ma spazi entro i quali si registrano alte concentrazioni di omosessuali e non ci sono cancelli per entrare e non ci sono insegne che vietano l'ingresso ai non finocchi e semplicemente sono porzioni di città dove i gay si sentono più protetti. Punto.
Il primo Gay Village, quello del lontano 2001, doveva probabilmente avere quest'obiettivo e effettivamente riuscirono a creare uno spazio gradevole, all'interno del quale la comunità omosessuale romana riuscì ad incontrarsi con piacere e probabilmente il suo enorme successo fu proprio grazie a quell'ambiente famigliare che si venne a creare e in questo modo il Gay Village allargò di anno in anno i suoi confini e raccolse sempre più consensi e la fama delle sue piste da ballo e dei suoi spettacoli di animazione deve aver scavalcato i confini di finocchiolandia e deve aver raggiunto le orecchie del mondo etero e detta tra noi; questo è quello che volevano gli organizzatori quando hanno deciso di fare una campagna pubblicitaria mirata esclusivamente ad un pubblico eterosessuale [LINK] e [LINK]; i finocchi già ci amano, adesso proviamo a farci amare dagli etero.
Ora, a me non interessa nulla se il Gay Village è frequentato da finocchi, etero, giraffe o elfi dei boschi; quello che voglio è solamente stare bene e divertirmi e sentirmi libero di baciare il mio compagno o vestirmi come Lady GaGa o ballare una coreografia di Britney Spears o fare quello che voglio senza sentirmi giudicato dall'esterno e fino ad oggi il Gay Village ha rappresentato un'oasi felice da questo punto di vista.
Fino ad oggi, appunto.
Aprendo le frontiere a tutti e facendo una selezione all'ingresso pressoché nulla, Venghino signori venghino a vedere il Circo in città! il Gay Village si è riempito di coattelli in cerca di buona musica e cocktail decenti e fin quando i froci stanno sul palco a fare il loro spettacolino di animazione, allora va tutto bene e quando però sono in pista a ballare la medesima musica gomito a gomito, allora tutto si divide in "io scopo le fighe, tu lo prendi in culo".
Cioè, dico sul serio, l'atmosfera all'interno del Gay Village non è più rilassata come lo era un tempo e uno pensa sempre che saranno i maschi a dare più problemi e ci si aspetta maggior comprensione dalle ragazze (quantomeno perché ci piacciono le stesse cose) e invece le ragazze non fanno altro che sottolineare quanto sia uno spreco che ragazzi carini come siamo noi, siano gay - No, ma veramente, non ti faccio nessun effetto? - dicono sbattendoti le tette in faccia,Cioè ti prego, questo posto è pieno di boni da paura che però non mi guardano manco di striscio... madonna che spreco! - e io vi assicuro che la prima volta posso anche riderci su e però dopo un po' diventa una bella rottura di coglioni. Ecco.
Non lo so, magari sono un po' presuntuoso e però il Gay Village è come fosse casa mia e vedere che certa gente si permette di fare il proprio comodo a casa mia mi fa girare le palle e sentirsi dare del ricchione al Gay Village, è quantomeno assurdo e addirittura un mio amico che lavorava in uno dei bar, si è licenziato perché stufo di essere trattato da frocio. Giuro.
Non mi piace ragionare parlando di "noi" e di "loro" e però i fatti sono che abbiamo aperto le porte agli etero e loro hanno conquistato il nostro territorio come fosse una partita di Risiko.
Dell'idea originaria del Gay Village, quel posto così familiare nel quale incontrarsi e essere se stessi, non è rimasto più nulla e la cosa più triste è che non so quanto agli organizzatori interessi quest'inversione di tendenza e non so neanche se si siano accorti che i finocchi stanno lentamente migrando verso nuovi lidi. Certo le casse non sono mai state così piene e quando si parla di soldi a nessuno interessa sapere se provengono dalle tasche dei gay o da quelle degli etero e quello che conta è semplicemente riempire le piste da ballo e da questo punto di vista il Gay Village sta registrando un vero record di presenza e però più passano le settimane e più i gay spariscono e forse in pochi si sono resi conto che la nuova serata gaia si sta lentamente trasferendo al Roma Vintage, dove la musica è più brutta e il posto è più squallido e però si respira quell'atmosfera che ricorda il Gay Village di dieci anni fa; quando si rideva per le stupidaggini e si poteva stare tutta la notte mano nella mano e ci si divertiva senza i deejay di fama mondiale e ci si illudeva che il mondo lì fuori, fosse un posto migliore...

2.8.11

Lord Header Story #12

LORD NYC STREET ART - MAGGIO 2009

Sapete cosa? Credo che in parte la moda americana abbia influenzato il mio modo di essere e anzi, ne sono certo e se non avessi visto con i miei occhi quello stile di vita urban e ribelle che si respira in alcuni vicoli di New York e se non avessi visto gli americani correre a Malibù e se non avessi visto gli ispanici di Miami, bhè... non lo so, ma magari forse adesso non mi sentirei così tanto Missy Elliot inside. Ma roba che ormai ho venduto l'anima alle scarpe da basket e ai calzini da soccer e ai pantaloncini larghi e le canottiere e io ve lo dico; in questo periodo della mia vita, mi sento come se fossi appena uscito dal video di Can't Hold Us Down.

1.8.11

Lord Header Story #11

LORD GUGGENHEIM - APRILE 2009

Viaggio a New York City e impossibile non fare una visita al Guggenheim Museum, con le sue superfici circolari che risaltano in mezzo ai palazzi bene di Park Avenue e le sue stravaganti esposizioni e il mio look ormai completamente convertito alla barba e invece ancora reggono i capelli effetto appena sveglio, che ben presto lasceranno il posto ad un taglio rasato ai lati e di gran lunga più coatto e quegli occhiali che ormai giacciono nel cassetto del comodino spezzati in due e mannaggia la miseria quanto mi piacevano...

Daniel è Mr Gay Roma 2011


Sabato 30 luglio si è svolta al Gay Village la finale di Mister Gay Roma e come era scontato che fosse, a portarsi a casa la fascia tanto ambita è stato il mio amico Daniel.
Daniel è giovane e ha 21 anni e è parecchio bono e ha due gambe tornite da giocatore di rugby e un culo che sembra scolpito nel marmo e due occhi azzurri che ci caschi dentro e lo sguardo da furbetto di chi la sa lunga e magari non sarà un palestratone con i pettorali come quelli di Capitan America e però Daniel secondo me è bello e la fascia di Mr Gay Roma se l'è più che meritata.
C'è però da fare un discorso un pochino più ampio e capiamoci subito bene: far parte di una gara simile non è cosa da tutti e vuoi o non vuoi ti mette sotto i riflettori e partecipare ad un concorso così dichiaratamente gay è una cosa che non tutti possono permettersi e magari c'è quello che non lo ha detto ancora ai genitori o quello che se poi lo scoprono a lavoro son problemi e quello che già lui non vive bene il fatto di essere gay, figuriamoci a mettersi davanti a centinaia di altri finocchi per essere giudicato e io lo capisco che reclutare gente per una cosa simile non deve essere semplice e il vero problema è che Mr Gay è un concorso che richiede una maturità maggiore rispetto ai normali concorsi di bellezza e se vinci il titolo di Mr Gay non ci sarà nessuno che ti chiamerà per fare la pubblicità dell'acqua Rocchetta e purtroppo nel nostro paese, essere gay è ancora troppo spesso motivo di scherno e per questo motivo una prima selezione avviene in modo naturale e ancor prima che si arrivi davanti ai giudici, perché in pochi sono disposti a metterci la faccia e in pochi hanno una serenità tale da potervi partecipare senza complicazioni.
Se poi l'intero carrozzone non è capace di pubblicizzare l'evento e farlo passare come una manifestazione seria, ecco che tutto diventa niente di più che una serata da villaggio turistico.
Io probabilmente non riesco ad immaginare quanto coraggio serva per salire su quel palco e probabilmente questi ragazzi vanno ringraziati uno ad uno per il buon esempio che hanno dato e il messaggio che hanno lanciato e non vergogniamoci di quello che siamo e sfruttiamo questa vetrina per parlare delle tematiche omosessuali e dopo l'ennesimo affossamento di una legge contro l'omofobia, serve più che mai un baldo giovane capace di catalizzare le attenzioni dei giornali e fatta questa premessa da vera Miss appena eletta (voglio la pace nel mondo...!), mi domando: ma certa gente ha gli specchi di legno a casa? Voglio dire, non dimentichiamo che come prima cosa questo è un concorso di bellezza e quindi do per scontato che uno dei requisiti minimi per partecipare, sia non somigliare a Gollum. Invece, perdonatemi la franchezza, ma tra i concorrenti ce ne era uno che aveva evidenti problemi di sovrappeso e un altro era alto come un nano da giardino e uno che ha risposto ad ogni domanda - Bhe, questa sì che è una bella domanda...! - come se i giurati gli avessero appena chiesto - Cosa ne pensi del ritiro delle truppe italiane dall'Afghanistan? - e invece il trend delle domande era più sul genere - Cosa vorresti fare da grande? - e non mi ricordo chi ha risposto che voleva fare la comparsa e vi giuro che neanche Flavia Vento sarebbe riuscita a dare risposte tanto stupide e io non posso credere che la tua massima aspirazione sia battere le mani a Forum e poi un altro concorrente aveva gravi problemi di scoliosi e forse anche una gamba più lunga e una più corta e bho sentite, non voglio essere cattivo, ma vi sto solo raccontando quello che ho visto e ok; la bellezza non è tutto nella vita, ma se rispondi anche che ami i romanzi horror di Agatha Christie, allora cazzo... le prese per il culo te le sei proprio andate a cercare.
Mi rendo conto che per partecipare serve una buona dose di coraggio e maturità e quindi capisco benissimo le scarsissime adesioni e la paura di essere presi per il culo e probabilmente è un compito ce spetta agli organizzatori riuscire a far passare il messaggio che questa è una manifestazione seria e non solo una baracconata da sabato sera e se per primi loro non riescono a reclutare gente per colpa della scarsa pubblicità o dell'organizazzione scadente o di non so che cosa e perché no, anche per l'assenza di un reale premio che renda questo concorso appetibile, bhè allora è normale che debbano arrangiarsi con quello che passa il convento.
Daniel si è portato a casa il titolo di Mr Gay Roma ed è stata una vittoria più che meritata e grazie a questa fascia, accederà di diritto alla finalissima del concorso Mister Gay Italia che si terrà il 19 agosto a Torre del Lago e Daniel è un mio amico e è pure molto simpatico e io farò il tifo per lui e voi farete il tifo per lui?