31.12.10

Sono a Colonia per capodanno


Dunque... se state leggendo questo post, è perché sono troppo intelligente e sono riuscito a programmarlo e capirete bene che non sono a Roma a perder tempo davanti ad internet, ma che piuttosto sono in giro per il mondo a bighellonare e sperperare danari faticosamente guadagnati e più precisamente sono a Colonia che in tedesco si scrive Köln e per chi non lo sapesse Colonia si trova sulla cartina della Germania un po' in alto a sinistra, quasi al confine con l'Olanda e il Belgio e poi sappiamo tutti che Colonia è famosa per la sua Acqua di Colonia e mia zia mi ha ripetuto più o meno sessantacinque volte di andare al numero 4711 di Glockengasse dove si può comprare l'unica e inimitabile Original Eau de Cologne e ora (che rimanga tra noi), ma io quest'Acqua di Colonia l'ho annusata e sinceramente odora proprio di vecchio eddaje! e del resto se questi non cambiano ricetta dal lontano 1792, come pretendono di essere competitivi sul mercato quando abbiamo D&G e Calvin Klein che sfornano fragranze come fossero pizzette e perfino Beyoncé si è messa a fare profumi?! e comunque se vai in vacanza a Colonia un salto in questa fabbrica storica bisogna farlo per forza e infatti anche io tornerò con un po' di foto del palazzo e poi andrò anche a visitare la chiesa gotica più grande del Nord-Europa e pare anche che al suo interno siano custodite le reliquie dei Re Magi (mica cazzi! allora bisogna andarci per forza...) e poi spero anche di imbucarmi a qualche party super-mega fighissimo perché non ho intenzione di passare il capodanno giocando a tombola e ho messo in valigia anche lo smanicato quello che mi piace tanto e mi sta proprio bene e ho intenzione di metterlo proprio per la notte di capodanno e spero solo non faccia troppo freddo, anche perché ho perso i guanti di lana e non vorrei congelarmi le mani e leggo sulla guida che a Colonia c'è un museo dedicato alla cioccolata e però lì non voglio andarci, ché con tutte le schifezze che ho mangiato in questi giorni, mi ci manca solo la cioccolata di Colonia e poi veramente sono pronto per le taglie forti.
Insomma, io torno il 3 gennaio e intanto auguro buon capodanno a tutti.
Ecco.
Ci risentiamo appena torno...!

29.12.10

Coming Out reloaded


Certo che sono strani forte i casi della vita.
Non so neanche se ti ricordi di me, il solito ragazzo di 21 anni (ora 22) che ti chiedeva consigli per mail. Dall'ultima volta che ti ho scritto sarà passato almeno un anno. Un periodo che mi sembra infinito se penso a chi ero allora e a come sono cambiato.
Alla fine sai ci sono riuscito.
Ho parlato con mia madre e le ho detto della mia omosessualità.
Anche se ha avuto un momentaneo ripensamento, poi ha capito ed è riuscita a ripartire da questo per cercare tra di noi un rapporto più vicino.
Quello che ho capito io invece, è che per trovare la forza per essere sé stessi non serve a niente scappare lontano, né tanto meno attraversare un intero oceano. Per alcuni mesi infatti sono andato a vivere negli Stati Uniti, a Boston, credendo che lì sarebbe stato in qualche modo più facile. Ma dove vai vai le paure sono sempre le stesse. Inizio ora a capire che le uniche cose che contano veramente, sono le persone che hai intorno e il riuscire a trovare nelle amicizie autentiche la serenità di vivere liberamente. [...]
F.



F. mi aveva scritto lo scorso anno. Aveva 21 anni e forse è stato il primo tra i miei lettori a chiedermi un consiglio. Che poi onestamente, la prima cosa che ho pensato leggendo la sua email e stata: - Ma questo sarà mica pazzo a chiedere consiglio a me che sono più incasinato di lui? -.
Cioè, uno se lo domanda come sia possibile che si rivolgano proprio a te e ti fa strano pensare che qualcuno ti prenda come esempio e quindi stai lì a domandarti perché non si sia rivolti ad un amico o ad un fratello o che ne so io a chi altro. Poi però pensi al fatto che tu sei stato incasinato prima di lui e magari hai avuto le stesse confusioni in testa e poi forse certe cose è meglio confidarle ad uno sconosciuto e allora ecco che forse diventi la persona adatta a dare consigli e allora prendi il computer e provi a rispondergli e però scopri che non sei tanto capace a dare consigli e che hai paura di sbagliare o fare la figura del fesso e allora l'unica cosa che puoi fare, è parlargli come fosse un vecchio amico e raccontargli la tua esperienza e poi aggiungi alla fine: - Ecco, questo è quello che mi è successo e magari non te ne frega nulla, ma magri invece ci trovi qualcosa di utile. Anche se non so cosa... -.
Ebbene, io di questo F. non avevo avuto più notizie e del resto non è che mi aspettassi un resoconto dettagliato della sua vita minuto per minuto e poi invece succede che mi arriva quest'altra email e mi dice che è andato a vivere in una nuova città e ha ripreso gli studi e anche mio fratello ha deciso di andare a studiare in quella stessa città e addirittura è la stessa facoltà e per giunta lo stesso corso di studio e i due si sono scambiati i contatti di Facebook e poi F. vede la mia fotografia tra gli amici di mio fratello e scoprono di avere in comune qualcosa che non avrebbero mai immaginato.
Assurdo.
E così mi ritrovo questa nuova email e probabilmente è molto più forte l'entusiasmo di raccontare questa coincidenza di aver trovato mio fratello nella sua stessa facoltà, piuttosto che l'esigenza di raccontarmi veramente qualcosa di personale e infatti in queste poche righe non mi spiega molto della sua vita, ma in qualche modo riesco a capire che è venuto fuori da un periodo non troppo felice e probabilmente capisco di lui molto di più di quanto non volesse lasciar intendere.
Non lo so, e forse sto esagerando, ma mi pare di capire che F. sia finalmente sereno.
Ebbene, preparatevi perché sto per dire una di quelle frasi da Miss Italia, di quelle talmente banali che si posso dire solo con uno scettro in mano e la fascia di Miss Sorriso al collo e però rimango colpito dal bagaglio di esperienze che F. è riuscito a fare in solo un anno e se nella sua prima email le sue parole sembravano confuse e impaurite, adesso sono contento che possa condividere con noi la sua bella esperienza di vita e ecco, probabilmente è vero... possiamo scappare lontano dai problemi o girare il mondo in cerca di esperienze nuove o magari rimanere fermi e aspettare che succeda qualcosa; ma in fin dei conti la serenità è una cosa che dobbiamo cercare dentro di noi e non la incontreremo per strada e non la compreremo con nessuna somma di denaro; ma semplicemente un giorno ci sveglieremo e capiremo che la nostra felicità, va di pari passo con la nostra capacità di essere noi stessi.

28.12.10

Coming Out


Alcuni di voi lettori più fidati avranno già letto queste righe, che avevo però perse durante il copia/incolla tra vecchio e nuovo blog. Approfitto oggi, per ripubblicare questo post riguardante il coming out; perché a distanza di poco più di un anno quel ragazzo di 21 anni (ora 22) è tornato a scrivermi, per raccontarmi come è andato il sui di coming out... ma di questo parleremo domani. 

Caro Lord,
sono un ragazzo di 21anni. Da qualche tempo ho scoperto il tuo blog, quasi per caso. [...] Volevo sapere come (e se) hai fatto coming out con i tuoi genitori, quando hai pensato che fosse il momento giusto e se c’è stato qualcosa in particolare che ti ha dato il coraggio (che a me manca) per farlo. Sono in pochissimi le persone a cui l’ho detto e il fatto di dover sempre portare una maschera con tutti mi fa temere che prima o poi non rimarrà più niente dietro, che non sarò più in grado di essere me stesso. Non riesco a vivere apertamente quello che sono, tanto che non ho neanche mai avuto un ragazzo. A volte penso che forse il prima passo per aprirmi veramente sarebbe quello di dirlo ai mie genitori e smettere di dover fingere proprio con chi mi sento più al sicuro. Chiedo a te per sapere la tua esperienza e magari capire cosa fare.
Ti ringrazio
F.

Da bambino avevo in cima al letto un quadretto raffigurante l'Arcangelo Gabriele. Mamma mi faceva mettere le manine giunte e mi faceva dire la preghiera della buona notte e io pregavo sottovoce di avere dei morbidi boccoli biondi che ricadevano sulle spalle e i gli occhi azzurri luminosi come quelli dell'Arcangelo Gabriele e poi volevo non essere così timido e volevo non diventare paonazzo ogni volta che parlavo in pubblico. Queste era quello che volevo a sette anni e tutte le notti pregavo si avverasse e se mi avessero chiesto di scegliere tra essere gay o essere etero, avrei risposto che non mi interessava. Cioè, probabilmente prima avrei domandato cosa significava essere gay, ma poi sicuramente avrei risposto che non era importante... perché io volevo essere solo biondo e sicuro di me!
Alla fine le mie preghiere non sono state esaudite: sono moro, occhi marroni, simpatico, ma divento ancora rosso quando parlo in pubblico. E ah!, quasi dimenticavo, sono gay. Cioè, detta in questo modo sembra che nulla è andato come sognavo da bambino e invece non cambierei nulla di me. Certo, ora dico queste cose perché ho raggiunto una certa maturità interiore, ma a dire il vero sono arrivato a questa consapevolezza mediante una serie abbastanza rovinosa di storie con ragazze e una serie di schiarenti per capelli piuttosto fallimentari (non fidatevi mai della Lozione Dr. Schultz, vi fa i capelli rossicci!).
Ovviamente questa mia presa di coscienza, è stato un percorso graduale e molto naturale; ché uno non si può mica svegliare la mattina e capire tutto d'improvviso, magari mentre sta facendo colazione davanti ad una tazza di latte.
Molti ragazzi che conosco hanno fatto le loro prime esperienze quando erano ancora giovani e magari guardando il compagnuccio di scuola o toccando l'amichetto del quartiere e io invece son sempre stato un po' tonto e ho capito che era arrivato il mio momento solo a vent'anni; così mi son fatto coraggio e sono uscito con il mio primo ragazzo. O meglio, forse dovrei direi che lui ci ha provato spudoratamente con me e che se non fosse stato per lui starei ancora a giocare con le macchinine, ma non vorrei sembrarvi troppo sfigato.
Finalmente ero riuscito ad avere il mio primo appuntamento con una persona che si faceva la barba proprio come me, ma non mi sentivo strano e il nostro incontro è stato quanto di più normale si possa immaginare. Andammo ad un cinema e poi lo accompagnai fino al portone e lui: - Vuoi salire ti faccio vedere casa? - e io salgo con il cuore che mi batte a mille e ci sdraiamo sul letto e ci baciamo.
Cioè, molti magari sarebbero andati in panico e invece sarà stato per la mia superficialità, ma io non mi sono fatto nessuna pippa mentale della serie - Oddio che ho fatto! -. Quel bacio non mi fece minimamente preoccupare. Fu un bacio sincero e questo era quello che importava, perché a me lui piaceva veramente.
All'inizio la nostra fu una relazione segreta che faceva molto Dawson's Creek, ma quando venne il momento non ci fu nessun annuncio del tipo - Mettetevi seduti perché devo dirvi una cosa importante... -. I primi ad essere informati furono gli amici più stretti e per altri non dissi proprio nulla e semplicemente nelle nostre uscite di gruppo comparve anche "lui" e piano piano tutti capirono senza bisogno di fare comunicati stampa. Ok, adesso non voglio fare quello troppo moderno e che ha avuto tutta la strada in discesa, perché qualche imbarazzo ce lo ho avuto anche io e soprattutto con le persone che mi avevano visto precedentemente con delle ragazze e poi ci sono tutti quelli che - Ma non prendermi in giro, ma quale gay...! - che allora ti costringono a dare spiegazioni e ti mettono a disagio perché, se ti dico che sono gay, è perché sono gay che cavolo! se avessi voluto fare una battuta, avrei raccontato una barzelletta sui carabinieri.
Che poi, ora mi dispiace denigrare la categoria, ma le donne sono le vincitrici del premio "risposta a cazzo di cane" che ancora oggi quando dico che sono gay, una buona percentuale risponde dicendo: - Che spreco... - oppure - Sono sempre i migliori che se ne vanno... - ma le migliori sono quelle che dicono - Se cambi idea fammi un fischio che io una ripassata te la do volentieri! -. Mettiti pure l'anima in pace perché non c'è trippa pe' gatti.
Dirlo agli amici in fin dei conti è una passeggiata. Il vero scoglio è confessarlo ai genitori. Sì, perché a mio fratello bastava portare una ragazza a pranzo la domenica e già si parlava di matrimonio e mia madre tirava fuori il servizio di bicchieri di cristallo di Boemia e iniziava a parlare con quella voce impostata da annunciatrice televisiva e io invece ho portato a casa il Tarqui un milione di volte e abbiamo sempre pranzato con i bicchieri della cucina.
Non so quale sia il modo migliore per dirlo ai propri genitori.
Non so se esiste un momento migliore e se è meglio fargli prima scolare una bottiglia di Veuve Clicquot. So solo che dopo essere stato due anni con un ragazzo e poi altri due con un altro, ero stufo di inventare stronzate. Volevo essere sincero. Volevo fare chiarezza. Non farò l'ipocrita dicendo che volevo dirgli la verità per non tagliarli fuori dalla mia vita o altre frasi fasulle. Io volevo dirglielo per me stesso, per essere più sereno e per non vivere con l'ansia di essere scoperto.
Questo ovviamente in teoria, perché la pratica è sempre più complicata.
Ogni giorno avrei voluto tirare fuori l'argomento e ogni giorno trovavo una scusa per non farlo. Quando mio padre mi comprò un set di lenzuola ghepardate dicendo - So che a te queste cose piacciono... -, ho avuto come l'impressione mi stesse dicendo qualcosa di più... come se sotto sotto mi stesse facendo l'occhiolino e dicendo tra le righe: - Ti ho visto mentre cantavi Shania Twain e stai tranquillo, sono fiero di te e amerò per sempre! -. In verità la situazione era molto più semplice e aveva solo trovato un copriletto in offerta al discount.
Dunque, vi starete domandando: - E allora come lo hai detto ai tuoi genitori?! -. Ebbene, mi sarebbe piaciuto prendere il coraggio a due mani e fargli la confessione guardandoli dritti negli occhi, ma invece sono stato un codardo e non ho mai detto nulla, perché per quanto si possa essere sinceri e onesti con se stessi, cazzarola, loro sono i genitori! E se mi sbattono fuori di casa? Se dicono che non vogliono avere più nulla a che fare con me? E se a mio padre prende un infarto e lo uccido dicendogli che sono gay? Certe situazioni le viviamo nella nostra testa un milione di volte e sempre in maniera differente e una volta li vediamo mentre si mettono a piangere e un'altra volta immaginiamo rispondere che lo hanno sempre saputo e però non sappiamo come andrà a finire, fin quando non ci ritroviamo a vivere quella situazione e io sono stato così codardo, che non ho mai detto nulla, ma ho aspettato che lo scoprissero da soli. 
Fu imbarazzante e mio padre che mi fece un sacco di domande e alcune furono ingenue e altre invece più tecniche e per tutta la durata della nostra discussione il suo sguardo rimase sempre serio e un po' triste e poi fu la volta di parlare con mia madre e le sue domande furono diverse, ma anche queste preoccupate e cupe.
Ormai son passati diversi anni dall'accaduto e il mio ragazzo è diventato ormai uno di famiglia e tutti lo trovano simpatico e intelligente e non poteva essere altrimenti, perché io mica mi sono preso il primo scemetto che ho raccattato per strada.
Insomma, tutto questo per dire che probabilmente non esiste un modo giusto per dire ai propri genitori di essere gay e probabilmente quella del rivelarsi non è neanche la strada obbligata da percorrere. Io sentivo che dovevo dirlo e sentivo che essere sincero mi avrebbe reso felice e dicendolo mi sono tolto un peso enorme dal cuore e ho iniziato a vivere più tranquillamente e certe volte mi domando se non abbia trasferito sui miei genitori quel peso che un tempo era sulle mie spalle e forse sono stato egoista e forse ho pensato solo alla mia felicità; però ho trent'anni e sono fiero di quello che sono e non mi vergogno per le scelte che ho fatto e che continuo a fare ogni giorno.
Ecco... sapete che vi dico? Che finalmente ho capito che io di me non cambierei proprio nulla e che mi piaccio così come sono e sono felice proprio perché sono fatto in questo modo. Bhe, tranne per il colore dei capelli; i ricci biondi quelli ancora li vorrei...

27.12.10

Equilibrium


Equilibrium è uscito nel 2002, ma l'ho rispolverato per un tranquillo pomeriggio home-video. In Equilibrium la storia si svolge in un futuro non troppo lontano e c'è una società assoggettata da un leader che parla in nome di un bene maggiore e il protagonista è un pallido Christian Bale che indossa un cappotto scuro con collo alla coreana e compie rocambolesche evoluzioni schivando proiettili e annientando guardie tutte simili tra loro. Insomma, la mente corre inevitabilmente verso Matrix e infatti quando nel 2002 esce questa pellicola, passa praticamente inosservata proprio perché tutto il mondo è in fremito per il seguito del film dei fratelli Wachowski che sarebbe uscito di lì a poco e che stava avendo una campagna pubblicitaria martellante e spettacolare.
In verità questo Equilibrium ha degli evidenti punti in comune con Matrix anche se poi se ne discosta nei contenuti e però il problema principale è che ricorda anche altri film come Fahrenheit 451 o Minority Report (uscio nello stesso anno) o il più romantico Gattaca. Anzi, diciamo che mischiando insieme tutti questi film esce fuori Equilibrium e questo non è proprio un bene perché a nessuno va di vedere un film con la sensazione di averlo visto già sei volte.
Che poi, non so se la cosa sia voluta o meno, ma per essere un film del 2002 sembra incredibilmente indietro dal punto di vista di effetti speciali e si respira un'atmosfera da film degli anni sessanta, ma nel senso che pare proprio girato negli anni '60. Intendiamoci, il film non è brutto, anzi, forse questo suo essere depurato dagli eccessi della computer grafica lo rende nostalgico e godibilissimo e non c'è traccia quindi del bullet-time che nel primo Matrix faceva gridare al miracolo, ma che nel secondo e terzo capitolo sembrava già vecchio e noioso e tutto ruota attorno al personaggio di Christian Bale che è sempre un ottimo attore e è pure un gran bel vedere e molti degli esterni sono stati girati a Roma nel quartiere dell'EUR, dal quale hanno preso i suoi edifici lineare e privi di qualunque orpello e con una totale assenza di colori che si fonde benissimo con il tema del film che è quello del "reato di emozione" e il liberarsi dal fardello di sentimenti come odio e amore.
Insomma, questo Equilibrium è un film da recuperare o possiamo farne tranquillamente a meno?
Ecco, io lo ho visto nel pomeriggio uggioso del 26 dicembre e secondo me una possibilità possiamo dargliela. Equilibrium è un film di fantascienza sofisticato e che non vuole confondersi con le solite pellicole fracassone che devono stupire a tutti i costi con esplosioni e inseguimenti mozzafiato, Equilibrium è un film fatto di sguardi, che però non disdegna i combattimenti corpo a corpo degni di film di arti marziali alla Kill Bill; però manca di quel passo in più che non lo renderà mai paragonabile al ben più profondo Fahrenheit 451.

23.12.10

Le mille sfaccettature del natale


In questi giorni mi sento oberato di cose da fare. Ovviamente non so cosa significhi oberato, ma ho sentito questa parola in televisione e la pronunciavano con fare intellettuale e quindi ho deciso di usarla pure io, giusto per darmi un tono.
Il fatto è che  a lavoro sto facendo i salti mortali per chiudere cantieri e pratiche e scartoffie varie che vanno consegnate prima della nascita del Bambino Gesù e poi ci sono i regali da fare al parentame e mi sono rimasti sul groppone ancora i miei due fratelli (ma sono sicuro che con un po' di calma e sangue freddo domani risolverò anche questa) e poi ci sono le telefonate da fare ai clienti sbadati che si sono dimenticati di pagare le fatture e poi un sacco di cazzi per il culo (perdonate il termine) che vanno risolti il prima possibile e mentre tutti i miei amici comprano allegramente panettoni e torroni sputtanandosi la tredicesima, io invece la tredicesima neanche so cosa sia e anzi, oltretutto devo pure pagare la cassa degli Architetti entro il 31 dicembre (e vi assicuro che non sono due spicci) e certe volte penso che se avessi fatto il commesso all'Oviesse sotto casa, probabilmente avrei avuto un sacco di pensieri in meno, porcaputtana, ecco.
Che poi giuro che in questi giorni di caos mi son venuti in mente un sacco di cose che avrei voluto condividere con qualcuno e invece sono solamente corso da una parte all'altra della città e quindi ecco che ve li sbatto tutti qui, in maniera confusionaria e però spero siano un minimo motivo di riflessione per qualcuno, cioè, almeno a me hanno fatto riflettere.

Le Air Jordan 1 Anodized Armour che avevo inserito nella lista dei regali di natale, sono arrivate in tempi di record. Quelli della Nike avevano detto 3 giorni lavorativi e tre giorni sono stati e il tipo dell'UPS era anche un po' incazzato perché era passato di mattina e noi non eravamo in casa e lui aveva molte cose da fare e gli faceva fatica tornare nel pomeriggio. Ovviamente quando ho aperto la scatola gli occhi mi si sono illuminati e non per modo di dire, ma perché queste scarpe sono talmente lucenti e cromate che neanche la vernice metallizzata di una Porsche Cayenne. Comunque sono assolutamente favolose. Certo, sono dure e scomode come le scarpette di cristallo di Cenerentola, però confido nel fatto che portandole anche per casa, pian piano si ammorbidiranno. Ovvio che non le metterò mai per fare la Maratona di New York perché tornerei a quattro zampe dal dolore. Però sono belle e questo è quello che conta, cioè, il dolore si può sopportare, un brutto paio di scarpe... quello no.

Un mio collega è testimone di geova. Questo significa che lui non festeggia il natale perché per loro Nostro Signore non è mai nato. Quindi niente albero e niente luci colorate e niente di niente. Però mi sa che il Panettone se lo mangia. Cioè, dovrei chiederglielo, però non credo che ci siano restrizioni da questo punto di vista. E comunque mi fa strano che mentre tutto il mondo impazzisce alla ricerca di un regalo dell'ultima ora, loro rimangono impassibili a guardare dall'esterno senza essere coinvolti. E comunque se non sbaglio i testimoni di geova non festeggiano neanche il compleanno, che se permettete è anche peggio di non festeggiare il natale.

Non faccio il presepe più o meno da quando avevo tredici anni. E dire che una volta mi ci impegnavo tanto tra cartone e gesso e pennelli e muschio e luci colorate e i miei presepi erano senza ombra di dubbio i più belli del reame che ho sempre pensato avrebbero dovuto vincere un premio per quanto erano belli. Nascondevo Gesù Bambino sotto un mucchietto di muschio e il ventiquattro notte lo tiravo fuori e lo mettevo dentro la sua mangiatoia e poi i Re magi che si avvicinavano piano piano un passino alla volta e poi dritti davanti al Bambinello nel giorno dell'Epifania. Quando sei bambino queste cose sono divertenti e le fai senza pensarci e non ti preoccupi del fatto che  Nazareth non ci sono le montagne con il muschio e gli alberi di ulivo e il fiume che scorre e il laghetto gelato con le paperelle che scorrazzano allegre. Succede poi che cresci e un po' per mancanza di tempo e un po' per mancanza di fede (soprattutto la mancanza di fede), quel presepe ti sembra sempre di più una mascherata e arriva il giorno che tiri giù lo scatolone del natale e però prendi solo l'albero lasciando chiuse nella plastica quelle statuine del presepe, come fossero un paio di scarpe ormai troppo strette.

Il mio amico che per ragioni di privacy chiameremo Vincenzina, ha detto ai genitori che è finocchio. A quanto pare loro non l'hanno presa molto bene. A dire il vero, non conosco bene tutti i dettagli della discussione e non so come si sono svolte le modalità del - Cari mamma e papà, volevo dirvi che mi piace il cetriolo...! - però a quanto pare la loro risposta è stata che si vergognano di avere un figlio così. Bastardi. Figuriamoci cosa succederebbe se sapessero che alla sorella di Vincenzina piace leccare la batuffola. Il fatto è, che secondo me Vincenzina ha fatto bene ad essere sincero con i propri genitori e certe decisioni vanno prese egoisticamente e senza pensare a cosa diranno e come reagiranno gli altri. La nostra serenità va messa al primo posto e se questa collide con quella dei nostri genitori, bhè, è una cosa molto brutta, ma non possiamo essere diversi per questo. Vincenzina probabilmente passerà un natale non troppo tranquillo e quell'atmosfera di felicità e spensieratezza che ci aspettiamo da questi giorni di festa, quasi sicuramente verrà meno e però io sono fermamente convinto che abbia fatto bene.

Il mio amico di cui non è importante dire il nome, ha perso la mamma due giorni fa. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.

Tra i miei amici c'è quest'ansia del capodanno che appena ti vedono ti chiedono - E tu cosa fai a capodanno? -  e con questa smania del fare sempre qualcosa e ad ogni costo, ho come l'impressione che godersi il presente stia diventando sempre più complicato e io non ho mai capito per quale motivo uno a capodanno deve per forza imbucarsi in qualche festa super fighissima o andare a ballare fino alle sei del mattino e se invece fai una cosa tranquilla magari a cena con due amici, alla fine fai sempre la figura dello sfigato. Noi abbiamo deciso di evadere dal caos capitolino e chiuderci anche quest'anno in una città del nord fredda e coperta dalla neve, dove la gente beve birra per scaldarsi e mangia cipolla nelle zuppe fumanti. Sì, sì, tutto fighissimo lo so; però ve lo dico sinceramente, adesso avrei solo voglia di stare sotto il piumone per una giornata intera, il mio fidanzato al fianco a farci le coccole che con tutta questa frenesia del fare non riusciamo a ritagliarci una giornata per noi da non so quanto tempo... ecco.

Anche quest'anno il collega di blog Kblog.it ha realizzato il suo presepe dei blogger assegnando ad ogni personaggio tipico, il volto di un personaggio più o meno noto e quindi abbiamo la Madonna che è interpretata da Gianna Nannini (mamma a 54 anni) o per esempio Lorella Cuccarini che fa la parte della stella cadente (anche se adesso è stata rispolverata non si capisce per quale motivo dalla RAI, ma comunque sempre cadente rimane). Lo scopo è quello di adottare un personaggio e magari con questo pretesto conoscere anche qualche blog nuovo e io mi sono aggiudicato Fabio Fazio che interpreta l'angelo dell'annunciazione. Ecco, con la sua trasmissione direi che può essere eletto personaggio televisivo dell'anno o quantomeno l'unico che ha proposto qualcosa di nuovo in un panorama fatto sempre e solo dalla solita solfa trita e ritrita.

21.12.10

Regali di Natale 2010 #2

Perfettamente cosciente del fatto che non riceverò nessuno dei regali elencati, io continuo ugualmente a pubblicare le mie liste. Il fato è che mi vengono in mente le cose e poi però, se non le metto nero su bianco, finisce che me le dimentico e quindi prendete questo post non come una letterina a Babbo Natale, ma come un promemoria personale di oggetti che prima o poi devo comprare.

Protect Your Largest Organ
Le t-shirt Protect Your Largest Organ o quelle Protect The Skin You're In vanno in giro ormai dal 2006, quando Victoria Beckham si mise a nudo per la campagna a favore della ricerca sul cancro della pelle (quest'anno è stata la modella Rinka a spogliarsi). Inutile dire che voglio la tee perché è per una giusta causa e non perché è fighissima (...no, no). Si trovano solo negli store Marc by Marc Jacobs e qui a Roma non lo abbiamo: qualcuno che me la porta da Londra, Parigi o Milano?

Bose® SoundDock® Series II
Così almeno prendo le casse che ho qui a casa e le porto a lavoro, ché almeno smetto di ascoltare sempre e solo gli stessi cd che ormai ho imparato a memoria pure quando prendono fiato. E qui a casa invece ci metto queste di casse nuove che io senza musica non ci so stare e soprattutto senza musica non riesco a scegliere i vestiti prima di uscire.



CD Roll - Ycami
Porta cd da muro ruotante, realizzato in alluminio anodizzato e plastica trasparente. La versione più grande contiene 240 cd e ha un diametro un metro e venti. Ecco, secondo me è proprio fico ed è un oggetto moderno e che arreda con funzionalità; però mi manca una parete libera per appenderlo e poi, detta tra noi, io 1200 euro per 'sto coso non ce le spenderei mai.


ObyO - tank top - Jeremy Scott
A me le canottiere stanno da paura. Nel senso, ho le spalle larghe e pure uno straccio da spolvero farebbe figura messo a dosso a me (questo tanto per incensarsi il capo 5 minuti), figuriamoci come mi starebbe una tank by Jeremy Scott tutta tempestata di borchie metalliche (o non so di che materiale sono fatte) che rivisita alla perfezione il mito della maglia da basket. Amore a prima vista.




Chuck Palahnuk - Senza Veli
Palahniuk è un genio. Il solo fatto di aver scritto Fight Club me lo fa stimare per sempre. Però lui un anno sforna un capolavoro e l'anno dopo scrive una vaccata. Dei suoi ultimi lavori, "Rabbia" era du' palle, "Gang Bang" molto fico, "Pigmeo" brutto e quindi questo "Senza Veli" deve essere bello per forza. La trama è quella di una stella di Hollywood che inizia ad invecchiare e vede sfumare il suo successo e incontra un uomo molto giovane che le cambierà la vita. Praticamente la storia di Antonella Clerici.


Kanye West - My Beatuiful...
Kanye non è di certo simpatico. Anzi, è uno spocchioso, petulante e polemico figlio di puttana. Però lui non è un cabarettista e non deve far ridere; Kanye è un musicista e la sua musica la sa fare molto bene. My Beautiful Dark Twisted Fantasy è il suo quinto album e adesso che la sua bravura è ormai universalmente riconosciuta, si permette di fare un disco con la puzza sotto il naso, ma del quale vi parlerò più avanti. Lo voglio.


Hollister - Marina Park
Ok, lo so che quella delle camicie a quadri è solo una moda passeggera e che tra qualche mese ne farò stracci da spolvero, però a me questo look Twin Peaks con le punte degli abeti scosse dal vento e la nebbia che risale dalle colline, piace proprio un casino. Cioè, che poi la gente mi dice che sembro un boscaiolo e magari pensano di prendermi in giro e invece io sono contento perché è proprio il look al quale mi ispiro. Ecco.

17.12.10

Neve a Roma

Oh, comunque a Roma nevica.
Ecco, lo so che mezza Italia è coperta di bianco, però qui non ci siamo abituati e quindi ci pare una cosa strana e stiamo alla finestra a guardare i fiocchi che cadono.

Aggiornamento delle 15:18.
Ok, ok, abbiamo scherzato, è arrivata la pioggia e ha portato via tutto. Adesso rimane solo fanghiglia e tanto freddo.

Foto Repubblica.it (Franceschi)

15.12.10

Mariah Carey - Merry Christmas II You


Ok, ho resistito fino ad oggi però il richiamo delle feste natalizie e tutte queste sue esibizioni che si moltiplicano nella televisione americana come i brufoli sul viso di un adolescente, mi impongono di cessare il mio silenzio: devo parlarvi di questo secondo album natalizio di Mariah Carey.
Il rischio di proporre un album "fotocopia" era ovviamente alto, anche perché il precedente lavoro dal semplice titolo Merry Christmas (nonostante adesso si trovi nei cestoni "tutto a un'euro"), rimane comunque l'album natalizio più venduto della storia e fare paragoni tra questi due dischi è praticamente inevitabile. Quando hanno annunciato l'uscita di Merry Christmas II You, in molti hanno storto la bocca e nessuno sentiva il bisogno di ascoltare nuovamente campanelline e cori dei bambini e poi lei vestita di rosso che sorride alle renne e fa acuti fotonici. Il fatto è che Merry Christmas, quello targato 1994 intendo, era un album veramente delizioso; ovviamente non è un disco che ascolterei in macchina a ferragosto mentre vado al mare, però è un prodotto molto ben confezionato e non dimentichiamo che contiene al suo interno alcune perle come la famosissima All I Want For Christmas Is You, che non è solo una canzone di Natale, ma lei è il Natale!
Capite bene che noi fan di Mariah aspettavamo questo album con ardore, ma anche tanta paura. E invece devo dire che la ormai giunonica Mimì non ha deluso le aspettative e non è rimasta delusa neanche lei perché il disco è zompato in testa alle classifiche facendole guadagnare un bel po' di soldi e di credibilità. L'album è stato superato solo da quella vecchia ripulita... come se chiama... quella di Britain's Got Talent... Susan Boiler!! (soprannominata così per le dimensioni del suo girovita... però se spiego le battute non fanno mica più ridere che cavolo).
Questo Merry Christmas II You è un disco bello e ben studiato, dove Mariah non si limita a ricantare i vecchi evergreen natalizi (come ha fatto la rivale Susan Boyle per esempio, con un album che è di uno stucchevole infinito), ma reinterpreta ogni brano facendolo diventare un prodotto nuovo e originale. Insomma, non lo dico solo perché io mi comprerei anche un disco di gargarismi di Mariah, ma vi assicuro che questo Merry Christmas II You è veramente ben fatto  e ben studiato.

Santa Claus Is Coming To Town (Intro)
0.23
Vabbé, questo è solo un intro di pochi secondi che serve a creare l'atmosfera natalizia e che riprende in poche note il tema del progetto natalizi,o giusto per ricordare che lei è quella che ha inventato gli album natalizi insomma. E poi quale titolo "Babbo Natale è arrivato in città", è come se dicesse - il Natale arriva con il mio album, non credete agli imitatori! - Ok, forse mi sto facendo troppe pippe mentali, lo ammetto, comunque questo intro è un ponte simbolico, tra i 14 anni di evoluzione musicale di Mariah. Che il Natale abbia inizio.
voto 7

Oh Santa!
3.31
Il primo brano è anche il primo singolo di lancio e ha il duro compito di cancellare dalla testa della gente il tormentone All I Want For Christmas Is You e ovviamente è impossibile non fare paragoni e non pensare che quella canzone è ancora oggi una delle più suonate durante le feste e che questa Oh Santa! non avrà mai lo stesso successo. Il ritmo è incalzante e i cori stile cheerleader non fanno pensare immediatamente ad una canzone natalizia, ma ricordano più un brano degli OutKast, cioè, almeno a me viene sempre in mente Hey Ya!. Però questa Oh Santa! è proprio un bel pezzo e anche ben realizzato. Probabilmente non sarà mai all'altezza del suo predecessore, ma preso singolarmente ha il suo motivo di esistere e comunque io ho apprezzato molto la volontà di non creare un clone di All Y Want For Christmas, ma realizzare un brano completamente nuovo e innovativo, ecco. brava Mariah che ha anche scritto la canzone. Certo, son sicuro che il suo contributo è stato solo quello di mettere il fischio finale che la immagino mentyre disegna farfalline sul quaderno, mentre tutti gli altri si scervellano per creare un ritornello decente, però oh, lei è Mariah Carey, mica una pincopallina qualunque!
voto 8

O Little Town Of Bethlehem / Little Drummer Boy Medley
3.32
Partiamo con la prima cover dell'album e ovvero un medley tra due classici natalizi che fusi insieme diventano quasi un pezzo inedito. Le atmosfere sono molto più pacate e tipicamente natalizie con un'intera orchestra a fare da sfondo. L'inizio e la fine appartengono a Little Drummer Boy, mentre le parti centrali sono strofe di O Little Town Of Bethlehem e sebbene non sia uno dei miei pezzi preferiti, la voce di Mariah si fonde perfettamente con il coro. Da applausi il finale. Di seguito un video tratto dal Live ABC Christmas Special.
voto 8

Christmas Time Is In The Air Again
3.02
Arriviamo al secondo inedito del disco (il primo era ovviamente Oh Santa!). Anche questo pezzo è stato scritto da Miss Mariah Carey insieme a Marc Shaiman. L'atmosfera ricorda i grandi film della Hollywood di una volta e la voce di Mariah sussurrata è molto intima e guai a chi prova a dire che ormai canta sospirando perché è diventata grassa come un ippopotamo e ha il diaframma schiacciato dal lardo.
voto 7

The First Noel / Born Is The King (Interlude)
4.33
Ancora una rivisitazione di un classico natalizio. Noel la conosciamo praticamente tutti che ormai a natale la cantano pure i gatti. L'inizio è molto intimo, solo voce e pianoforte e poi subentrano anche gli archi e cresce fino ad esplodere nel finale ripetendo le parole Noel, Noel e è un momento proprio molto bello; certo se odiate il natale che andate in giro a tagliare le luci messe sui balconi, allora odierete anche questa canzone.
voto 7

When Christmas Comes
4.46
Terzo inedito dell'album scritto a quattro mani da Mariah e James Poyser. Con quetso brano il ritmo cambia e direi che è anche una buona scelta perché le canzoni tutte belle, ma rischiavamo l'abbiocco. Il pezzo è molto r&b che quasi non sembra una canzone natalizia e anzi, ricorda anche non poco qualche traccia di The Emancipation e mi viene in mente Fly Like a Bird tanto per dirne una, se non fosse che qui Mariah ripete la parola "christmas time" ogni due righe e giusto per non farci dimenticare che siamo a natale, trova anche il modo per inserire quattro note di jingle bells.
voto 7



Here Comes Santa Claus (Right Down Santa Claus Lane) / Housetop Celebration
3.28
Momento Gioca Jouer dell'album, con un brano che spezza completamente l'atmosfera intima e la butta in caciara e ci sono pure delle voci in sottofondo mentre Mariah canta, come se stessimo tutti ad una grande festa e la canzone fosse registrata in presa diretta. Vabbé, è probabilmente il pezzo vaccata di questo Merry Christmas II You, anche perché qui Mariah non mette di certo in luce la voce ma anzi, sembra cantata da dentro un pozzo.
voto 5

Charlie Brown Christmas
2.49
Atmosfera jazz (ci siamo quindi lasciati alle spalle il casino della festa stile NYC del brano precedente).  Il brano è diviso idealmente in due parti e il primo pezzo è strumentale e riprende il tema dei Peanuts, mentre la seconda parte è la canzone di Charlie Brown vera e propria che Mariah esegue in maniera abbastanza fedele all'originale.
voto 7

O Come All Ye Faithful / Hallelujah Chorus (feat. Patricia Carey)
3.38
Altro medley tra due classici natalizi che Mariah canta insieme alla mamma Patricia e già questa cosa fa venire gli occhi lucidi per quanto è tenera. Le due voce si fondono e si chiamano a vicenda, la signora Patricia con un'impostazione lirica (perché lei è mezzo soprano), mentre Mariah... bhè, lei con la solita voce che tutti conosciamo. All'inizio canta solo Mariah e la signora Patricia interviene verso la metà del brano cantando un hallelujah lirico e poi subito Mariah che si aggrappa e prosegue la nota con il suo classico fischio che l'ha resa famosa e sapete una cosa!? ho scoperto che in gergo tecnico quello che io chiamo fischio, si chiama whistle che poi significa ugualmente fischio, però detto in inglese sembra una cosa figa, mentre detto in italiano pare solo un pecoraro che richiama il gregge a raccolta. Finale tipico alla Mariah con whistle galattico che uccide stordisce gli animali e che però per tutti gli appassionati come me è già un cult. Probabilmente il brano più bello e riuscito del disco.
voto 10

O Holy Night - Live From WPC In South Central Los Angeles
5.00
Vabbè, il pezzo era già presente in Merry Christmas e qui Mariah si limita a inserirne una versione registrata Live. Un riciclaggio abbastanza inutile anche se l'arrangiamento e l'esecuzione, sono forse superiori anche rispetto all'originale. Però vabbé, ci mancano solo le cover delle cover ricantate da lei.
voto 7 (ma non serviva)

One Child
4.26
Ultimo inedito dell'album con atmosfere magiche e molto natalizie. Mariah ci mette dentro un po' di tutto e ritroviamo il tamburello di Little Drummer Boy e poi il coro dei bambini che fa subito Heal The World di MJ King of Pop e poi i violini e un crescendo di suoni e il ripetersi della frase "One child can change the world!" e sarà che lei adesso un bambino lo aspetta veramente e sarà che a me quest canzone piace proprio tanto, che è subito melassa che scorre a fiumi e voglio bene a tutti. I love you mondo!
voto 9

All I Want For Christmas Is You - Extra Festive
4.02
Continua l'operazione riciclaggio con questa nuova versione di All I Want For Christmas Is You della quale sinceramente non c'era bisogno, anche perché non è molto diversa dall'originale e se proprio dobbiamo fare i paragoni, questa è più brutta. Però capisco pure che lei si sia impuntata e me la immagino mentre litiga con i produttori: - La mia canzone è molto più figa di Jingle Bells e di tutte le canzoni natalizie messe insieme; quindi se non me la fate ricantare io giuro che mi mangio i vostri blackberry! - e vista la stazza attuale di Mariah, sappiamo benissimo che lo avrebbe fatto.
voto 8 (ma solo perché è praticamente identica al pezzo originale che amo)

Auld Lang Syne - The New Year's Anthem
3.48
Ultima traccia dell'album che riprende un classico natalizio e ancora una volta Mariah lo rivisita per personalizzarlo. Esce fuori un remix dance-tamarro festoso e divertente che fa subito capodanno. Cioè, se pensiamo che un minuto prima stava cantando commossa "One child can change the world!", adesso possiamo tranquillamente immaginarla con una bottiglia di champagne tra le mani, ubriaca come un camionista tedesco, a brindare con tutti i passanti. Comunque come chiusura di album la vedo benissimo, perché sembra un po' quelle canzoni che mettono nei titoli di coda, quando poi vanno vedere anche gli errori dei protagonisti. Che dire, il pezzo è simpatico, ma lontano anni luce dalle atmosfere sofisticate dell'album e pure la base unz-unz fa un po' remix di serie B.
Ah, standing ovation per il video con lei imbrilloccata come la madonna di Pompei, che canta davanti a dei fuochi d'artificio finti. Cioè, la immagino che finisce il video e dice - Avemo finito co' sta cazzata?! - Applausi.
voto 7 (ma solo perché fa tanto Happy new year!)

Thor - Trailer ufficiale


Mi ricordo un tempo lontano, in cui Kenneth Branagh faceva film un po' di nicchia, che ad un certo punto si era messo a fare tutta roba tratta da William Shakespeare e in particolare ci fu questo Hamlet nel quale interpretava proprio Amleto e di cui curò anche la regia e insomma, non era un film proprio per tutti che se non sei un minimo con la puzza sotto al naso, ti addormentavi dopo sei minuti. All'epoca questo Hamlet mi era piaciuto come mi erano piaciuti molti dei suoi film in costume tipo Molto Rumore Per Nulla.
Adesso Kenneth torna dietro la macchina da presa con un mega colossal americano di quelli tutti effetti speciali e esplosioni e la cosa ha puzzato di strano un po' a tutti. Figuriamoci che addirittura quella cima di Natalie Portman quando ha saputo della notizia, si è detta (testuali parole): - Ho solo pensato fosse un’idea davvero strana che Kenneth Branagh lo dirigesse, così mi sono detta: 'Kenneth Branagh che fa Thor è superstrano, devo farlo!' -.
Da quando la Marvel ha annunciato il progetto del film, è iniziato subito il toto scommesse su chi avrebbe interpretato il ruolo del fighissimo Dio del tuono e ovviamente tutti hanno pensato a Brad Pitt e però si son fatti decine di altri nomi che sinceramente non ricordo. Alla fine è stato scelto quel biondino che ha interpretato il capitano Kirk nell'ultimo Star Trek e che per questo film si è preparato tirando fuori un fisico niente male. Cioè... niente male magari è uno come me... questo Chris Hemsworth ha un fisico che è praticamente enorme e io mi sono innamorato peggio di una ragazzina con Scamarcio. Cioè, ma che si mangiano questi per diventare così? Al minuto 1.45 del trailer, per una frazione di secondo si vede a petto nudo, così tanto per gradire.
Son seguite poi tutta una serie di polemiche riguardanti la pellicola e una di queste è stata per il personaggio di Heimdall che dovrebbe essere un Dio scandinavo bello, alto, biondo e con gli occhi azzurri e invece l'attore che lo interpreta è Idris Elba che è nero. Ora, io lo capisco che un Dio nordico non può avere origini africane, ma è un film suvvia! E allora vogliamo parlare del fatto che Thor ha un martello magico che gli arriva in mano ogni volta che schiocca le dita?
Comunque a me questo film pare proprio una gran vaccata... ciò significa che il 29 aprile sarò a comprare il biglietto per andarlo a vedere... vabbé, volevo solo segnalarvi il trailer nel caso non lo aveste ancora visto.

14.12.10

Roma, scontri tra manifestanti e polizia


Nel centro di Roma è tornata la tranquilla. Ma nel pomeriggio si è verificata una vera e propria guerriglia urbana tra manifestanti e forze dell'ordine. Assediate le zone di Via del Corso, piazza del Popolo e piazzale Flaminio. Le forze dell'ordine hanno disperso il blocco più violento del corteo che ormai si è allontanato sparpagliandosi tra vie del centro storico. Gli scontri maggiori sono iniziati dopo il sì al governo. Chiusi i negozi e serrande abbassate per quasi tutti i commercianti. Black bloc hanno attaccato la polizia per cercare di arrivare vicino al Parlamento. In mattinata si era svolta la protesta pacifica di universitari, studenti medi, Fiom, comitati dell'Aquila.
fonte e foto: repubblica.it

13.12.10

Facebook Generation


Quando io ero ragazzino, Facebook neanche esisteva.
Anzi riformulo.
Quando io ero ragazzino, Facebook non poteva esistere perché ancora doveva nascere quello che lo avrebbe inventato (cioè, questa cosa mi mette una tristezza infinita, ma farò finta di nulla...).
Sono nato nel 1979. Per comunicare con le altre case noi avevamo il telefono con il filo, che ci costringeva a parlare in piedi vicino all'apparecchio e quando uscivamo di casa avevamo le bellissime cabine telefoniche che sarebbero quei parallelepipedi di vetro che ogni tanto si incontrano per strada, solo che adesso sono quasi sempre imbrattate di scritte o hanno i vetri rotti o sono diventati alloggi per barboni.
È innegabile che l'avvento dei telefoni cellulari ha completamente soppiantato l'uso delle cabine telefoniche e che ormai le cabine le usano solo gli immigrati indiani che devono chiamare in patria e le cabine sono diventate talmente obsolete, che molti comuni stanno provvedendo al loro smantellamento e figuriamoci che esiste anche un numero verde per "salvare" una cabina telefonica. Giuro, non me lo sono inventato. Un po' come le iniziative per per adottare un orso panda o un bambino africano, solo che qui parliamo di cabine telefoniche.
A sentire questi discorsi viene da sorridere, eppure vi assicuro che negli anni novanta le cabine telefoniche erano popolarissime e anche se molti di voi non lo ricorderanno, le schede telefoniche (quelle che sostituirono i gettoni o le monete), ebbero un vero boom di vendite e la gente le collezionava addirittura e alcune erano talmente rare che valevano milioni di lire! Roba che adesso le schede telefoniche non sono buone neanche per togliersi le foglie di insalata da in mezzo ai denti e tutto questo però, non succedeva un milione di anni fa, ma solo prima dell'avvento dei cellulari perché sì, c'è stato un tempo in cui vivevamo senza cellulari e anche se adesso può sembrare assurdo e qualcuno starà pensando: - Senza cellulari??? E come cavolo facevate?!! - e io vi assicuro che siamo cresciuti senza danni celebrali e che strano a dirsi, ma eravamo anche felici e non avevamo quest'ansia del trovare il campo a tutti i costi che adesso appena entri in un posto dove il telefono non prende, immediatamente la gente va in panico e poi da quando Facebook è sbarcato sui telefonini di ultima generazione, gli smartphone che fanno tutto tranne che chiamare, la gente controlla ogni cinque minuti se c'è abbastanza segnale per la connessione 3G e sono sicuro che tra qualche anno, qualcuno si fermerà a riflettere e dirà tra sé: - Ma come facevamo prima a vivere senza Facebook? -.
Ecco, Facebook.
Ormai è diventato talmente di uso comune, che molti telefoni ancora prima di chiamare e mandare sms, possono connettersi a Facebook.
Che poi, come si fa a spiegare a qualcuno che arriva da un'altro pianeta cos'è questo Facebook? Cioè, io ci ho pensato e credo che forse gli direi: - Hai presente il vagone della metropolitana nell'ora di punta? Quando tutte le persone ti sono attaccate e tu sei costretto a sentire i discorsi di tutti anche se non li vuoi ascoltare? E hai presente quando riesci a trovare un posto e ti metti seduto e allora apri il giornale e ti accorgi che quello accanto ti sta sbirciando tutte le notizie? E quando quel tipo in piedi improvvisamente ti attacca a parlare perché ha deciso che tu sarai il suo migliore amico per tutta la durata del viaggio? Ecco, moltiplica questo per tutti i chilometri di metropolitana che ci sono nel mondo, e scoprirai cos'è Facebook -.
Su Facebook ci hanno fatto anche un film. È un film molto interessante, già. E grazie a questo film abbiamo scoperto che il vero intento di Facebook non era quello di mettere in contatto persone lontane, come magari qualcuno potrebbe pensare, no. Fecebook serve semplicemente a farsi i cazzi degli altri. Ecco. E devo dire che in questo ci riesce benissimo ed è per questo motivo che ha avuto così tanto successo soppiantando i vari msn, skype e compagnia bella che invece si limitano ad accorciare le distanze tra gente lontana. Il fatto è, che le persone non si accontentano più di sentirsi vicine mediante una chattata, ma vogliono essere presenti in ogni momento della giornata e in ogni momento vogliono anche dire la propria opinione.
Cioè, ecco... forse è proprio questo il problema di Facebook: la gente è fermamente convinta che qualunque cosa gli passi per la testa, sia degna di essere condivisa. E così ecco ci ritroviamo bacheche piene zeppe di "Buongiorno a tutte le persone speciali che ci sono nella mia vita..." e altre minchiate simili. Cioè, non me ne vogliano tutti quelli che si sentono di dover dare il buongiorno ad ogni essere umano; però che palle!!
Ora, non mi voglio mettermi a fare lo psicologo da quattro soldi; però ci sono vari atteggiamenti che si ripetono giorno dopo giorno tra i profili di Facebook e che a me infastidiscono non poco. Il problema è che (come per tutte le cose) la gente fa un uso sbagliato di questo mezzo, perché Facebook in realtà è proprio una bella invenzione, ma quando l'uso si trasforma in abuso, ecco che il sistema scricchiola e... è un po' come... che ne so, come una matita: sappiamo tutti che le matite servono per scrivere e però se gli facciamo una bella punta con il temperino, allora possiamo anche usarle per fare male alle persone; ci sono film in cui uccidono anche persone con una matita, figuriamoci! Però le matite mica servono ad ammazzare.

Quelli che pubblicano le foto di qualsiasi cosa.
Che io lo capisco che la funzione dell'iPhone o del Blackberry che condivide immediatamente le foto sul profilo di Facebbok è veramente una figata e capisco anche che uno certe volte vede una cosa così interessante, che gli va proprio di pubblicarla per farla vedere ai suoi amici. Ecco, la foto della colazione raffigurante due fette biscottate con la marmellata e una tazza di caffè, non è interessante e non va condivisa. No, magari qualcuno starà anche pensando che sto dicendo un'ovvietà e invece su Facebook è un continuo di quelli che mettono la foto del Double Whopper e scrivono "Cena al Burger King" o che fotografano una fetta di torta e scrivono "Gnamm!! che buona!" e cioè, anche 'sti cazzi no? Che io glie lo scriverei proprio come commento "E 'sti gran cazzi nun ce li metti?!". Solo che poi se scrivi una cosa del genere, fai la parte di quello stronzo.

Quelli che scrivono le frasi enigmatiche per farsi lasciare i commenti
Che questi poverini mi fanno una tenerezza assurda che secondo me hanno solo bisogno di attenzioni e allora cambiano lo status di Facebook ogni sette minuti e scrivono sempre frasi criptiche tipo: "Mi è successa una cosa brutta..." o "Non potete capire..." e allora la gente subito si scatena in domande: "Ma cosa ti è successo?!" e nel giro di pochissimo tempo arrivano 25 commenti che io dico: ma se sei veramente preoccupato fagli una telefonata, no? E invece si accumulano messaggi su messaggi, fino a quando il fautore del commento iniziale non scrive "Non, non ne posso parlare qui su Facebook...". Ma allora per quale cazzo di motivo hai scritto quella frase all'inizio se poi non ne potevi parlare?! Cioè, mi rendo conto che faccio sempre la parte di quello stronzo, però che Cristo! le persone ormai utilizzano la bacheca di facebook veramente per scrivere tutto quello che gli passa per la testa e un minimo di filtro che cavolo!

Quello che pubblica tutto quello che vede
Che io sono fermamente convinto che Facebook sia un ottimo mezzo di informazione, nel senso, io leggo una notizia interessante e allora la condivido. Peccato che per il 99% dei casi, vengano pubblicate cose che con l'informazione non c'entrano nulla e allora mi ritrovo la bacheca piena di filmati di gatti che litigano con cani o persone che scivolano rovinosamente in terra e altri video demenziali presi da youtube. E il bello è, che il più delle volte queste persone non si limitano a pubblicare un filmato solo, no, ne pubblicano tipo venti di fila che io lo capisco che tutti abbiamo i nostri momenti di fancazzismo; ma devi proprio condividere ogni tua ricerca demente che fai su google?

Quello che ti chiede l'amicizia e neanche sa chi sei.
Che ora, non lo dico per fare quello che se la tira, ma a me arriva più o meno una nuova richiesta di amicizia al giorno. Oggi per esempio ho cambiato la foto del profilo e mi sono arrivate ben 6 richieste di amicizia di gente che ovviamente non conosco. Ora, lo capisco benissimo che Facebook ha sostituito i vecchi Gaydar e Gayromeo e i vari siti di incontro e capisco anche che uno vede una foto interessante e ha voglia di provarci. Ma io perché dovrei accettare l'amicizia di uno che non conosco? E soprattutto, se come foto del profilo hai messo un paio di scarpe da ginnastica, ma per quale cavolo di motivo dovrei cliccare su "accetta"?!? Io ormai ho questa politica aziendale e ovvero che accetto solo quelli che conosco realmente o se non li conosco, accetto solo quelli che scrivono o si fanno scrivere due righe di referenze. Cioè, io gli sconosciuti non li voglio tra i miei amici. Anche perché Mark Zuckerberg non mi da nessun premio se arrivo a tre milioni di contatti.

Quelli che hanno scambiato Facebook per un sito di appuntamenti
Che io lo capisco che se sei single, usi tutte le armi a disposizione pur di rimorchiare qualcuno e assicurarti uno straccio di scopata. Però caricare foto di te che sollevi pesi in palestra e poi te che sei appena uscito dalla doccia e ancora te che sei in spiaggia mentre posi come per un calendario di Max e poi te nudo che ti copri le vergogne con una mano e ecco, insomma... lo sappiamo tutti che ricevere complimenti e commenti carini fa levitare l'autostima; ma iscriversi a Me2.it non sarebbe meglio?

Quelli che hanno scambiato Facebook per la vita vera
Che io di solito non litigo mai con nessuno, però mi è capitato di avere amici che hanno discusso con altri amici e quelli mica sono andati lì da loro per mandarli affanculo di persona, no! Li hanno cancellati da Facebook. E stai pur certo che quando ti cancellano da Facebook, allora con te hanno veramente chiuso.

Quelli che gli inviti li fanno solo su Facebook
Che effettivamente se c'è una cosa comoda di Facebook, è la possibilità di mandare email in copia a più persone. Sì, questo si potevamo fare anche con la vecchia posta elettronica, però vuoi mettere quanto è più moderno farlo su Facebook che poi tutti rispondono e c'è anche la loro fotina del profilo! Peccato però che io Facebook sul cellulare non ce lo ho e da lavoro me lo hanno bloccato. Quindi sono sempre l'ultimo a sapere le cose che la gente manda questi inviti e tutti rispondono e commentano e io che non posso guardare, sono sempre all'oscuro di tutto e se per caso mi capita di non accedere a Facebook per qualche giorno, magari mi perdo anche la festa, perché tanto nessuno si prende più la briga di mandare un sms.

Quelli che sanno già tutto di te perché spiano il tuo profilo
Che ormai raccontare qualcosa a qualcuno è veramente complicato che appena apri bocca per dire - Ah, lo sapete che sono andato... - neanche ti fanno finire la frase che subito rispondono: - Sì lo ho visto su Facebook. - e tu provi ugualmente a raccontare e loro insistono: - Sì, ho visto la foto su Facebook. - che neanche ti permettono di parlare perché tanto loro lo hanno visto su Facebook. Vabè, allora stiamo zitti e parliamo solo tramite Facebook che tanto le persone sembrano più interessate a quello che vedono sulla bacheca, piuttosto che a quello che hai da dire a voce.

Cioè, ecco.
Facebook ha indubbiamente delle funzioni interessanti e poi permette un livello di condivisione in tempo reale che è veramente una figata. Però l'uso che la stragrande maggioranza della gente fa di Facebook è veramente disarmante e quando qualcuno ha da dire una cosa veramente interessante, alla fine si perde in mezzo al marasma generale di stronzate che vengono pubblicate e il tuo pensiero diventa semplicemente "uno in più" e soprattutto viene messo sullo stesso piano di quello che ha fotografato la tazza di cioccolata con la panna e quello che ha scritto "Oggi vorrei abbracciare tutti i miei contatti e fargli pat pat sulla spalla...".
Il vero problema è che ormai tutti vogliono dire tutto.
Nessuno più si domanda più se il proprio pensiero sia interessante o meno e tutto viene pubblicato indistintamente e valutato in base ai "mi piace" che riceve e l'impressione è che più cose pubblicherò e più status cambierò e più avrò l'attenzione della gente.
Alcune volte si trovano cose veramente interessanti su Facebook o si scorge una foto che fa piacere vedere, ma per la stragrande maggioranza Facebook è solo un mezzo per mettersi in mostra far accrescere il proprio egocentrismo.
Ogni pensiero è espresso in modo lapidario e senza alcun approfondimento e questo è il vero controsenso: un mezzo di comunicazione simile e con delle potenzialità altissime, utilizzato in modo così superficiale per condividere il filmato di Wilma de Angelis che canta una canzone di Lady Gaga.
Figuriamoci che molti blog che leggevo in passato, sono spariti probabilmente soppiantati dall'immediatezza di Facebook e Twitter e però il livello di analisi che permette un blog, non lo permette di certo un commento fatto sulla bacheca di Facebook dove le informazioni corrono più veloci della luce e dove poche persone hanno voglia di leggere. Però stranamente, tutti hanno smania di dire, condividere, condividere e condividere e mettere in piazza tutto e subito.
Ecco, per quello che vale, mi sento di dire che bisognerebbe mettere un freno a questa mania della condivisione e bisognerebbe fermarsi un attimo a riflettere su quello che si sta condividendo. Va bene il libero arbitrio, ma non dimentichiamo di avere anche un cervello.
Anche perché se un alieno venisse sulla nostra terre e iniziasse a studiare la razza umana tramite Facebook, ci prenderebbe veramente tutti per deficienti.

Matt Cardle vince X Factor UK 2010


Si chiude il sipario anche su questa settima edizione dell'X Factor britannico che a dire il vero ho seguito un po' a spizzichi e bocconi (come direbbe mia nonna), ma che ha riservato grandi sorprese e tante emozioni. Non ha caso quest'ultima puntata ha letteralmente paralizzato il Regno Unito, per uno show che dopo sette anni continua a non stancare mai e mica come il nostro X Factor che invece è stata l'edizione più brutta che l'uomo ricordi e che sono sicuro anche l'X Factor Armeno ci avrebbe appassionato di più. E giuro che in Armenia lo stanno facendo veramente X Factor, non me lo sono inventato io! Lo dice Wikipedia e X Factor in armeno si scrive ԻՔՍ-ՖԱԿՏՈՐ. Vabbè, mi sa che sto veramente divagando.
I vincitori delle precedenti edizioni del programma inglese, hanno fatto fatica ad affermarsi al di fuori dei confini anglosassoni, ma non dimentichiamo che questo show ha creato praticamente da zero, star del calibro di Leona Lewis e Alexandra Burke, forse le uniche due cantanti ad aver ottenuto un reale successo anche oltre oceano. Questa settima edizione, sarà ricordata probabilmente per la presenza di Cher Llyod, amatissima dal popolo di facebook, ma fatta fuori ad un passo dalla finale e comunque secondo me dovrebbe ringraziare tutti i santi in paradiso per essere arrivata fin lì, perché a me è sempre sembrata solo una grande cagna e sono ore che sto pensando ad un sinonimo di cagna, ma l'unica cosa che mi viene in mente pensando a lei è cagna. Ascoltatela e poi giudicate voi stessi che io fossi stato in Will.i.am avrei stoppato la musica e le avrei dato due sberle.


A contendersi l'ambito premio finale rimangono quindi la Rebecca Ferguson che è tanto brava, ma qualche volta esagera con gli strilli e poi gli One Direction capitanati da Simon Cowell creatore del programma e in fine il favoritissimo Matt Cardle diretto da Dannii Minogue che sappiamo tutti quanti essere la sorella della più conosciuta Kylie e anche Dannii fa la cantante, solo che lei fa una canzone carina ogni secolo... il che significa che nella sua vita ha fatto una sola canzone decente.
Durante la serata finale, Rebecca per stupire il pubblico si gioca la carta Christina Aguilera. Ok, ok, sappiamo tutti che Christina in questo periodo non se la passa proprio bene e che il suo album Bionic ha venduto 37 copie in tutto il modo e che il suo film tanto atteso Burlesque si è rivelato essere peggio di quelli girati da Mariah Carey e Britney Spears e però una cosa bisogna ammetterla: che Christina Aguilera ha cantato una delle canzoni più belle del 2002 e Rebecca questo lo sa e decide di esibirsi in coppia con Christina proprio con Beautiful. Vabbé, Christina ormai è completamente pazza e lo si capisce da come canta la sua canzone e mi aspetto di vederla tra qualche mese rasata a zero come fece Britney prima di lei. L'altro video invece, è l'esibizione di Rebecca in Distant Dreamer, che esegue non senza qualche sbavatura.

 

Anche Matt Cardle prova tutti i mezzi per far alzare le sue quotazioni e infatti durante la settimana ha il tempo per far uscire un suo video in cui appare seminudo per pubblicizzare uno spray abbronzante. Voglio dire, il ragazzo ha capito immediatamente come funzionano questi giochi e quindi via le maglietta e via pure i pantaloni yippihaee!! Per la finale si presenta sul palco insieme a Rihanna, altra icona pop che ha avuto una piccola defaiance con l'album Rate R, al punto che ne ha dovuto poi sfornarne uno in fretta e furia, registrandolo praticamente i pezzi in aeroplano per quanto è uscito a tempo di record che poi se proprio vogliamo dirla tutta, Rated R era indubbiamente un disco particolare, ma aveva una sua dignità, Loud invece fa semplicemente cagare e si sente che è stato messo insieme con canzoni prese a destra e sinistra senza un vero progetto alle spalle. Segue la performance di Matt che canta il brano di Biffy Clyro, When We Collide e poi il suo duetto bollente (nel vero senso della parola), insieme a Rihanna che per l'occasione sfoggia un'acconciatura cotonata che neanche Latoya Jackson ai tempi d'oro e poi un vestitino discreto che ha uno spacco che parte da terra e le arriva sotto l'ascella e se per caso qualcuno non lo avesse capito, non porta le mutande.

 

Ok, senza che la faccio troppo lunga, Matt batte Rebecca. Terzi invece gli One Direction che sinceramente non mi piacevano proprio e mi sembravano dei Take That versione lattanti e cessi. Matt Cardle è il vincitore di X Factor Uk 2010! Sotto il video della proclamazione. Ahhh!!, quanto mi emozionano le proclamazioni...!

10.12.10

Il modo in cui faccio la spesa


Starete pensando: - Ma mica questo ci vorrà parlare veramente di supermercati e offerte 3x2?! - e invece la risposta è, sì.
Cioè, il problema è che io al supermercato perdo proprio la concezione spaziotemporale e posso stare due ore a girare tra gli scaffali senza neanche accorgermene. Il mio fidanzato invece, lui fa tutto di corsa e entra e prende il cestinetto e un salto al reparto frigo e uno a quello carni e via subito alla cassa. Pare quel gioco che facevano in televisione qualche tempo fa, quello che dovevano correre per il supermercato riempiendo il carrello e se una volta arrivati alla cassa erano riusciti a rispettare il budget assegnato in partenza, allora vincevano la spesa. Vabbé, mi sa che questo gioco me lo ricordo solo io. Comunque io non riesco a fare la spesa di corsa, ecco, ché io mi guardo tutti i prodotti e comparo i prezzi e controllo le offerte e penso a cosa posso cucinare e mi lascio incantare dai colori e le forme delle confezioni e eccolo lì che sono passate due ore e neanche me ne sono accorto.
In tutti i supermercati che si rispettino, il primo reparto che si incontra è quello orto/frutta e questa cosa già mi sta sulle palle che poi mano mano che riempio il carrello le banane che stanno sotto a tutto mi si schiacciano e diventano nere; cioè, secondo me dovrebbero mettere all'inizio del supermercato un reparto con le scatole di latta, ché quelle almeno anche se si schiacciano non gli succede nulla. E invece devo sempre stare attento a non ammaccare la frutta e la verdura e non credo di essere l'unico al mondo ad aver pensato a questa cosa.
Nel reparto orto/frutta di solito si incontrano soprattutto le casalinghe e le vecchie, perché  loro hanno tanto tempo per cucinare e non glie ne frega nulla se per cuocere il broccolo ci vogliono cinquanta minuti, perché tanto loro non hanno nulla da fare e non lo sanno cosa significa tornare alle nove stanchi, dopo essere stati tutto il giorno a lavoro e poi pure in palestra e l'unica cosa che vuoi fare a quell'ora, è ordinare una pizza e fartela portare a casa. Però la frutta e la verdura fa bene e quindi ecco che indosso il guantino di chellophane e mi metto a scegliere. Ora, evitiamo battute da quinta elementare, però il mio frutto preferito è la banana. Voglio dire, è facile da mangiare, si sbuccia senza sporcarsi le mani e non ha neanche i semi da sputacchiare. Insomma, praticamente perfetto.
Gli yogurt non mancano mai a casa nostra. Il mio fidanza mangia così tanti yogurt che nelle vene gli scorre Yomo. E poi gli yogurt fanno bene. Peccato che accanto alle confezioni di yogurt, mettano sempre quelle della panna cotta e del crèm caramel e in definitiva è sempre meglio avere una confezione di panna cotta nel frigo, nel caso dopo cena arrivi un attacco improvviso di "ho bisogno di dolci". In quest'ultimo periodo questi attacchi mi prendono troppo spesso. Figuriamoci che ho ripreso anche a comprare la Nutella, cosa che non facevo dai tempi dell'università.
Il reparto carni è quello che più mi da noia, perché non c'è mai nulla di interessante da comprare e non ci sono neanche le offerte e quindi è un reparto noioso. Noi praticamente mangiamo petto di pollo in tute le salse, perché il petto di pollo è la carne più economica e poi è carne bianca che non fa male e quindi quando passo per il reparto carni, una confezione di petto di pollo non me la leva nessuno. Però poi sono lì che penso e ripenso e magari prendo anche la tagliata di manzo o forse gli straccetti da fare con la rucola, però dovrei tornare al reparto orto/frutta a prendere la rucola (che fatica) e allora magari è meglio un filetto al pepe verde, però mi sa che a casa non abbiamo il pepe verde. Cioè, il reparto carni è proprio stressante.
Per riprendermi mi serve il reparto biscotti. A me piacciono le Campagnole e non mi interessa se sono magre oppure fatte con lo strutto, ché tanto sopra ci devo spalmare la Nutella quindi inutile perdere tempo a vedere quante calorie contengono.
Ultimamente perdo un sacco di tempo anche nel reparto alcolici. Me ne intendo di vini? No, assolutamente. Vado lì solo per controllare se è arrivata la confezione natalizia della Vodka Absolut. La bottiglia di quest'anno a dire il vero non è niente di particolare, soprattutto se paragonata a quella in pelle borchiata dell'anno scorso; però io quando leggo la parola "limited edition" perdo il senso della ragione e quindi mi porterò a casa anche questa bottiglia versione cristallo di Boemia. Già lo so.
La scritta "limited edition", nella mia testa equivale quasi alla scritta "offerta", ché mettono questi cartelloni rossi accanto ai prodotto e non rimanerne ipnotizzati come topi con il formaggio, è quasi impossibile. Però fate attenzione, perché non sempre i prodotti in offerta sono quelle più vantaggiosi e qualche volta occorre anche controllare la data di scadenza, perché in offerta magari mettono le cose che scadono nel giro di venticinque minuti che poi arrivi a casa e li devi già buttare..
Ah e rimanendo in tema alcolici, dato che la Absolut limited edition ancora non è uscita, l'altro giorno sono tornato a casa con il mojito già fatto della Bacardi e ora lo so che mi sputerete dentro un occhio, però secondo me non è niente male. Ok, fate finta che non abbia detto nulla.
I rotoli di carta igienica invece, mi piacciono quando sono corposi tipo quelli dei Rotoloni Regina che effettivamente durano il doppio dei rotoli normali e questo non lo dico solo perché la pubblicità mi ha fatto il lavaggio del cervello, ma perché è vero. Durano il doppio.
...ok, mi rendo conto che con la carta igienica ho toccato veramente il fondo e che parlare del supermercato forse non è stata proprio questa grandissima idea. Cioè, è che in verità avevo in mente tutto un altro discorso, ma ho come l'impressione di aver messo il cervello in modalità "vacanze di Natale" già da qualche tempo... magari quello che volevo dire, ve lo racconto un'altro giorno.