30.1.10

Lorella Cuccarini fischiata al Muccassassina

 
L'ultima volta che era salita sul palco del Muccassassina, (la celebre serata discotecaro/finocchia di Roma), era stato per presentare la sua partecipazione nel film Lissy – Principessa Alla Riscossa e fu una serata divertente con lei che girava tra la folla e chi le sorrideva e chi le chiedeva autografi e chi le urla dei complimenti. Ad un anno esatto di distanza eccola risalire nuovamente su quello stesso palco per presentare la sua nuova fatica, lo spettacolo teatrale Il Pianeta Proibito, ma qualcosa è cambiato.

Tutto è partito da quelle dichiarazioni lasciate sul numero di dicembre di Vanity Fair dove alla domanda: "Lei è un'icona gay: è favorevole o contraria alle nozze fra persone dello stesso sesso?", la Cuccarini aveva risposto "Contraria. Bisogna regolamentare le unioni ma il matrimonio deve essere tra un uomo e una donna. Vale lo stesso anche per le adozioni: un bimbo ha bisogno di una madre e di un padre...".
Dio ce ne scampi, si è scatenato l'inferno.
Effettivamente, la Cuccarini è sempre stata un'icona gay, al pari di Raffaella Carrà o addirittura Madonna e i gay l'hanno sempre sostenuta anche quando nessuno se la inculava più e quando saprì dalla televisione i gay continuarono a tramandarsi le note de La Notte Vola di generazioni in generazioni come fossero antichi testi sacri e sentire adesso che rilascia queste interviste suona un po' come un tradimento.
Intendiamoci, la signora Lorella può avere tutte le idee e le opinioni che preferisce, ci mancherebbe altro che per me può anche farsi degli stivali di pelle di gay per il suo prossimo show, però ecco, andare a presentare lo spettacolo proprio nella discoteca gaia per eccellenza, mi pare un po' un controsenso. Capiamoci, Giacomo Balla e Mario Sironi aderirono al movimento fascista, ma non per questo le loro opere d'arte sono da sminuire o da criticare e anzi, ci anno regalato forse i più bei quadri futuristi del periodo, però ecco, da qui al tenere un esposizione ad Auschwitz, ce ne passa. Ok, ok, forse il paragone è azzardato, ma rimane il fatto che la sua presenza al Mucca suona quanto meno stravagante. Eppure pare sia stata invitata proprio da quelli del Mario Mieli, bha, vai a capire a questo punto potevano invitare anche Paola Binetti per la presentazione del suo libro La Vita è Uguale Per Tutti, (Mondadori, 2009).
Credo che Lorella abbia fatto bene a portare avanti le sue idee e salire su quel palco; del resto era lì per presentare il suo spettacolo e non per fare un comizio sull'importanza dell'essere omosessuale nel nuovo millennio. E' stata coraggiosa a voler prendere il microfono e parlare davanti a tutti spiegando le sue idee "Io ho espresso un legittimo punto di vista, sono cattolica, non è un mistero! Ho ribadito quello che penso: ci possono essere delle leggi ma mai il matrimonio, mai l’adozione!", ma è stato anche giusto che una secchiata di fischi e Buuuuu e Fuoooriiii la zittissero. In certi casi discernere il personaggio dalla persona è troppo difficile e io mai ho assistito ad uno spettacolo simile, un dissenso talmente clamoroso, che le era quasi impossibili parlare.
Lorella si è talmente piccata, che quasi voleva andare via ed è sbottata con un "Siete veramente intolleranti! Non sapete ascoltare una persona che la pensa in modo diverso!".

Ho trovato un micro filmato su youtube che si vede male e si sente peggio, dove si vede Lorella Cuccarini visibilmente in difficoltà tra fischi e quant'altro che dice "Detto questo, se vi fa piacere noi vi facciamo un mix, se no (Vaaaiiii!!!) me ne vado e poi se volete vedere lo spettacolo (Vaiii Viaaa!!!) sto al Sistina fino al quattordici grazie."
Ecco, io sono quello accanto al tipo pelato della sicurezza, quello che alza la mano salutandola e invitandola gentilmente ad andarsene perché non è questo il luogo adatto dove fare promozione.


Il Ponte sullo Stretto



Se ne è parlato poco e anzi, veramente quasi per niente come se ci fosse qualcosa da nascondere, ma il 23 dicembre 2009 è stata posta la prima pietra per il ponte sullo stretto. Oddio, veramente proprio di una pietra non si tratta, che prima di fare una saldatura o una gettata di cemento, chi sa quanto tempo passerà anche perché, a fare proprio i pignoli, non esiste ancora un progetto esecutivo però intanto la costruzione è stata approvata ugualmente non si sa in che modo e insomma, i lavori sono iniziati e in particolare sono cominciate le opere riguardanti la deviazione della linea ferroviaria in corrispondenza di Cannitello, un paesino che ha la sfiga di sorgere in prossimità del pilone sul lato calabrese. Dunque si sbanca tutto per fare spazio ai piloni del ponte che pensate un po', saranno alti ben 382,60 metri esattamente quanto l'Empire State Building, senza la sua antenna (con l'antenna arriva a 448,7 metri), solo che alla loro sommità non ci sarà un punto panoramico e sono pronto a scommettere che non diventernno l'opera d'arte più visitata del meridione che questo ponte non mi sa di romantico come il Golden Gate di San Francisco che ogni giorno milioni di persone attraversano per guardare la città da una nuova prospettiva. E a proposito di ponti famosi snoccioliamo subito un paio di numeri:
Lisbona, Vasco De Gama, campata massima 1100m.
San Francisco, Golden Gate, campata massima 1280m.
Danimarca, Grate Belt, campata massima 1624m.
Giappone, Akashi Kaikyo, 1990m.
Messina, Ponte sullo stretto, 3360m.
Sarà quindi il ponte a campata unica più grande del mondo.
In verità il primo progetto del ponte, risale addirittura alla data dell'unità d'Italia e stiamo parlando quindi al 1870 e ovviamente all'epoca si parlava di uno schizzo su di un foglio o poco più, però nel corso degli anni si sono fatti numerosi progetti e c'è chi ha proposto un ponte isola e chi un ponte ponte subacqueo (come il tunnel della Manica) e finalmente dopo tante chiacchiere, nel 1985 con il governo Craxi (ma tu guarda), inizia concretamente la prima operazione "Ponte sullo Stretto" e poi controlli e esami e discussioni e arriviamo fino ai giorni nostri con il Governo Berlusconi che decide che il ponte si deve fare e che è proprio una priorità e non si sa fino ad oggi come abbiamo fatto a vivere senza quest'opera strategica.
Ovviamente un'operazione simile spacca in due l'Italia, con quelli che dicono che il ponte porterà finalmente la ricchezza al sud e quelli che invece si oppongono perché il sud avrebbe bisogno di altri interventi e non di un ponte faraonico che poi sinceramente, ancora non si è capito bene chi lo pagherà e quali saranno gli effettivi tempi di costruzione e la storia italiana ci insegna anche che tutte le volte che si è fatto qualcosa di grosso, la mafia ci ha messo lo zampino e solo questo basterebbe per essere quantomeno perplessi. Mettiamoci poi che la Messina-Palermo dopo anni di lavori non è ancora ultimata e che la Salerno-Reggio Calabria sappiamo tutti in che condizioni è che meglio farsi il segno della croce e poi c'è questa storia mica tanto da sottovalutare, che la Sicilia continua ad allontanarsi dall'Italia, con distanze ovviamente infinitesimali, ma comunque sempre costante e allora: questo ponte avrà il solo scopo di tenere la Sicilia unita all'Italia, come l'uovo tra la pancetta e i bucatini?
Ci dicono che ovviamente il pacchetto lavori comprenderà anche la risistemazione delle strade e delle linee ferroviarie e che il ponte non sarà una cattedrale nel deserto, ma tant'è; questo ponte non unisce due stati e non unisce due città con forti scambi commerciali.
Addirittura gli studi sostengono che il mezzo più remunerativo per l'ortofrutta e l'unico in grado di garantire scambi in tempi estremamente brevi è l'aereo e che se voglio far arrivare le arance ancora fresche in europa, non posso di certo permettermi altri sistemi e ad ogni modo, al secondo posto c'è la nave e poi il treno e solo per ultimo è stato calcolato il trasporto su gomma. E' vero che il ponte potrà essere attraversato in soli tre minuti, mentre attualmente per passare da una costa all'altra ne occorrono almeno 25, ma i 3 minuti che ci hanno millantato, non considerano però i tempi di percorrenza delle rampe di accesso e i raccordi in entrata e uscita dalle città di Messina e Reggio che sarebbe un po' come dire che per infilare una maglietta impiego un secondo e mezzo, ma tutto il tempo che ho perso per abbinare i giusti colori e trovare una nuance che non mi sbatta e scegliere un modello che metta in risalto le spalle e nasconda le maniglie dell'amore, quello lo vogliamo calcolare o no?
Eppure c'è chi sostiene che questa è pura demagogia perché il ponte va visto in un'ottica molto più ampia e non sarà un'opera esclusivamente italiana, ma avrà lo scopo di creare un rapido corridoio tra Berlino e Palermo già avviato con la realizzazione del passo sul Brennero che effettivamente è talmente comodo andare dalla Sicilia alla Germania in macchina che non vedo l'ora di fare il pieno e passare due giorni in autostrada e poi ora che ci penso, nel fare una traversata del genere vogliamo fare i pignoli su venti minuti di traghetto in più?
Rimarrebbe ancora da considerare quel piccolo dettaglio che riguarderebbe la zona fortemente sismica sulla quale sarà realizzato il ponte, ma ovviamente gli ingegneri mica sono scemi e loro lo sanno benissimo e hanno fatto tutti i calcoli necessari e figuriamoci se si mettono a progettare un ponte simile, senza considerare questo particolare che insomma, la diga del Vajont è stato un errore di valutazione, ma vogliamo fare forse di un filo d'erba un fascio? Ok, ci sarebbe anche quell'altro ponte sul Tacoma crollato nel '40 con quelle immagini spettacolari del ponte che si contorce come fosse di gomma però insomma, son passati sessant'anni e di progressi tecnologici ne avranno anche fatti no?
Suvvia, guardiamo il ponte di Brooklyn, lui è ancora in piedi e anche il recente Millennium Bridge, pur traballando al primo alito di vento, ancora sta su. Quindi perché mai il nostro Ponte sullo Stretto dovrebbe crollare solamente perché è il ponte più lungo del mondo costruito in una delle zone più sismiche d'Italia? C'è chi lo ha definito come "La più straordinaria opera di ingegneria civile di tutti i tempi seconda solo all'andata sulla luna" e il paragone non poteva essere più comico, dato che dopo quasi 50 anni, ancora c'è chi dice che sulla luna gli americani non ci sono mia andati...

29.1.10

I piloni del ponte sullo stretto

Chi sa dirmi (senza usare Wikipedia) quanto saranno alti i due piloni di sostegno al ponte sullo stretto di Messina?
Tra quali edifici li collochereste?

26.1.10

La separazione



E' di queste ultime ore la notizia che la coppia da sogno "Brangelina", sia in crisi nera e pare anche si siano rivolti ad un famoso studio legale di Los Angeles per dividere la loro gigantesca fortuna e stabilire l'affidamento dei sei figli. E io, non voglio fare la Jennifer Aniston della situazione che la immagino buttata faccia in giù sul bancone di uno dei peggiori bar di Caracas dopo aver festeggiato per tutta la notte a suon di tequila extra añejo che alla fine l'avranno dovuta cacciare sbattendola fuori mentre continuava a ridere e a ripetere che Brad è gay e che a letto gli piace essere dominato, però ecco, sapere che Brad e Angelina litigano per futili motivi e che la loro meravigliosa storia d'amore da commedia americana si stia incrinando, bhe, questo li rende molto più umani e non voglio arrivare a dire che mal comune mezzo gaudio che qui c'è poco da stare allegri e poi, detta proprio tra noi, non che me ne freghi molto se Brad se la spassa con Jennifer, Angelina o George però insomma, i miei si son lasciati dopo 24 anni di matrimonio e ecco, erano a un passo dal festeggiare le nozze d'argento, non so se mi spiego, e invece di vederli ridere allegramente insieme, li ho visti dormire sul divano per poi svegliarsi all'alba e riportare le coperte in camera da letto prima del nostro risveglio. Se c'è però una cosa di cui posso essere contento, è che i miei si son separati che ero già grande e quindi se vogliamo non è stato neanche troppo traumatico che uno da grande affronta le cose in maniera differente e, facciamo a capirci, la separazione è un fallimento, una disgrazia famigliare e bla, bla, bla e questo è fuori discussione, ma fondamentalmente la separazione è l'unica conclusione possibile per un rapporto ormai sfaldato e quando l'amore finisce, non ci sono santi che tengono. Si può stare insieme per i figli, si può stare insieme per convenienza, per i soldi, perché lui scopa come un martello pneumatico o per paura di restare soli, ma se manca l'amore, tutti gli altri leganti sono appiccicosi come il ketchup tra due fette di pane.
I miei genitori, me le dissero alle cinque del mattino.
Entrarono nella mia stanza con i miei due fratelli al seguito, anche loro svegliati di soprassalto e mamma aveva le lacrime agli occhi e anche papà aveva gli occhi arrosati e ci dissero senza tanti giri di parole che non volevano più stare insieme. Ho un ricordo sfocato di quel giorno e forse è dovuto al fatto che erano le cinque del mattino e che io non carburo senza prima aver preso un cornetto con la marmellata di albicocche e un bicchiere di acqua frizzante o forse è dovuto al fatto che il cervello tende a rimuovere i traumi come dopo un brutto incidente stradale e insomma, non ricordo le parole precise che ci dissero e non so dire quali furono i miei pensieri non appena mi lasciarono da solo in quella stanza, ma so per certo però, che quelli che seguirono furono giorni pieni di tensione. Ti dici che è solo un momento e che con il tempo le cose si sistemeranno e sì, in un certo senso è così, ma forse impari solamente a convivere con la nuova condizione, senza che la situazione si sistemi mai del tutto.
Quando due persone si lasciano, ognuno reagisce a modo proprio e c'è chi cade in depressione e non vuole più vedere nessuno e chi si riempie di gelato al cioccolato e chi inizia a telefonare piangendo davanti a una cornetta muta e chi, come mio padre, ha messo in cantina le foto del viaggio di nozze e chi, come mia madre, va vivere con un altro uomo e chi, come me, che quando mi lasciarono, andai a letto con uno che neanche mi piaceva, solo per fare un dispetto a quel bastardo che non aveva capito nulla della nostra storia. E poi dovevo dimostrare a me stesso che ero ancora un bocconcino desiderabile e quindi mi presi il primo che trovai con l'intento di portarmelo a letto solo che poi arrivati al dunque, gli dissi che non avevo voglia di fare nulla e che stavo ancora pensando al mio ex e questo adesso quando mi vede, neanche mi saluta.
Il problema fondamentale, è che l'amore non è razionale, perché se uno riuscisse a pensare in modo logico nel momento in cui l'altra persona dice "Credo sia meglio farla finita...", bhé, se riuscissimo a pensare in modo intelligente in una circostanza simile, probabilmente risponderemmo che sì, non vogliamo vivere un rapporto unilaterale e che stare insieme ad un'altra persona, significa stare BENE insieme ad un'altra persona e che se da una delle due parti viene a mancare questo benessere, allora è giusto interrompere e se non ci fossero di mezzo i sentimenti sarebbe tutto così facile e formale e invece, porcamiseria, ci si mette in mezzo il dolore e la paura e la rabbia e tutto quel turbine di sensazioni che prende il sopravvento e ho visto che Brad Pitt si è fatto crescere quella barba lunga proprio brutta e che non preannuncia nulla di buono e ho letto che Angelina Jolie invece, ha perso non so quanti chili e che i suoi amici sono preoccupati per lei e hanno paura possa compiere qualche gesto inconsulto e non vi dico neanche di quanta paura avevo io per mio padre e i suoi gesti inconsulti.
Se solo riuscissimo ad affrontare una separazione in modo razionale, ci accorgeremmo che alla fine è solo una nuova tappa della vita, come finire l'università o tornare da una vacanza molto lunga e rimangono le belle sensazioni e i ricordi e le fotografie e la certezza che il mondo è pieno di opportunità e che basta uscire per stare di nuovo bene e incontrare gente nuova o stare bene anche da soli mentre si osserva un tramonto. Il problema è che l'amore non è razionale e che se qualcuno mi venisse a fare un discorso simile dopo essermi lasciato con il mio ragazzo, probabilmente gli tirerei dietro una scarpa e lo manderei dritto dritto a cagare.

21.1.10

Glee - Questa sera canale 110 di Sky



Vi avverto, sto per dire una di quelle frasi spocchiose che di solito quando le sento dagli altri scuoto la testa e alzo gli occhi al cielo sospirando un "che palle...", però il doppiaggio italiano è veramente approssimativo che se lo sentite in lingua originale fa tutto un altro effetto che insomma, hanno sbagliato tutte le voci! nel senso, la professoressa Sue Sylvester dovrebbe avere un timbro molto più roco e graffiato, Emma Pillsbury la psicologa scolastica invece in originale è tutta sospirata e con una vocina flebile e anche Rachel ha una voce troppo matura per il suo personaggio e poi, diciamocelo chiaramente, è troppo differente da quella che si sente quando canta che si capisce benissimo che sono due persone diverse e insomma, cosa devo fare per avere un lavoro fatto bene e non una cosa così approssimativa, andare dietro il microfono e doppiarmeli da solo?!
Comunque, se avete la possibilità, questa stasera alle 21.10 non perdete i primi due episodi di Glee, canale 110 di Sky.
No, non mi pagano per fare questa pubblicità, però quando vedo una cosa bella mi piace condividerla con gli altri (...che animo nobile) e Glee è un telefilm decisamente divertente e ben fatto e se non vi fidate del mio giudizio, vi dico anche che ha vinto due premi ai recenti Golden Golbe.
La serie, per chi ancora non lo sapesse, è ambientata in un tipico liceo americano e racconta le disavventure di un gruppo di ragazzi un po' sfigati e la L fatta con pollice e indice che è diventata un po' il simbolo del telefilm, sta a significare "loser" (perdente) e i ragazzi americani, quelli fighi e popolari, pare si divertano molto a farla sulla fronte dei loro compagni più infelici come simbolo di umiliazione e a loro fa tanto ridere, ma io sinceramente lo trovo un po' sciocco e di cattivo gusto... ok, lo ammetto è divertentissimo e non vedo l'ora di beccare uno sfigato per farglielo anche io. Che poi, a pensarci bene, i primi anni di liceo non sapete neanche quanti cancellini ho preso in faccia che ero decisamente un loser e vi dico solo che facevo parte del gruppo di recitazione della scuola, proprio come questi ragazzi fanno parte del Glee Club (una sorta di gruppo di teatr, canto e ballo) e se non è da sfigato questo, allora credo che bisogna ridefinire la parola "sfigato"; ma le mie disavventure da loser al liceo ve le racconto più tardi con calma, per adesso, cancellate gli impegni per questa sera e invitate gli amici a casa, perché Glee è decisamente uno spasso.

19.1.10

A Single Man

 
Tom Ford e il suo eclettismo. Dopo aver salvato il marchio Gucci dalla bancarotta e averlo portato al massimo splendore. Dopo essere stato direttore creativo di Yves Saint Laurent. Dopo essersi ritirato dal mondo della moda. Dopo essere tornato nella moda con una linea che prende il suo nome. Ecco che Tom Ford arriva anche a Hollywood e "Cavolo!!" penso io, "Un film di Tom Ford che fico!!" che secondo me è un vero colpaccio, però il mio ragazzo mi dice che secondo lui la gente, questo Tom Ford non lo conosce proprio e che noi sappiamo chi è, solo perché siamo finocchi e effettivamente in sala avremmo potuto fare una piccola delegazione del Mario Mieli, ma bisogna ammettere che c'erano anche molte coppie distinte e di mezza età, che a buon bisogno, saranno stati i genitori o i fratelli di giovani omosessuali. E insomma, io lo ammetto, ero incuriosito dalla regia dell'uomo più elegante d'America e poi anche perché questo suo A Single Man è l'adattamento cinematografico del romanzo di Christopher Isherwood Un Uomo Solo che se Tom avesse fatto un film sugli insetti e il fantastico popolo dell'erba, non so mica se ci sarei andato a vederlo (ok, lo ammetto, nel lontano 1996 andai a vedere Microcosmos e mi piacque anche...).
A Single Man è un film semplice, che si svolge tutto nell'arco di una giornata del professore universitario George Falconer e a dire il vero, per tutto il film non succede proprio nulla che io in confronto ho delle giornate piene e stressanti che dovrebbe venirmi la tachicardia. Se non fosse però, che questo professore inglese, ha appena perso il compagno in un incidente stradale e in un'elegante disperazione, cerca di trovare un nuovo significato alla vita e poi la paura di invecchiare, di rimanere solo, di sentirsi inutile e il desiderio di non andare avanti e man mano che il suo stato d'animo verrà sopraffatto dal dolore, anche la pellicola perderà di saturazione fino quasi a diventare in bianco e nero e ok, ammetto che forse questa non è la trovata più originale del mondo, ma rende l'idea, anche se di sentimenti veri alla fine se ne vedono ben pochi, però in compenso si vedono un sacco di inquadrature di bottoni. Sarà la bellezza delle piccole cose a salvarlo, colorando nuovamente la sua vita e nello stesso tempo anche la pellicola e sarà l'amica di vecchia data Charley interpretata da una sempre più bella Julianne Moore (alla faccia di tutte quelle che hanno paura di invecchiare e tirano la pelle come fosse pellicola DomoPak, fino a non lasciare più spazio alle espressioni e ogni riferimento a Nicole Kidman è puramente casuale) e saranno le attenzioni di un giovane studente universitario Nicholas Hoult a cercare di far riconciliare il professore con la vita. Sarà la bellezza delle piccole cose a salvarlo e Tom, lui che è stato l'immagine dell'eleganza, non si lascia sfuggire la bellezza dei dettagli, come il contorno di un occhio o il labbro di un ragazzo o i bottoni di una giacca e ne viene fuori un film che parla di amore e parla di bellezza; la bellezza dei gesti e delle cose insignificanti alle quali non diamo più attenzione, ma che riempiono la nostra vita rendendola unica. Insomma, Tom Ford confeziona un film delicato che alle volte sembra la pubblicità di un profumo, ma mai eccessivamente patinato e racconta una storia attraverso i gesti e le sensazioni, per una pellicola che forse non sarà perfetta, ma che a me è piaciuta molto e poi... dopo lo spettacolare e chiassoso Avatar, un po' di poesia e attenzione per i piccoli dettagli è quello che ci voleva.

18.1.10

Avatar

 

Avrò avuto sei anni, quando per la prima volta ho visto Mary Poppins e la stramba governante con un salto, entra in un disegno sul pavimento e per ricreare un mondo immaginario, le figure reali si fondono con il cartone animato. Sono passati 45 anni da quel momento e la tecnologia ha fatto passi da gigante e l'uso della matita è stato sostituito dalla computer grafica e siamo passati attraverso esperimenti più o meno riusciti come l'ormai arcaico Final Fantasy spettacolare si, ma che nonostante lo sforzo rilevava non poche lacune soprattutto nei primi piani e non era di certo possibile paragonare glia attori digitali con quelli in carne e ossa.
Avatar esce forse in un momento storico propizio, dopo anni di studi e sperimentazioni e a quanto pare segnerà uno spartiacque tra quello che è stato prima e quello che verrà dopo di lui e pare che Cameron abbia lavorato per ben 13 anni a questo progetto, inventando di sana pianta la tecnologia necessaria a realizzare questo film.
E così, con tutte queste premesse, inforco gli scomodi occhiali 3D e vengo proiettato in un nuovo mondo, così come questo Avatar ci porta di diritto dritto in un nuovo tipo di cinema. La storia di Avatar è presto raccontata e ci sono gli umani senza scrupoli, che per recuperare un nuovo tipo di pietra, inizieranno a distruggere il pianeta di Pandora dove vivono i Na'-vi un popolo alieno in stretta armonia con la natura e ne scaturirà una terribile battaglia tra il bene e il male e tra dramma, avventura amore e immagini spettacolari, James Cameron forse si dilunga un pizzico di troppo per un film che scopre ben presto tutte le carte non lasciando spazio a colpi di scena tanto che non appena inquadrano Michelle Rodríguez, già so che morirà che lei ha fatto solo film dove muore e vi giuro, non ricordo neanche una pellicola dove arriva sana e salva ai titoli di coda! La capacità straordinaria di Cameron, è quella di inventare di sana pianta un mondo di fantasia fin nei minimi dettagli, tanto da far diventare Pandora quasi palpabile, ma lascia forse più incerti e sfumati i caratteri dei suoi abitanti. Incredibile è l'uso del 3D, decisamente spettacolare e per la prima volta privo di tutti quegli escamotage di oggetti volanti che sembrano andare verso lo spettatore solo per aumentare la sensazione di coinvolgimento e spettacolarità e invece in questo caso la tecnologia tridimensionale, ha il semplice scopo di rendere ancora più realistico un mondo irreale, di donare la terza dimensione a un'immagine proiettata su di un telo. Sorprendente è anche la performance capture (la tecnica che attraverso dei sensori riesce a catturare i movimenti e le espressioni di un attore e le riporta in digitale come è stato fatto per Gollum ne Il Signore degli Anelli), che riesce a dare vita a personaggi di fantasia incredibilmente realistici e raggiunge livelli talmente alti, che forse per la prima volta non fa rimpiangere il "carne e ossa" e il reale si fonde con il digitale senza riuscire a distinguerne i confini. C'è da dire però, che il livello di recitazione degli attori è piuttosto scadente e non so se li hanno presi apposta per non far notare differenze con il digitale che azi, spesso gli omini blu sono molto più espressivi dei loro attori in carne e ossa che questo Sam Worthington sarà pure belloccio, ma è espressivo come una statua di cera e anche la Sigourney Weaver non è che si sprechi in interpretazioni da Oscar anche se son sicuro che gli Oscar cadranno a pioggia. Insomma, dopo 162 minuti di proiezione, tolgo gli occhiali e le luci in sala si accendono e quello che mi rimane nella testa, è la sensazione di aver visto un film spettacolare, bello, affascinante un overdose di colori e immagini incredibili, ma forse un po' fesso nella trama e nel suo messaggio ecologista e contro la guerra. Avatar è bellissimo si, ed è stato un bagno di emozioni per gli occhi, ma nonostante questo non è riuscito a scaldare il mio cuore, insomma, per fortuna i film non sono tutti in 3D.

14.1.10

Porno: il tabù da sfatare

  
La mia amica Miss non ha mai visto un porno.
Cioè... lo capisco che non è proprio un argomento di quelli che la Regina Elisabetta ne discuterebbe mentre sorseggia il tè a Bukingham Palace, però voglio dire, cavolo, un porno!
Chi non ha visto un porno al giorno d'oggi?
Insomma, non prendetemi per maniaco... ma non sto parlando di aver ascoltato una sinfonia di Mendelssohn che quella voglio dire, chi al giorno d'oggi ascolta ancora Mendelssohn? Sto parlando di porno, che cavolo... cioè, il porno ormai è ovunque e basta farci un po' di attenzione per accorgersene e addirittura possiamo trovare i dvd in edicola accanto alle riviste di nautica e vicino alle copie di Novella Duemila.
Non dico di entrare in un sexy shop e percorrere tutto il negozio passando accanto ai dildo giganti e l'abbigliamento leather, fino ad arrivare al reparto dvd; che io lo capisco che una persona un po' più timida e riservata,  si vergogna di andare alla cassa con una copia de "Il Signore degli Ani" tra le mani. Però cavolo... ormai con internet basta digitare la parola "missionario" e escono fuori delle cose che farebbero vergognare perfino Deborah Caprioglio... e poi mi domando: come si fa a non avere neanche un po' di curiosità di vedere un porno? Ok, probabilmente la mente maschile è differente da quella femminile e magari le donne non si eccitano poi così tanto nel vedere 30 minuti di sfregamento in tutte le posizioni e noi maschi invece siamo più maiali e spesso abbiamo più sangue nel pisello che nella testa e insomma, senza fare la figura di quello malato di sesso come David Duchoviny, vorrei solo sfatare quest'idea che i porno sono cose da sfigato o da maniaco. Andiamo... io piuttosto li metterei nella categoria "intrattenimento" e trovo non ci sia nulla di male nel voler trovare l'eccitazione guardando alla tele altre persone che fanno sesso e del resto, se voglio un po' d'azione mi riguardo i combattimenti di 300; se voglio ridere c'è sempre il dvd de Il Diavolo Veste Prada e se voglio farmelo venire duro ci sono i film porno. Che c'è di male?
Che poi quelli che preferisco, sono i porno che pretendono di avere una storia e allora magari vedi questo ragazzetto che per arrotondare va a consegne le pizze a domicilio e monta in sella allo scooter e suona il campanello di un appartamento e gli apre la porta un maschione mezzo nudo e che ha solo un asciugamano legato in vita perché ovviamente è appena uscito dalla doccia e gli dice di entrare in casa intanto che cerca il portafogli con i soldi e nel giro di un secondo il pizzettaro è in ginocchio a fargli un servizio. No dico... ma a qualcuno è mai successa una cosa del genere? Questi più che porno, dovrebbero chiamarli film di fantascienza.
Che poi... vi ho mai detto di quella volta che sono stato a Madrid e ho incontrato Francesco D'Macho? Ecco, praticamente stavo passeggiando mano nella mano con il mio ragazzo e stavamo tra le viuzze di Chueca e  ci stavamo gustando il panorama e improvvisamente butto un occhio dentro un barbiere e vedo questo tipo muscoloso a cui stanno rasando i capelli e è un attimo che mi parte un flash nella testa e strattono il braccio al mio ragazzo e gli dico emozionato: - Oddio ma quello è Francesco!!! -. Lui mi guarda perplesso
- Chi? -
- Francesco D'Macho, Amò... il pornattore! Ooddio ma c'è pure Damien Crosse!! ...Oddio ho visto tutti i loro film, oddio oddio oddio! -.
Lui prima mi ha guardato perplesso e poi mi ha preso di peso e mi ha trascinato via mentre io cercavo di aggrapparmi con le unghie alla vetrina del barbiere. Quello che è seguito, è stato un interrogatorio tipo faro puntato in faccia e io seduto una stanza vuota e lui che mi chiede come mai conosco quei due porno attori e soprattutto come fatto a riconoscerli dato ormai la mia smemoratezza è diventata proverbiale e ogni volta mi ripresento sedici volte alle stesse persone.
Ecco, evidentemente per certe cose ho più memoria...
...continua

10.1.10

Pausa caffè


C'è questa smania del caffè, che tutti bevono caffè e conosco gente che prende tipo sette caffè al giorno o che addirittura la mattina non riesce a fare cacca se prima non ha bevuto una bella tazza di caffè e poi quelli che a lavoro tra pausa sigaretta e pausa caffè, praticamente si alzano dal tavolo ogni tredici minuti e poi ci sono quelli che quando ti incontrano per strada, ti dicono "Vieni al bar che ti offro un caffè!" e sembrerà assurdo, ma io non bevo caffè e quando lo dico la gente mi guarda come avessi confessato di avere due piselli o roba del genere e dato che pare assurdo al giorno d'oggi non bere caffè, mi chiedono sottovoce se: "Ma sei allergico?". No, ma quale allergia, semplicemente il caffè non mi piace, punto.
Che poi alle volte diventa pure imbarazzante, perché il caffè costa tipo 80 centesimi, mentre invece quando mi offrono qualcosa al bar io rispondo che voglio un succo di frutta, che invece costa tipo 2 euro e per carità, non mandano fallito nessuno, però che ne so, mi fa brutto star lì a dire: - No, grazie, per me niente caffè, prendo una centrifuga di frutta di stagione senza aggiunta di zucchero! - quando potrei dire solamente: - Si grazie, un caffè al vetro! - che farebbe molto più fico e poi io, di questa storia del caffè in tazza e il caffè al vetro, non ci ho mai capito nulla che allora, voglio dire, ma che differenza c'è? In America, oddio... veramente non solo in America, ma in ogni parte del mondo un minimo civilizzato dove le donne non devono fare chilometri con una brocca in testa per raggiungere il pozzo di acqua potabile, esiste lo Starbucks che solo noi in Italia non lo abbiamo vai a capire per quale motivo che anzi, forse il motivo lo posso immaginare che gli italiani sono pigri e voglio prendere il caffè al bar con comodo e non si sognano minimamente di andare in giro con un bicchiere di carta tra le mani che poi, ma lo sapevate che d'inverno a New York vanno tutti in giro con un bicchiere di caffè bollente per tenere calde le mani? Ma questo poco c'entra con la mancata diffusione dello Starbucks in Italia perché se Renzo Rosso è riuscito a vendere i jeans agli americani, allora anche Howard Schultz potrebbe vendere il caffè ai napoletani e invece nulla e uno potrebbe dire: - Ma tu fatti i cazzi tuoi che il caffè neanche lo bevi! - e effettivamente avrebbero ragione, ma allo Starbucks fanno un frullato veramente delizioso ricco di fibre e proteine e... mmmmhhh mio dio, me ne andrei dall'Italia solo per poter far colazione con il Vivanno ogni volta che voglio.
Comunque tornando a monte, rimane il problema del caffè che tutti danno per scontato che la gente beva caffè e invece io non lo bevo e è un po' come rivivere il giorno della mia comunione quando tutte le mamme si erano messe d'accordo di farci mettere la cravatta rossa e invece mia madre per protesta che aveva litigato con non so chi, mi fece mettere la cravatta blu e al momento della foto di gruppo il fotografo mi disse di mettermi dietro a tutti in modo da nascondere la mia cravatta differente e quindi adesso ho questa foto dove si vedono tutti benissimo e io sto coperto tipo per metà.
È strano fare le cose diverse dagli altri anche quando si tratta di una cosa stupida come il caffè.
Che poi il mio non è un partito preso, io il caffè lo ho bevuto una volta.
E' stato il giorno prima dell'esame di maturità e mi serviva di rimanere sveglio per tutta la notte per ripassare il programma, ché io son sempre stato ansioso e avevo deciso che sarei rimasto sveglio tutta la notte per ripassare e allora mi scolai tipo un litro di caffè. E poi ho bevuto il caffè anche un'altra volta, quando a Budapest avevo fatto indigestione di salame ungherese e mi era venuta anche la febbre e per farmi digerire mi fecero bere il caffè con il limone, che è una delle cose più disgustose che la mente umana abbia mai pensato... dopo le caramelle all'anice.
E dunque, dopo tutto questo straparlare di caffè, vi confido che ho dimenticato quale fosse l'argomento principale di cui vi volevo parlare e però, mettiamola in questo modo, adesso sapete che non dovete mai offrirmi una tazza di caffè, voglio dire... son cose interessanti no?

8.1.10

Operazione Marco Dapper



La bilancia segna 91.5Kg.
Ok, forse mi sono leggermente appesantito. Ma proprio una cosina leggera leggera, quasi impercettibile, giusto quel filino di adipe di troppo attorno alla vita che mi ha fatto acquisire una simpatica forma a tronco di cono. Dannazione. E non iniziate con i finti complimenti che non è possibile che ogni volta che dico che sono ingrassato, la gente mi guarda con occhi sbarrati come se avessi appena spinto giù per le scale una vecchietta aggiungendo poi che sto bene e che dove lo vedo il grasso lo so solo io. Appunto, lo so io. Ovvio che non sto dicendo che sono il sosia di Giuliano Ferrara, ci mancherebbe altro, è solo che se prima ero in forma perfetta, adesso sono ugualmente in forma perfetta, ma con la pancia che insorge e come se non bastasse, il mio ragazzo l'altro giorno mi ha guardato aggrottando la fronte e aggiungendo: "…però mi piacevi di più quando eri magro." Coooooosaaa? Inutile dire che poi ha cercato di ritrattare in tutti i modi dicendo che avevo inteso male e che non gli avevo lasciato finire la frase e che ogni giorno che passa ingigantisco sempre di più quello che ha detto e questo forse è vero, ma credo sia un difetto di tutti gli smemorati come me che non ricordando mai nulla, allora si creano una propria realtà nella testa e quindi magari lui ha detto solo "Mariah Carey si è ingrassata..." e io da quella frase ho dedotto che era un modo alla larga per prendere il discorso e dirmi che anche io sono ingrassato e con tutti questi chili non gli piaccio più come una volta e si, bando alle ciance: sono ingrassato. Dannazione. E la cosa brutta è che non capisco come sia potuto accadere dato che sono stato sempre stato attento a non abbinare il Mc Donald's a pranzo con la pizza a cena e poi per tutte le vacanze ho preso il pandoro sempre senza Nutella e quei budini alla vaniglia che amo mangiare la sera davanti alla televisione contengono il 76% di latte che da che mondo è mondo il latte non ha mai fatto male a nessuno che lo bevono addirittura i neonati! Ma ormai è inutile piangere sul latte versato e occorre prendere provvedimenti prima che sia troppo tardi che mi è venuto il viso tondo come una luna piena che ormai nelle foto ho rinunciato a sorridere che se sorrido le mie guance sembrano due nespole che neanche Valeria Marini e poi ho letto su una rivista di moda, che il grasso accumulato sulle guance è quello più difficile da togliere e prima di ritrovarmi a chiamare ai Centri Dimagranti Sobrino, Magri come un grissino, devo rimediare a questa situazione, anche perché adesso, con questo body scanner all'aeroporto, non si più neanche più mascherare il grasso in eccesso sotto un maglione sblusato o una camicia abbondante e dunque; da oggi comincia l'Operazione Marco Dapper che devo arrivare all'estate e avere il suo stesso fisico, occhi verdi a parte è ovvio, che per quelli ormai ci ho rinunciato quando a sedici anni ho provato a schiarirli con l'acqua ossigenata. E poi io sono più alto di Marco e quindi parto avvantagiato che come diceva mia nonna "Altezza è mezza bellezza!" e oltretutto, lui ancora non è arrivato ai trenta e sono proprio curioso di vedere in che modo spegnerà le candeline!
Dunque questi sono gli obiettivi da raggiungere:
1. Perdere peso senza fare eccessive privazioni che io senza mangiare non ci so stare che poi divento nervoso.
2. Tonificare le zone critiche e ammazzarsi di addominali senza affaticarsi troppo che io odio sudare.
Direi che con questa tabella di marcia entro aprile dovrei aver ottenuto già ottimi risultati. Bene inteso, che se anche qualcuno di voi vuole iniziare l'Operazione Marco Dapper insieme a me, io sono ben contento di condividere quest'esperienza e ci rivediamo tra un mese e voglio proprio vedere cosa dice la bilancia che la mia ora segna 91 e mezzo e vediamo tra un mese come sto messo e oggi è l'otto gennaio e riprendiamo questo discorso l'otto febbraio e facciamo il resoconto bilancia alla mano, di chi ha fatto progressi e chi invece deve ancora darci dentro.

6.1.10

München



Ci sono questi nostri due amici londinesi, che ci invitano a trascorrere il capodanno con loro a Monaco di Baviera e io penso subito "...ma che cavolo ci sarà da fare mai a Monaco? che insomma a questo punto potrei proporre anche... che ne so, Campiglia Marittima che fa lo stesso!" e non poco perplesso accettiamo di andare con loro che tanto è sempre meglio che rimanere a Roma e andare alla solita festa in discoteca o a qualche cenone con gli amici dove ognuno porta qualcosa e allora andiamo su internet e prenotiamo nel loro stesso albergo e io già immagino uno dei capodanni più noiosi della storia, che poi persino Wikipedia non sa cosa scrivere di questa città, se non che ci fanno l'Oktoberfest e mi domando cosa diavolo ci sia da fare in gennaio a Monaco, se non morirsi di freddo. Partiamo insieme a due nostri amici italiani e i prezzi dei voli sono troppo alti per i nostri gusti e allora decidiamo di andare in macchina e impieghiamo più o meno lo stesso tempo che avremmo messo per arrivati a New York, ritiro bagagli incluso, però siamo in macchina e questo ci da maggiori libertà e infatti uno dei nostri obiettivi, è quello di andare a visitare quel castello famoso... quello che sembra de La Bella Addormentata Nel Bosco che sta da qualche parte non so bene dove, però chi sa quando ci ricapitiamo quassù e quindi tanto vale farci un salto. Incontriamo i nostri amici inglesi e loro conoscono qui a Monaco due ragazzi tedeschi e non appena li incontriamo ci portano in un pub a bere birra e Monaco è la capitale mondiale della birra e vanta addirittura sette fabbriche tra cui la più famosa è la Hofbräuhaus e allora si comincia ad ordinare un boccale di Hofbräuhaus per tutti e giù a bere come fosse Brio Blu di Rocchetta. Andando in giro per la città, ci rendiamo presto conto, che Monaco è invasa dagli italiani e girando per le vie del centro sembra di stare in Via Del Corso di sabato pomeriggio e ci dicono i nostri nuovi amici tedeschi, che in Germania Monaco è chiamata "la città italiana più a nord" e qualcosa mi dice che non lo dicono con molto orgoglio anche se poi di italiano questa Monaco ha ben poco dato che gli autobus passano in orario e c'è una rete di metropolitana fighissima e insomma, non voglio parlare di queste cose che già mi sono annoiato da solo che è un po' come dire che a Napoli fanno il caffé buono o che Venezia è cara.
  
Capodanno
A capodanno si è tutti amici vai un po' a capire il perché e poco importa se si è italiani o inglesi o americani o tedeschi o belli o brutti, perché a capodanno ci si vuole tutti bene e così mentre ci presentano gli invitati alla festa, sembra di conoscersi già da tanto tempo e si ride e poi gli scherzi e i brindisi con gente di cui non ricorderò il nome e poco importa se qualche volta non riesco a capire quello che dicono e poco importa se parliamo tutti lingue diversi perché il modo per farsi capire si trova sempre e c'è tanta euforia nell'aria, che neanche mi rendo conto che quest'anno non sarà il faccione abbronzato di Carlo Conti ad augurarmi un buon inizio di anno e quando mancano solo due minuti alla mezzanotte, usciamo tutti fuori a fare una sorta di conto alla rovescia e stappiamo bottiglie e siamo tutti a maniche corte nel freddo della notte e poi baci e abbracci e fuochi d'artificio ancora baci e abbracci e baci e ancora baci e a ripensarci adesso è tutto così assurdo e certe cose vanno vissute sul momento senza ragionarci troppo e senza chiedersi del perché di tanta euforia immotivata e tornato a Roma, troverò nella macchinetta delle foto decisamente compromettenti altro che Marrazzo e Brenda e ci divertiamo tutti veramente un sacco e scopro che i tedeschi anziché dire "cin cin" dicono una cosa tipo "prost" e allora alziamo i bicchieri e "Prooost a tuttiiii!!" e ripeterò questa parola per tutta la vacanza che tanto ogni occasione è buona per alzare il boccale di birra e prima di andare via, saluterò tutti e augurerò a tutti buon anno come fossimo amici da sempre, perché a capodanno, le persone sembrano conoscersi da sempre senza un reale motivo.
Cibo e locali
L'indomani la città è deserta e anche noi ci svegliamo tardi con la testa che pulsa ancora e per girare la città fa troppo freddo e così ci rinchiudiamo in un pub per mangiare qualcosa e fortunatamente i nostri nuovi amici tedeschi, ci tengono alla larga da tutti quei locali turistici e ci portano in posti dove i menù sono in tedesco e poi però, devono stare venti minuti a tradurci quello che c'è scritto e non andiamo mai in veri e propri ristoranti, ma ci porteranno sempre i grandi birrerie dove la birra scorre a fiumi e l'odore di crauti e cipolla impregnerà i nostri vestiti. Il Weisses Brauhaus è forse il posto più turistico dove ci portano, ma decisamente ne vale la pena e è a due passi da Marienplatz e dentro si respira un'aria ancora incontaminata e nonostante i tantissimi italiani, ci sono pure molti tedeschi e al tavolo ci serve una cameriera grossa come una botte e con le gote arrossate dal caldo e veste gli abiti tipici della bavaria e io ordino un sostanzioso brodo con una specie di canederlo di fegato e poi un arrosto bagnato nella birra e patate e insalata di cavolo bianco e pure un apfelstrudel con gelato alla vaniglia veramente ottimo e tornato a Roma devo mettermi a dieta. Tra i nostri altri giri, non potevamo non visitare quella che i bavaresi, dicono di essere la birreria più antica del mondo che si chiama Hofbräuhaus e al piano terra si trova il salone più chiassoso e frequentato con l'orchestra bavarese e i camerieri vestiti con gli abiti tipici e lunghe tavolate di legno con boccali di birra di ogni dimensione sopra. Ai piani superiori invece, ci sono i locali più eleganti e una zona ristorante dove si può mangiare in modo decisamente più tranquillo e senza tutto quel chiasso da stadio e tra una bevuta e l'altra, ci dicono che durante l'Oktoberfet, c'è l'usanza di scolari il boccale di birra, quello da un litro, direttamente tutto di un fiato e poi bisogna girarsi il bicchiere sulla testa a dimostrazione di aver finito tutto e una ragazza al nostro tavolo ci prova, ma si arrende neanche a metà e io neanche faccio la finta che tanto lo so che al secondo sorso starei sdraiato a terra che io sono italiano, mica tedesco e al massimo mi posso scolare un litro di cedrata tassoni. Gli altri locali in cui ci portano sono quasi tutti gay e loro sono pieni di locali gay e ci prendiamo una cosa da bere al Kraftakt che è molto carino e il barista mi fa gli occhi dolci e poi ci prendiamo una cosa da bere al Bau e poi andiamo a ballare al NY.Club e poi ancora al Mutch Club dove a sorpresa troviamo uno spettacolo per soli adulti che devo ricordarmi di cancellare quelle foto quando le mostrerò a mia madre.
 


Marienplatz
Andiamo a dormire che sta cominciando a nevicare e l'indomani ci svegliamo che è tutto bianco e ci pare l'occasione giusta per salire sullo stretto campanile della St. Peter's Church dalla quale si può ammirare un bel panorama della città e della sottostante Marienplatz e il passaggio per arrivare in cima è talmente stretto che quando incontriamo o le persone che stanno scendendo, bisogna fermarsi e mettersi da un lato per farle passare e quando usciamo nevica e fa freddo e i tetti imbiancati sono uno spettacolo.
  
Pinakothek Der Moderne
La Pinakothek Der Moderne, è il più grande museo di arte moderna e contemporanea della Germania costruito su progetto di Stephan Braunfels nel 2002 e all'interno del suo enorme edificio in cemento bianco, si trovano opere di Picasso come anche di Matisse, ma ad attirare la nostra attenzione è la sezione dedicata al design o gli artisti contemporanei come Andy Warhol o i suggestivi neon di Dan Flavin già visti anche a New York e ormai andare per musei di arte moderna e contemporanea è diventato un vero rito anche perché ci tengono molto più svegli degli spesso noiosi musei storici o folcloristici con tutti i coccetti o i quadri delle famiglie reali tutti simili tra loro e quindi in ogni città che andiamo alla ricerca dei musei di arte contemporanea dove magari non capiamo nulla, ma almeno ci divertiamo e poi devo pur riportare un po' di foto con cose culturali che sennò a mia madre faccio vedere solo le foto dei locali e questo non è bene.

Schloss Neuschwanstein
A quasi due ore di macchina da Monaco, arriviamo al fiabesco Schloss Neuschwanstein che io ancora oggi non ho capito come si pronuncia e quindi per comodità chiamerò più semplicemente, il Castello di Ludovico II. La guida ci dice che questo è il monumento più visitato della Germania e che è stato addirittura proposto per le nuove sette meraviglie del mondo moderno e effettivamente la sua posizione è incredibilmente spettacolare ai piedi di una montagna e poco distante dal lago, completamente immerso nella foresta e poco vicino ad una cascata e i racconti vorrebbero che addirittura Walt Disney ne prese ispirazione per disegnare i castelli de La Bella Addormentata nel Bosco e Cenerentola e a me però nessuno aveva detto che per raggiungerlo bisogna arrampicarsi per circa 25 minuti nel bosco e io che credevo di arrivare in macchina davanti al portone ho messo ai piedi, solo un paio di All Star di tela che fossi andato in infradito tra la neve sarebbe stato uguale. Sfortunatamente quando arriviamo, le visite alle stanze interne del castello sono ormai ultimate (in inverno fanno un po' degli orari del cazzo), ma i nostri amici tedeschi ci confideranno poi, che non ci siamo persi nulla di speciale, perché il vero spettacolo è vederlo da fuori dato che aLudovico II finirono i soldi prima di ultimare l'interno e quindi molte stanze sono incompiute e effettivamente, facendo una ricerca su google, degli interni trovo pochissime immagini e dato che non possiamo visitarlo internamente, ci accontentiamo di fotografarlo da di fuori addentrandoci tra la neve fino al vicino ponte di Marienbrücke che pare un po' il ponte di Indiana Jones dato che sormonta una gola profonda 90 metri e è fatto tutto di legno e scricchiola ad ogni passo, però da qui si gode una vista veramente unica che ci fa dimenticare qualunque altra cosa e quasi quasi, non sento neanche più freddo.