31.10.11

Boutique Nespresso


Che poi, non so a chi sia venuta per la prima volta l'idea del caffè in cialde, ma so che la Nespresso è riuscita a cavalcare l'onda di questo nuovo trend, tirando fuori un vero e proprio business e diventando un'azienda leader del settore.
A Roma il negozio della Nespresso è in Piazza San Lorenzo in Lucina, vicino a quello di Pomellato e quello di Louis Vuitton e non so se rendo l'idea, perché non ho detto Zara e H&M, ma ho detto Pomellato e Vuitton e anzi, fatemi il favore di non chiamarlo semplicemente "negozo", perché quelli della Nespresso preferiscono chiamarlo boutique, che se permettete fa molto più chic e quando dico chic, intendo ovviamente dire puzza sotto il naso.
Che poi, entri dentro la boutique, e ci sono questi commessi in divisa che si rivolgono a te con la schiena dritta come se avessero un busto in gesso sotto le giacche e li vedi che sorridono in modo sforzato e usano paroloni forbiti ed è tutto così innaturale che neanche al The Truman Show.
E poi le capsule colorate che scintillano sotto la luce dei faretti e le porcellane finissime e le macchine da caffè di design e loro che ti enunciano le caratteristiche di ogni singola capsula, partendo dalla storia della torrefazione e l'aroma e la macchinazione e la tostatura e l'intensità e ti stordiscono così bene con tutta questa recita, che alla fine quando ti consegnano la fattura, non batti ciglio e pensi pure di aver speso bene i tuoi soldi.
Ovvio che la stessa quantità di caffè al supermercato l'avresti pagata solo due euro e novanta, ma vuoi mettere che soddisfazione fare parte del club Nespresso?
Che poi quando entri nel negoz... ehm, volevo dire la boutique, c'è sempre una signorina gentile e pronta a farti accomodare nell'area louge e - Gradisce una degustazione del nostro caffè? - ecco, vagli a spiegare che io non bevo caffè. Mai.
Nel senso che io ci ho provato e però è proprio una cosa che non fa per me e allora dici - Ma cazzo, ma che ce vai a fa' alla Nespresso? - ecco, ci vado per comprare le cialde al mio fidanzato, no?
Il fatto è che lui si scoccia di tutte quelle michiatelle e le capsule e la commessa che fa la riverenza e puntualmente ti vogliono affibbiare un vassoio e la "nuovissima offerta riservata solo per te" e lui si rompe e io invece ci vado a nozze e ogni volta esco dal negozio con delle cose inutili tipo le indispensabili bustine di zucchero; ché poi lo so che lui mi dirà: - Ma lo zucchero che abbiamo non va bene? - e però suvvia, mica puoi offrire il caffè agli amici porgendogli il baratto di zucchero! E allora - Mi dia sia le bustine con lo zucchero normale, che quelle con lo zucchero di canna! - e poi ci sono le capsule della limited edition e quelli della Nespresso ogni sei mesi ampliano la loro gamma con una fragranza limited edition fino a esaurimento scorte e voglio dire, vuoi non comprarle? 
Dobbiamo rassegnarci al fatto che il caffè in cialde non è solo una moda del momento, ma che invece sta prendendo sempre più piede nelle nostre case e probabilmente tra qualche anno avremo completamente dimenticato cos'è la moka. E proprio quando avremo deciso di buttare nel secchio la nostra vecchia Bialetti, liberando il ripiano della credenza da quell'inutile orpello, improvvisamente la caffettiera diventerà un oggetto vintage di quelli che nessuno sa più come usare e per questo di gran moda; un po' tipo i vecchi vinili,o la macchina da scrivere d nostra mamma...

Halloween promo

27.10.11

Tiziano Ferro e il video de La Differenza Tra me e Te


Non ho ancora capito se la canzone mi piace, non mi piace, o mi è del tutto indifferente. A dire il vero è proprio tutto Tiziano Ferro che non ho capito se mi piace, non mi piace, o mi è del tutto indifferente. Nella sua carriera ha tirato fuori album interessanti e dischi da depressone che boh. Nonostante siano passati dieci anni dal suo esordio con Xdono, io sto ancora cercando di inquadrarlo. Esce oggi il suo nuovo video dopo tutte le polemiche e bla bla bla... e comunque Tiziano più invecchia e più somiglia a Massimo Ranieri; ma tipo che secondo me dovrebbero fare un test di paternità.

26.10.11

Il toto finocchio del Grande Fratello


Il Grande Fratello non lo guardo da una vita.
Ammetto di essere stato molto affascinato dalla prima edizione e quando dico affascinato, intendo dire che tenevo la televisione sempre accesa e era tutto un ascoltare i loro discorsi e cercare le situazioni più divertenti e studiare con loro in sottofondo per avere un po' di compagnia - Oddio Taricone ha baciato Cristina!! -. La prima edizione del Grande Fratetello è stata la novità; era l'esperimento, era la scommessa, era the beginning di una lunga serie di programmi clone.
Visto l'enorme successo era impensabile non fare una seconda edizione e poi una terza e una quarta e siamo arrivati alla dodicesima edizione e nonostante facciano di tutto per farlo sembrare ancora un programma giovane e moderno, il meccanismo è sempre lo stesso e i partecipanti sono tutti simili e i colpi di scena sono ridotti a zero e questa trasmissione così giovane non è altro che una replica che va in onda da dodici anni. Roba che neanche più Fantaghirò danno così spesso...
Dodici anni con lo stesso teatro televisivo: sto in casa più tempo che posso, faccio un po' di casino, mi faccio notare, se sono furbo mi creo una storiella d'amore e poi qualche litigata eclatante e quando tutto finisce un paio di serate in discoteca non me le toglie nessuno.
Probabilmente non è un caso che ogni anno la casa diventi sempre più bella e i concorrenti sempre più boni e le punizioni sempre più dure e le ricompense sempre più sfarzose; sono tutti dettaglia che distolgono l'attenzione dal nulla televisivo. - Ma perché la gente continua a guardare questa minestra riscaldata? -. Non voglio fare la parte di quello che passa la domenica pomeriggio a vedere retrospettive di autori del socialismo sovietico  - Chi io? Ma fatemi il piacere... io adoro America's Next Top Model! -, ma per quale motivo dovrei guardare un programma che non mi stuzzica più la curiosità? Ecco appunto, "curiosità" pare essere la parola d'ordine e allora come fare per creare un po' di gossip e far sì che la gente si appassioni nuovamente?
Creando il caso del del concorrente gay.
L'argomento omosessualità nella nostra Italia piena di problemi, è ancora un'occasione buona per sghignazzare e fare battutine - Non far cadere la saponetta! - e quando succede che un personaggio pseudo famoso o del mondo dello spettacolo o dello sport - Sportivi gay? Non diciamo scemenze, non esistono... -, esca fuori dall'armadio e si dichiari gay, immediatamente la notizia si trasforma in gossip e le riviste fanno a gara per accaparrarsi l'esclusiva pur di vendere una manciata di copie in più.
Il principio fondamentale è semplice: io non mi dichiaro, la mia vita da omosessuale rimane nell'ombra, qualcuno però mi vede e fa trapelare la notizia che gira di bocca in bocca alimentando il gossip e non c'è mai conferma, ma solo smentite e quindi il gossip non finisce, ma di tanto in tanto riaffiora.
L'omosessualità non si vede e è una cosa che non si capisce dal colore dei capelli o della pelle o dal modo di parlare - Ok Malgioglio è un caso a parte e che teniamo fuori da questa discussione... - e per questo motivo chiunque attorno a noi potrebbe esserlo e chiunque potrebbe non esserlo e quello che voglio dire è che questo tam tam che si sente in questi giorni nella rete e questo ipotizzare chi sia il personaggio gay del Grande Fratello, è veramente avvilente. So perfettamente che è tutto un gioco e che durerà il tempo di un colpo di tosse e però è sempre così e non cresciamo mai e non posso pensare che la voce del personaggio gay sia stata messa in circolazione solo per accaparrarsi una manciata di ascoltatori in più. A questo punto facciamo una reality dove bisogna scoprire chi lo prende in quel posto e non pensiamoci più; quantomeno avrebbe molto più senso di questo vociare di sottofondo.
E poi i peggiori sono i gay che sperano che il personaggio finocchio sia quello bono e con i pettorali scolpiti nella roccia; voglio dire, ma veramente stiamo messi così?
Uno ci prova a vivere una vita senza nascondersi e senza svegliarsi al mattino con l'idea di essere gay e senza fare distinzioni tra noi e voi e quando esci di casa, le esperienze che fai giorno per giorno ti raccontano di un mondo tollerante e che non glie ne frega nulla di come sei e quando te lo chiedono rispondi semplicemente sì, in modo da non alimentare voci e per testimoniare la normalità dell'essere fru fru e poi accendi la televisione e qualcuno ha detto che la televisione è lo specchio della società e allora ti accorgi che ti sei creato un mondo tutto tuo e ti ricordi di vivere in un paese dove la parola gay fa ancora scalpore e tutti a scommettere su chi sia il concorrente frocio...

25.10.11

Il vestito per Halloveen


Halloween è una festa che forse qui da noi conosciamo poco, ma che però ormai abbiamo fatto nostra. Come gran parte delle festività nate nel passato, ha ormai  perso il suo spirito originario e quello che è giunto fino a noi non è altro che una semplice occasione commerciale,  fatta di costumi, dolci e gadget che elogiano tutto quello che riguarda l'oltretomba, vampiri e morti viventi di vario tipo. Nessuno in Italia sa per quale motivo si faccia, ma mascherarsi è diventato di uso comune come lo è per il nostro carnevale, anche perché su una cosa siamo tutti d'accordo: ogni scusa è buona per fare festa.
E così ogni anno sempre più persone corrono a cercare una maschera e ovviamente la sfida è quella di realizza la maschera più spaventosa o quella più originale e i negozi si riempio di zucche stregate e ragnatele e gli abiti più gettonati sono probabilmente quelli da strega o quelli da vampiro e poi fiumi di cerone per ricreare un pallore da rigor mortis e poi i canini appuntiti con un rigolo di sangue che arriva fino al mento e io ve lo dico: è tutto sbagliato.
Tut-to sba-glia-to!
Perché se c'è una cosa che ho imparato da Lindsay Lohan riguardo al 31 ottobre, è che sì, nel mondo reale Halloween è la notte in cui i ragazzini si mascherano da mostro e chiedono dolcetto o scherzetto; ma nel mondo delle ragazze, Halloween è l'unica notte dell'anno in cui una ragazza può vestirsi da troia e nessuno può dirle niente. Quindi no alle tuniche lunghe da strega, e sì alle culotte, no alla faccia da mostro e sì alle orecchie da coniglietta di playboy.
Ecco, da questo punto di vista il mondo dei gay non è molto diverso al mondo delle ragazze di Mean Girls. Nel senso che non so se siete mai capitati in una festa di Halloween finocchia, ma vi assicuro che se nel mondo reale la gente impazzisce per conciarsi in modo spaventoso, nel mondo dei gay, Halloween è la notte in cui i ragazzi più fichi possono uscire di casa indossando solo biancheria intima aderente e un paio di denti da vampiro e guai a chi si ferma a chiedere - Da cosa ti sei vestito? - perché loro sono ovviamente dei sexy vampiri gay assetati di carne.
Ma del resto questo è Halloween e nessuno può dire niente.

Proprio per questo motivo, il mio costume dello scorso anno, era una maschera ricercata, ma con un pizzico di vedo non vedo che smuove l'ormone e poco importa se tutti mi hanno chiesto - Ma da cosa sei mascherato? - perché detta tra noi, ero semplicemente pazzesco [LINK] e se nn sapete riconoscere chi interpreto, siete semplicemente delle poveracce.
Per quest'anno ancora non so se andrò a una festa e poi c'è da dire che non mi piace mascherarmi e mi fa sentire a disagio e oltretutto Halloween è una festa stupida e che non ci appartiene... e per questo motivo sto già pensando a un costume e voglio dire, sarà pure una festa stupida, ma mica posso farmi cogliere impreparato, no?
Quindi chi se ne frega di zombi, vampiri e morti viventi, perché Lindsay Lohan mi ha insegnato che per la notte di Halloween la parola d'ordine è: farsi desiderare...
E voi avete una festa alla quale andare? E da cosa vi maschererete? 

22.10.11

Fiocco di Neve


X Factor targato Sky ancora non è iniziato, ma qui abbiamo già la prima vincitrice morale e il suo nome è Fiocco di Neve. [VIDEO]
Sebbene fosse molto simpatica, per nostra fortuna Fiocco è stata esclusa dalla gara e infatti anche lei si è resa conto degli errori commessi durante il provino e tra un singhiozzo e l'altro ha detto: - E' vero, non ho dato il massimo... è vero ho sbagliato delle note... questo è il mio sogno... non rinuncerò... mai! -.
A mandarla a casa sono stati i voti di Arisa e Simona Ventura e però Fiocco l'ha presa bene e infatti registra un video dove per cinque minuti parla male dei due giudici che l'hanno eliminata - Aver vinto settanta concorsi letterari non è da tutti e io non dico di essere un'nteligentona eccelsa [...] ma è inutile che mi prende in giro, lei che ha vinto solamente un concorso di bellezza. - Ovviamente si riferisce a Simona Ventura e però non finisce qui: - Per quanto riguarda Arisa, io di lei posso dire che ha fatto due canzoncine sole e poi è completamente sparita dalla scena [...] -. Brava Fiocco, prenditi la tua rivincita e racconta la tua verità.
Che poi ieri è andata in onda la sua esibizione e oggi già sono scoppiate le polemiche di gente tanto invidiosa, che ha messo in discussione il suo talento letterario e il suo premio Bertelli e il Gronchi e brutti e cattivi che non siete altro. Fiocco non ci sta a passare per bugiarda e quindi ecco sciorinare davanti alla telecamera, tutti i premi della critica e i premi per la presenza scenica e le coppe (tante coppe!) e come vedete Fiocco non dice cavolate.
Ecco, io lo capisco che essere adolescenti al giorno d'oggi non deve essere affatto facile e capisco anche che questo mondo ti mette in mano tanti mezzi differenti, facendoti credere che il successo sia alla portata di tutti e però, cara la mia piccola Fiocco di Neve, ormai hai diciannove anni e non sei più una ragazzina e ti consiglio di non approfittare di questo momento di popolarità, perché se la gente si sta interessando a te, è solo per prenderti per il culo dalla mattina alla sera e se ci tieni ad avere un futuro sereno, prendi il tuo canale youtube e dallo in pasto agli squali, brucia le coppe, sparisci dalle scene finché sei in tempo, cambia città e colore di capelli, perché la tua situazione è proprio al limite e ancora puoi salvarti, ma basta una mossa falsa per aggiungere un altro premio alla tua collezione e se continui così il titolo di Nuova Gemma del Sud non te lo leva nessuno e risparmiati questa umiliazione.
E poi un altro consiglio: forse mora facevi schifo, ma fidati che platino non stai mica tanto meglio...

21.10.11

X Factor 5 - I provini a Trento


Nuova edizione di X Factor che inizia con una ventata di freschezza, perché finalmente il programma al quale eravamo abituati si libera dalle costrizioni e i meccanismi televisivi tutti italiani, per diventare più simile al format originale inglese. Parte così la quinta stagione di X Factor targata Sky e godibile su Sky Uno, che per l'occasione passa all'alta rioluzione diventando il nuovo canale HD di Sky. Questo significa che stavolta Simona Ventura, dovrà usare un doppio strato di cerone per mascherare le zampe di gallina. Dici: - Ma io sono un poveretto e non ho la PayTV, come faccio a vedere questo programma che mi piace tanto? - Ecco, se non avete intenzione di regalare un po' di soldi al già ricchissimo Murdoch, non disperate, perché per tutti i possessori di un decoder, la trasmissione va in replica il venerdì sera anche su Cielo.
Questo nuovo X Factor porta con se tanta voglia di novità e lo si vede subito da una regia dinamica e un montaggio accurato e moderno e però fa un po' sorridere pensare che tutta questa voglia di cambiamento, sia poi rappresentata da dei personaggi che guardano verso il passato. Ma la scelta di reclutare i vecchi giudici non è affatto una decisione sbagliata ed è riuscita a creare quella giusta aspettativa che serve ad un programma che pur non essendo nuovo, rappresenta comunque una grande scommessa.
Fatta Fuori Mara Maionchi, ormai completamente venduta per pochi spicci al tv trash di Maria De Filippi, fatta fuori anche Claudia Mori che stava sulle palle a tutti e fatta fuori pure Anna Tatangelo e non devo spiegare il perché; rimangono in ballo la regina della televisione Simona Ventura, Morgan e la sua spocchia da artista arrivato, Elio e la sua ironia intelligente e ad occupare il quarto seggiolino, il volto giovane di Arisa che è dimagrita qualcosa come centoventi chili. Ultima novità di questo nuovo X Factor, è anche l'assenza di Francesco Facchinetti ormai disoccupato dopo la chiusura prematura dell'inutile Star Academy e al suo posto la giovane promessa Alessandro Cattalan, che sta dimostrando di essere il ragazzetto che tutte le mamme sognerebbero per la propria figlia.
Che inizi X Factor 5!
Che poi questo non è un vero e proprio inizio, nel senso che io mi aspettavo che i giudici si piazzassero dietro il bancone e che i concorrenti salissero sul palco e iniziassero a scontrarsi a suon di esibizioni e invece, proprio come accade nella trasmissione inglese, le prime quattro puntate serviranno a introdurre i concorrenti attraverso la fase dei provini realizzati in giro per l'Italia. Le esibizioni si svolgeranno in un teatro/arena e gli aspiranti cantanti si esibiranno su delle basi registrate. Prima tappa a Trento.

Il primo concorrente che ci presentano è Valerio e, come è ovvio che sia, si rivela subito essere un bravo cantante e questo serve a dare credibilità alla trasmissione. Passa il turno con i quattro si dei giudici. [VIDEO]

Anche i Free Chords non sembrano male e questo fa sperare che forse, riusciremo a vedere sul palco di X Factor dei veri talenti e non gente balbuziente dalla dubbia intonazione, strambi personaggi alternativi o gente da Karaoke. [VIDEO]

Poi però come era normale che accadesse, iniziano i casi umani.
Walter Gerola è un operaio in cassa integrazione e intrattiene tutta la sala con un comizio sulla crisi economica e la precarietà del lavoro e si scontra con Morgan e si scontra con Simona e poi viene mandato a casa a calci o meglio, se ne va lui quando vede che tira una brutta aria. [LINK]

Fiocco di Neve è una ragazza di 19 anni e lei canta e balla e ha pubblicato due libri e ha vinto oltre 70 concorso letterari tipo il premio Gronchi o il premio Bertelli (ho controllato e esistono veramente) e però Fiocco vuole realizzare il suo sogno, che è quello di diventare una cantante e per l'occasione si concia come una parodia di Lady GaGa, ma soprattutto decide di cantare E.T. di Katy Perry. Voglio dire, vuoi fare la cantante e ti presenti con un brano di Katy Perry?!? Povero Fiocco di Neve, è così stonata che ci sarebbe da prenderla in giro da qui al giorno del giudizio, ma mi fa così tanta tenerezza quando sbotta a piangere singhiozzando, che posso solo dirle: - Brava Fiocco, torna a sognare e fai volare la tua fantasia sulle ali profumate di un My Little Pony, perché questo mondo è troppo brutto per smettere di credere nei miracoli... -. [LINK]

E' poi il turno di Francesca e lei ha solo 16 anni, ma canta come se avesse alle spalle l'esperienza di Fiorella Mannoia e si presenta pure con un brano dei Led Zeppelin. Ora voglio dire, io a sedici anni manco sapevo cos'erano questi Led Zeppelin e a dire il vero anche adesso che ne ho 32, non saprei fischiettarvi neanche il ritornello di una qualunque delle loro canzoni e però se vi interessa so a memoria tutta I Wanna Go di Britney Spears. Lei è brava e forse la più brava di tutta questa puntata, ma ecco, magari un brano più adatto alla sua età sarebbe stato meglio. [LINK]

X Factor si tinge di Carramba, quando si presentano Consuelo e Marisol e loro sono due coatte storiche, ma tipo che sembrano due prostitute rumene che ancora non parlano bene l'italiano e invece sono solo sarde. Sono sorelle e però non si parlano da anni e si sono incontrare per caso ai provini, ma non si sono salutate. Che poi Marisol sembra un po' troppo disinibita nel raccontare alle telecamere il perché hanno litigato, sottolineando il fatto che è stata la sorella ad abbandonarla e ho l'impressione che più che convincere noialtri, voglia convincere se stessa. Arrivate al dunque, Consuelo viene eliminata e Mirasol invece passa il turno; ma quando i giurati scoprono che le due son sorelle e che non si parlano da anni, decidono di tentare l'impensabile: un duetto. O tutte e due o nessuno. Tra lacrime, singhiozzi e voce strozzata, a Mirasol giustamente gira il culo come un elica, perché il suo posto nella scuderia di X Factor ora dipende da una sorella che non sopporta e anche se il tutto puzza di organizzato dagli autori, io già adoro questa storia e non mi importa più nulla dei talenti e della musica; voglio solamente che X Factor riunisca queste due sorelle arrabbiate. [LINK]

20.10.11

This Must Be The Place


Siete andati al cinema a vedere Drive? [LINK] Beh se non siete andati provvedete quanto prima, perché secondo me è uno dei film più fichi di quest'ultimo periodo.

Adesso parliamo di Paolo Sorrentino. Mi domando: ma cosa spinge un regista italiano piuttosto apprezzato, a girare un film in america, interamente in lingua inglese e con attori americani? È la voglia di fare esperienze nuove? Ricerca di fama? Desiderio di stringere tra le mani un Oscar? Bho, forse dovremmo chiederlo a Muccino...
Comunque questo This Must Be The Place, super film acclamato da pubblico e critica, a me non è piaciuto per niente e sarei felice di sentire i commenti di quelli che invece lo hanno apprezzato.
L'impostazione è quella del classico road movie; dove uno Sean Penn troppo simile ad Edward Mani di Forbice, decide di riconciliarsi con il padre ormai morto, cercando il suo aguzzino in giro per l'America e così facendo non solo chiuderà il conto in sospeso del padre, ma ritroverà anche se stesso. Punto fine.
Quanti altri film con questa trama abbiamo visto? Ok, la ricerca di se stessi è un po' il leitmotiv di tutti i film on the road e c'è anche da dire che Drive mi ha insegnato a non giudicare solo leggendo la trama, perché ci sono tanti modi per raccontare una storia e un film può essere bello anche partendo da un soggetto ormai trito e ritrito e però non è questo il caso di This Must be The Place. Perché Sorrentino si perde in inquadrature e dettagli e primi piani di persone e per carità; la fotografia è bella e anzi, direi bellissima (è di Luca Bigazzi), ma fa troppo documentario sull'entroterra americano e la mia impressione, è che Sorrentino da bravo italiano sbarcato negli Stati Uniti, sia rimasto affascinato da quei paesaggi così diversi dalla nostra Italia e da quei piccoli centri abitati tipici di un'America che sta sparendo e da quelle case degli anziani con gli interni a fiori e il chellophane per proteggere il divano e dagli incontri stravaganti che si possono fare dentro il bar di un distributore di benzina ed è un po' come se stessimo guardando l'album di fotografie di un amico molto bravo a fare le foto. Da New York al Michigan, dal New Mexico allo Utah, Paolo Sorrentino non perde un dettaglio di questi straordinari posti, ma con l'ansia di voler raccontare un luogo, perde completamente di vista la narrazione del film. Roba che la ricerca dell'aguzzino passa così in secondo piano, che sembra solo la scusa per viaggiare di città in città. Praticamente una puntata di Turisti Per Caso.
E Sean Penn mani di forbice? Beh, lui è bravo e se il film si regge quel poco, è solo grazie a lui e alle sue facce e le sue stranezze e il trolley che porta sempre dietro come fosse il fardello del passato e il cerone che ha sul viso come per paura di mostrare il vero se stesso (e tutto si svela nella scena finale) e però solo Sean Penn mani di forbice non basta a tenere in piedi un film che perde continuamente pezzi per strada e, dopo due ore, riesce solo a dare l'impressione di aver parlato di tutto, senza però aver detto nulla di interessante.

Siete andati a vedere Drive? Beh, provvedete quanto prima...

19.10.11

La dura legge della Convivenza


La convivenza non è mai semplice; che sia con un amico di vecchia data, un perfetto sconosciuto, il marito o il fidanzato, vivere con un'altra persona non è mai semplice e prima o poi i nodi vengono al pettine. Perché ognuno di noi porta con se delle piccole manie e i primi tempi è tutto divertente e si vede solo il lato bello delle cose ed è un po' come stare in campeggio e poi però, quando la confidenza aumenta, si abbassa la guardia e si iniziano a notare le varie sfumature dei caratteri.
Che poi ci sono alcune cose che se te le facesse un amico, ci passeresti sopra senza troppi problemi e invece quando è il tuo ragazzo a farle, allora ti prende un nervoso, ma un nervoso, che le parole vengono fuori dalla bocca come se stessi vomitando: - Senti, la mia pazienza ha un limite e tu l'hai superato già da tempo!-. 
Ecco, io lo so perfettamente che sono un pizzico disordinato e anzi; più che disordinato direi che sono pigro e mi manca proprio la voglia di mettere in ordine e però quando mi sento in una fase propositiva, allora divento una furia e le cose vanno fatte come dico io e quindi le magliette vanno messe nel cassetto a seconda del colore e le fughe delle mattonelle vanno pulite con lo spazzolino e i bicchieri vanno asciugati per evitare goccioline di calcare e quando mi ci metto sono veramente attento e meticoloso. Peccato che non mi ci metta. E quindi continuo a lasciare scarpe in giro, magliette buttate per terra, piatti da lavare e chi più ne ha più ne metta. Il tutto non creerebbe alcun problema, se non mi fossi preso un fidanzato ai limiti dell'ossessivo compulsivo e per lui ogni superficie deve essere sgombera e il lenzuolo deve pendere della stessa misura da entrambi i lati del letto e i cuscini sprimacciati e il tappeto orientato di quarantasette gradi rispetto al divano e quando due personalità così differenti si trovano a vivere sotto lo stesso tetto, allora i compromessi sono all'ordine del giorno.
Tipo che poi, quando decido di accorciarmi la barba (una volta ogni morto di papa), non appena lui sente il bzzzzzzzzzzzzzz del rasoio elettrico, inizia ad urlare dall'altro capo di casa - Quando hai finito pulisci tutto, mi raccomando! - come se io normalmente vivessi in un letamaio, cioè, fosse per me magari sì, però ovvio che pulisco, ma ti pare?! E così esco dal bagno con quel lavandino che brilla neanche fosse la pubblicità del Viakal e poi arriva lui e trova sempre qualche rimasuglio di pelo di barba delle dimensioni di un micron, che neanche quelli di CSI avrebbero notato. La convivenza è così; prendere o lasciare.
Che poi fa tutto il precisino  e quando si lava i denti mi spreme il dentifricio dal centro; voglio dire, esiste forse una cosa più fastidiosa del dentifricio spremuto a cazzo?
A casa nostra è un continuo raggiungere compromessi e con il passare degli anni si sono stabiliti dei ruoli silenziosi e io sono l'artistoide bohemien e lui invece quello assennato e con la testa sulle spalle e lui è quello che pulisce i fornelli e io quello che sistema le cialde della Nespresso per ordine cromatico, lui è quello che rifà il letto e io quello che sceglie il tipo di sapone liquido da mettere nel dosatore, lui quello che lava i piatti e io quello che compra le candele profumate, lui quello che raccoglie le briciole, io quello che fa le briciole...
La convivenza non è mai semplice e qualche volta ci porta ad alzare la voce per cose stupide e però, se scegliamo di vivere insieme ad un'altra persona, non è solamente per dividere le spese di luce, gas e condominio, ma perché abbiamo bisogno di non rimanere soli.
E a me mi piace da impazzire quando siamo io e lui sul divano e lui mette quelle sue trasmissioni soporifere del cavolo in televisione e io poggio la mia testa sul suo petto, ascolto i battiti del suo cuore e così mi addormento.

18.10.11

Britney Spears e il video di Criminal


Dunque, la canzone mi piace; è l'unica ballade lenta dell'album, ma mi piace. E così, con un giorno di anticipo rispetto alla data annunciata, esce questo video di Criminal. Che poi la storia parte alla grandissima, ma tipo che dopo aver visto i primi due minuti iniziali alla festa, dove lei prende a calci nelle palle l'ormai ex fidanzato, mi aspettavo un capolavoro tipo Toxic (perché sia chiaro a tutti che Toxic è un capolavoro!). Poi però si perdono in balletti senza senso e con improbabili coreografie delle braccia e una trama che ti aspetti succeda qualcosa di grosso da un momento all'altro e invece solo una sparatoria che neanche la guerra in Vietnam, solo per aver rubato una scatola di caramelle al drug store.
Ormai son convinto che a Britney non freghi una ceppa della musica e che sforni video solo pe fare pubblicità ai suoi profumi. E comunque c'è anche la presenza di un manzo da paura, che poi sarebbe nientemeno che il fidanzato della Britta, tale Jason non so cosa, che per l'occasione si è fatto disegnare con l'Uniposca dei tatuaggi imbarazzanti e tra un pacchetto di gomme rubato qui e dei cioccolatini rubati  lì, intanto i due scopano dalla mattina alla sera facendo dei numeri che Paris Hilton se li sogna. Sei una ragazza cattiva, tanto tanto cattiva, Britney.
Ben tornata...

New York City, locali e vita notturna gay

I bartenders del G Lounge
La scena fru fru di New York è particolarmente ricca e variegata di locali esclusivamente gay o lesbo, ma anche discoteche che organizzano serate a tema. La scena gay si sviluppa principalmente intorno ai quartieri del Greenwich Village e Chelsea; solo che con il passare degli anni al Greenwich Village son rimasti solo locali da sfigato o per turisti spaesati, mentre invece tutto il divertimento più giovane e alla moda si è spostato a Chelsea, dove ci sono dei posti pazzeschi.
In dodici giorni trascorsi a New York, di locali ne abbiamo visti abbastanza e però mi sono accorto che gira che ti rigira, stavamo sempre negli stessi posti e questo mi ha fatto capire che forse, alcuni bar ci son piaciuti più di altri e quindi vado a raccontarvi quali sono stati i club newyorkesi che più hanno caratterizzato la nostra vacanza a New York. Dici - Ma che me ne frega a me dei locali della Grande Mela! - e forse avete pure ragione, però almeno la prossima volta che capiterete da quelle parti, saprete già come muovervi e poi che cavolo, il blog e mio e parlo di quello che voglio io.

Barracuda
275 West 22nd St, New York, NY 10011
È un piccolo disco-pub nel cuore pulsante di Chelsea e qualche anno fa è stato anche eletto "Best gay Bar" dal New York Magazin. Il posto è uno stanzone stretto e lungo e si divide in due sale: una è proprio davanti al bancone, mentre l'altra e giù in fondo e a dividere le due zone c'è un bel tavolo da biliardo e ho scoperto che in tutti i bar di New York c'è un tavolo da biliardo; come se i finocchi fossero grandi giocatori di stecca. Il Barracuda offre ogni sera uno show differente e per esempio il martedì c'è il karaoke e il giovedì si ricercano talenti con lo show diretto nientemeno che dalla drag Mimì Imfurst, che sarebbe una che ha partecipato al programma America's Next Drag Queen (io me lo vedevo su SKY), ma era una stronza vera e quindi l'hanno fatta fuori quasi subito. Il locale è carino e si respira un'aria decisamente newyorkese e dietro il bancone a servirvi ci sono dei bartender molto fighi e se ne vedete uno con le braccia tutte tatuate e il viso da bel tenebroso, ecco, se lo vedete ditegli che lo saluta quello di Roma alto e con la barba...

G Lounge
225 West 19th, New York, NY
A pochi passi di distanza dal Barracuda, c'è questo piccolo disco-bar e potete tranquillamente spostarvi da un posto all'altro, ché tanto l'ingresso è libero per quasi tutta la settimana e ti fanno entrare e uscire senza problemi. Mentre il Barracuda punta molto sullo show e gli spettacoli delle drag, al G Loung si punta sui corpi perfetti dei gogo boy e le serate di striptease del martedì e la musica di Cazwell e se non sapete chi è Cazwell allora fatevi una cultura, ché lui ormai è diventato un istituzione della night-life finocchia [LINK]. Se al fascino dei giovani gogo boys, preferite invece degli hottest daddies con abiti succinti, allora non dovete mancare alla serata del mercoledì e poi ovviamente il party del venerdì e vi assicuro che in questo posto ci sono i bartender più boni che abbia mai visto in vita mia.

Le Bain
444 W 13th St, New York, NY 10014
on the rooftop of the Standard Hotel
Nel cuore del Meatpacking District, al 18° piano del nuovissimo e glamourissimo Standard Hotel, ogni martedì notte si svolge il pazzesco On Top party, con il suo rigorosissimo dress code "vestiti come te pare", nel senso che più ti conci in modo strambo e meglio è. Ed infatti qui c'è sempre un sacco di gente eccentrica, con mini vestitini e pelle in vista o abiti che farebbero invidia a Lady GaGa e poi non dimenticate di indossare il costume da bagno; perché al centro della sala c'è la pazzesca hot tub e chiunque può tuffarsi in mezzo alle jacuzzi girls e sembra quasi di stare in un party organizzato dalla Factory di Andy Warhol e non dimenticate di passare per la scalinata ricoperta di graffiti e arrivare al al roof bar del piano di sopra, dal quale godere una pazzesca vista dello skyline di New York. Una raccomandazione però, la fila per entrare è sempre tanta e per saltare un po' di coda, potete andare all'ingresso e chiedere di Desi. Ve lo giuro, non vi prendo in giro; ci è bastato andare dalla tipa alla porta e dirle - Siamo nella guest-list di Desi... - e quella ci ha fatto entrare in un men che non si dica, scavalcando tutta la fila chilometrica. Chi cazzo sia questa Desi proprio non lo so, però se la incontro le offro da bere.

The Eagle
554 West 28 between 10th & 11th Ave., New York, NY 10001
Lasciamo le atmosfere da rivista patinata del Le Bain e entriamo nelle stanze buie e fumose dell'Eagle, un locale prettamente leather/bear, ma nel quale può entrare chiunque e anche se sei una secca magra e glabra, nessuno ti dice nulla. L'ingresso è gratuito e questo è un bene, perché almeno se il posto non ti piace puoi scappare a gambe levate senza avere il rimorso di aver speso una lira. In verità dietro l'apparenza da bettola zozza e piena di gente losca, si nasconde un locale piacevole e d'estate la terrazza all'aperto è un luogo imperdibile. Ricordate però di mettere in valigia un paio di jockstrap perché ogni mercoledì è jockstrap party! Noi ci siamo stati e vi assicuro che dopo i primi dieci minuti, l'imbarazzo di stare a chiappe all'aria svanisce completamente. Il giovedì invece il dress code è: no cologne, no sneakers, no dress shirt, only harnesses, uniform, leather and rubber e in verità fanno tutti i cattivi e devo dire che inguainato in una tuta di latex e con un maschera antigas in viso, farebbe paura anche Winnie The Phoo, ma in verità il posto è super tranquillo e ti fanno entrare anche se non hai un abbigliamento da bondage estremo.

Industry
355 West 52 Street; NY 10019
Lasciamo le atmosfere di Chelsea, per spostarci a due passi da Time Squere, nel quartiere Hell's Kitchen. L'Industry  è un grande disco-bar ricavato in un vecchio garage e offre un calendario di eventi che non conosce sosta e va avanti sette giorni su sette. Il concept è un po' lo stesso del Barracuda, ma stando in una zona più turistica, ovviamente il tipo di clientela è leggermente differente e io preferisco di gran lunga le atmosfere più raccolte di Chelsea. Comunque ci si diverte con le sfide tra artisti emergenti del lunedì e la disco del martedì e il karaoke della domenica e anche qui a fare da padrona di casa abbiamo Mimì Imfurst (sempre la drag che sta pure al Barracuda). Immancabile ovviamente, il tavolo da biliardo e vi assicuro che i finocchi ci giocano veramente e non sta lì solo per bellezza.

17.10.11

Il trailer di The Avengers

Che poi, se proprio vogliamo essere pignoli, Iron Man era una cagata colossale e, nonostante gli incassi milionari, la sua ironia da film Natalizio era proprio fastidiosa; Capitan America è stato uno dei film più piatti della scorsa stagione e non è servito a nulla metterci dentro quel pezzo di manzo di Chris Evans che, nonostante sia un bono da "fammi male", è unanime il pensiero che fosse molto più sexy quando era solo un uomo torcia; Thor aveva una sceneggiatura che neanche un episodio dei Teletubbies, ma fortunatamente almeno in questo film c'era qualcosa da guadare, ché Chris Hemsworth Dio lo benedica, è veramente da arruolare subito nella scuderia della Raging Stallion; poi c'è l'incredibile Hulk, che ci hanno provato in tutti i modi a farcelo stare simpatico, ma niente, a nessuno interessa di conoscere la sua storia; e infine Scarlett Johansson che, perdonate la schiettezza, sta lì solo per mostrare un po' di pelo.
Voglio dire, ma veramente vogliamo andare a vedere questo film, coacervo di tutti i peggiori prodotti hollywoodiani degli ultimi anni?
Beh, ovviamente la risposta è sì!
Il film uscirà solamente il 25 aprile, ma intanto ci massacreranno di trailer e pubblicità.

Dopo la manifestazione del 15 ottobre

Nel resto del mondo le manifestazioni hanno ottenuto visibilità e grandi spazi e fotografie sulla stampa.
E' stato come un unico grido di rabbia nei confronti di una crisi che i cittadini non vogliono pagare. La più grande manifestazione spontanea che sia mai stata organizzata; nata grazie alla potenza della rete e senza gruppi di supporto promotori.
Oggi mentre si fa la stima dei danni, rimangono ancora tante domande insolute e personalmente mi chiedo come sia possibile che solo a Roma sia accaduto uno scempio simile e mi domando come mai questi così detti black bloc, non siano stati fermati prima. Come è stato possibili farli passare indisturbati in mezzo alla gente, nonostante il loro abbigliamento ben riconoscibile, nonostante i caschi neri in testa e le sciarpe e i passamontagna che coprivano il viso? Come non fare distinzione tra noi e loro?
I gruppi da isolare erano lì sotto gli occhi di tutti, ma non chiedetemi per qual emotivo, li hanno lasciati fare fino allo scoppio finale.
Nel video che allego di seguito, oltre alle solite tiritere emotive e la storiella che fanno tanto folclore tipo quella del signore che è riuscito a salvare dall'incendio solo la fede del matrimonio, quello che mi ha colpito è il sospetto che si insinua nella mente delle gente: - Cercate a chi giova. Quelli sono i mandanti... -.
Ecco, non per fare per forza quello che "è tutto un complotto", però il fatto questi vandali abbiano agito indisturbati per gran parte del tempo e poi che quasi nessuno, sia a destra che a sinistra, abbia parlato dei numeri impressionanti di questa manifestazione, fa venire tanti dubbi anche a me.  E con questo spero di chiudere l'argomento che sinceramente già mi ha annoiato.

Dentro la manifestazione del 15 ottobre


Quando l'ingiustizia diventa legge, la resistenza diventa dovere.
(Bertolt Brecht)

Io c'ero.
In mezzo alle famiglie e i ragazzi, tanti ragazzi della mia età, ma anche persone più anziane e accenti provenienti da tutte le parti d'Italia e poi i palloncini e i fischietti e musica e una Roma letteralmente invasa dai così detti indignados italiani. Mai vista così tata gente per le strade del centro neanche quando Gucci inizia a fare i saldi. Un fiume di persone che si estendeva fino a perdita d'occhio. Dicono duecentomila e io ci credo. Gente stufa di un debito che cresce sulle nostre spalle e stufa della ricchezza iniqua e stufa del comportamento di una classe politica che guarda solo i propri interessi, e i fotografi erano tutti per gli slogan sui cartelloni e per la gente mascherata e però questo è un racconto che non interessa più a nessuno, fagocitato dagli altri eventi, quelli che hanno come protagonisti i vandali, quelli che con un colpo di tosse hanno spazzato via tutto, oscurato, cancellato e puff! noi siamo scomparsi dalla storia e son rimasti solo loro.
E io li ho visti loro, correre in mezzo alla gente, passarmi accanto, con i volti coperti dalle sciarpe e i caschi sulla testa e le bandiere rosse con tre stelle bianche e i bastoni e sembravano ragazzini mascherati da cattivi e invece hanno spaventato tutti. Bombe carta. Petardi. Vetrine rotte. Macchine di lusso distrutte. Le fiamme che bruciano e il fumo nero che si alza nel cielo. Un centinaio di ragazzi che non avranno avuto più di trent'anni. Il resto lo avrete sentito dai telegiornali.
Roma ne esce un bel po' massacrata e ve lo dice uno che non vuole fare sensazionalismo, ma che per quelle vie ci è passato e ha visto i danni. Ma non cadete in questo inganno, perché dietro i Blak Block e dietro gli scontri e dietro la violenza e dietro a quel sabato di follia, in duecentomila sono scesi in strada per far ascoltare le loro ragioni e prima si smetterà di parlare degli scontri, e prima questa voce troverà il modo per farsi sentire.


14.10.11

316

Foto: Ansa.it
La Camera ha confermato l'ennesima fiducia al governo. I voti a favore sono stati 316, mentre i contrari 301. La maggioranza richiesta era di 309 voti. I votanti in tutto sono stati 617. Ecco, io di come funzionano queste cose ne so un po' poco e quindi preferisco affidarmi alle parole del blog I segreti della casta; leggete bene perché mi sembrano molto interessanti.
cut&paste

"Il voto di fiducia è per chiamata nominale: la presidenza chiama per nome uno ad uno i 630 deputati in ordine alfabetico e questi devono recarsi sotto la postazione del Presidente della Camera e pronunciare una sola parola: o SI o NO.
Li chiamano una prima volta, finito l'ordine alfabetico, richiamano una seconda volta coloro i quali non hanno risposto alla prima chiamata.
Hanno inventato lo smartphone, l'automobile, internet, la televisione, il computer, ma la procedura è sempre la stessa adottata nel 1861.
Il voto quindi non è simultaneo e ciò permette al governo di turno di potersi fare un'idea dell'esito finale del voto a seconda delle previsioni e le proiezioni redatte dai propri capicorrente.
Fin dai tempi di Depretis e Crispi, i deputati-mercenari si mettevano in vendita in tutte le stagioni, ma il loro acquisto entrava all'ordine del giorno solo nei casi dei governi traballanti, quelli sorretti cioè da una maggioranza troppo vicina alla maggioranza minima di 315 deputati.
Ma ci sono una manciata di minuti all'anno che rappresentano il vero cuore dell'arte della prostituzione politica: le quotazioni schizzano vertiginosamente in alto e i mercenari e i scilipoti vari fanno un mucchio di soldi.
Questo spettacolo indegno si consuma nel breve lasso di tempo che intercorre tra la prima chiamata e la seconda chiamata.
I mercenari restano nel corridoio all'esterno dell'aula, il pomposo transatlantico, e restano impassibili alla voce in filodiffusione del rpesidente della Camera che pronuncia il suo nome e cognome.
Il disertare la prima chiamata, malgrado la propria presenza all'interno della Camera, è un messaggio in codice fin troppo chiaro.
Se i numeri della prima chiama sono traballanti e i mercenari della politica hanno saputo fare un buon gioco di squadra disertando in massa la prima chiama, gli agenti del lavoro sporco e i capocorrente (in questa legislatura quasi sempre il plurinquisito Denis Verdini) si avvicinano e lanciano l'ultima offerta.
Questi delinquenti di deputati mercenari non hanno studiato Aristotele, Cavour o Spinoza, non sanno nulla di deficit della bilancia commerciale o di disavanzo primario: la vera qualità di questi prostituti della politica è il saper vendersi al momento giusto, cioè al massimo della quotazione. 
Tira la corda, mantieni i nervi saldi, cerca di arrivare alla seconda chiama e vedrai che tutti i tuoi desideri in quella manciata di secondi diventeranno realtà.
Ci sono le zoccole più incarognite della politica che in quel frangente riescono a strappare anche un ministero dell'agricoltura (come Saverio Romano, il deputato cuffariano inquisito per associazione mafiosa diventato ministro mentre il suo capocorrente è rinchiuso in carcere), così come ci sono gli inetti che si svendono per pochi spiccioli, come il pagamento del mutuo sulla casa.
Il governo è agli sgoccioli, ma il plurimiliardario Berlusconi, può garantire un futuro e prebende per tutti. Ci sono ormai i saldi di fine stagione. ne approfittano un pò tutti. non solo Ruby e Tarantini. Ci sono anche e soprattutto i deputati . Anche loro hanno mogli, figli e parenti. E al generoso Silvio non tocca che aprire il portafoglio..."

Push Club Rome promo

Che poi vabbè, ormai ho iniziato con questa sviolinata nei confronti del Push e quindi tanto vale portarla avanti. Quei mattacchioni degli organizzatori hanno appena messo in rete un divertente video promozionale e magari lo avrei fatto durare una ventina di secondi di meno, ma Alex sul cavallo che dice - Sarà un po' troppo?! - è veramente irresistibile e io trovo che sia uno spot meraviglioso. Vi prego giratene uno al mese. Sarà un po' troppo?

13.10.11

La manifestazione del 15 ottobre


Sabato prossimo, decine di migliaia di persone marceranno e manifesteranno in tutto il mondo per protestare contro le risposte della politica alla crisi economica. L’iniziativa è ispirata a quelle dei cosiddetti Indignados spagnoli che grazie alla loro rivolta, hanno ottenuto tanto clamore mediatico. L'idea alla base di questo 15 ottobre, è coinvolgere il maggior numero possibile di manifestanti non solo italiani, ma anche francesi, tedeschi e poi in Russia, Stati Uniti, Polonia, Regno Unito, Paesi Bassi, Tunisia e diversi paesi nel Sud America.
Il 15 Ottobre gente di tutto il mondo prenderà le strade e le piazze per una protesta non violenta e speriamo veramente che non violenta rimanga.
Le ragioni della protesta sono molteplici, forse anche troppe e per questo motivo alla fine risultano poco chiare e c'è chi manifesta contro il sistema finanziario, chi contro i paradisi fiscali, chi si scaglia contro il potere politico chi addirittura contro le iniziative militari e poi chi protesta contro chi vuole soffocare la voce libera della rete e insomma, per come siamo messi in Italia direi che c'è l'imbarazzo della scelta.
Chi esercita il potere agisce a beneficio di una minoranza, ignorando la volontà della grande maggioranza e quindi è arrivato il momento di farsi sentire per rendere questo anonimo 15 ottobre, una giornata unica nel suo genere.
Appuntamento a Roma, il 15 ottobre 2011 ore 14 in piazza Esedra, che poi sarebbe quella che chiamano anche piazza della Repubblica (a due passi dalla stazione di Roma Termini). Senza bandiere di partito, ma con tanta voglia di cambiare le cose. Prima che sia veramente troppo tardi.

12.10.11

I locali finocchi di Roma: l'inaugurazione del Push Club Rome


Ho notato che quando scrivo una cosa cattiva o muovo delle critiche, allora sono lo stronzo che parla male; quando invece parlo bene, allora sono quello venduto che fa le markette per ottenere qualcosa in cambio. Come faccio, faccio male. Ma continuo a fare di testa mia.
L'inaugurazione del Gorgeous I Am all'Alpheus non mi è piaciuta molto. Il locale completamente rinnovato non ha nulla di nuovo se non le pareti tinteggiate con un nero glitter e poco altro. Il nuovo ingresso trionfale fa un po' Rimini anni novanta e il pavimento bianco, dopo sei minuti era ricoperto di pedate e cocktail caduti in terra. E poi dentro faceva un caldo assurdo e non hanno acceso l'aria condizionata neanche per quaranta secondi. 
L'apertura del Muccassassina al Qube è stata un po' deludente. Nel senso che il posto è sempre fico, la serata è sempre divertente e però non dava l'impressione di essere una serata di inaugurazione e considerato il loro potenziale, mi son sembrati un po' sottotono (parlo soprattutto del 3rd floor, perché agli altri piani son stato solo di passaggio). Tutto molto bello, ma l'impressione è che abbiano pensato: - Noi siamo il Mucca e possiamo permetterci di non organizzare nulla di speciale per l'inaugurazione, perché tanto siamo fighi a prescindere -. Ecco, no scordatevelo.
Poi c'è stato il debutto del Push Club Rome all'Alien. L'Alien è bello, non un locale enorme, ma bello. Gli organizzatori di questa nuova serata (che sono tutti ragazzi giovani come me), sicuramente sanno che devono fare attenzione a come gestiscono le cose, perché il sabato sera è un terreno impervio e la concorrenza è spietata e loro non possono contare sul "tanto ci conoscono e sanno che siamo fighi". No, loro devono farsi le ossa e conquistare quella fetta di pubblico che gli permetterà di tirare avanti, perché altrimenti- Bella regà, ci abbiamo provato, ma si chiude baracca e burattini e si torna a fare altro. -.
Sabato scorso all'inaugurazione e a me hanno già conquistato.
Dici - Le discoteche sono tutte uguali e un posto vale l'alto. -. Errore. Senza dubbio tutti i posti hanno  lo stesso comune denominatore e quindi le luci strobo e il fumo che fa tanto disco anni novanta e i laser e i drink e poi ovviamente la musica; ché fino a prova contraria uno va a ballare principalmente perché c'è la musica bella.
Ecco, l'opening party del Push ha visto la presenza di Steven Redant e vabbè, io so già che starete dicendo - E chi è sto Steven?? - e effettivamente neanche io lo conoscevo e però ho fatto i compiti a casa e vi dico che è quello che suona a La Demance di Bruxelles, tanto per dire uno dei party più famosi d'Europa. Poi c'è Phil Romano e a me piace la musica che mette Phil e non credo sia un caso che in pochi anni sia riuscito ad ottenere una buona popolarità al livello mondiale e sia finito a mettere dischi anche al Circuit di Barcellona; tanto per dire uno dei party più famosi al mondo. Posso dire la miglior house da un bel po' di tempo a questa parte? Forse non capisco un cavolo di musica, però lo dico.
Dici - Ma che cavolo! Mi stai parlando di dj e di posti per palestrate di mezza età e bear pelosi e a me invece piace Katy Perry e Britney Spears! -. Presto detto, perché all'Alien c'è anche la sala commerciale e ho molto apprezzato l'animazione che metteva insieme una drag pelata, un ragazzo nano e una tipa bionda dall'aria coatta e son pronto a scommettere che da domani tutti avranno un nano nel proprio locale. Poi vabbè sabato scorso c'era quella strafiga di Ully Gomes, che è una perfetta sconosciuta, ma che pare Ainett Stephens in versione più gnocca e io non riesco a non fissarla per quanto è bella; e cosa volete che vi dica su Alex Marte? Voglio dire, lui ormai lo conosciamo ed è l'astro nascente della Man at Play e sabato stava inguainato in quei leggings, che mamma mia...
Insomma, io sabato mi sono divertito e è inutile mettersi a raccontare di un'atmosfera bella, serena e festosa, anche perché quando si è tra amici ci si diverte sempre, ma credo che aggiustato il tiro su alcuni piccoli dettagli, questo Push Club sarà pronto a spiccare il volo nella gay night romana.
E voi siete pronti per fare questa nuova esperienza?

11.10.11

Drive


La verità è che sono andato a vederlo solo perché sto in fissa con Ryan Gosling. Ma tipo che se fossi una ragazzina di quindici anni, comprerei la Smemoranda e la riempirei di sue foto e scritte fatte con un pennarello fucsia glitterato Ryan ti amo; ma il fatto che abbia superato i trenta, mi costringe a maggior moderazione e quindi mi limito a dire che lo trovo un attore molto interessante e condivido le sue scelte professionali fatte almeno fino ad ora, soprattutto di film indipendenti che lo hanno tenuto lontano dalla Hollywood più becera. Comunque Ryan ti amo.
La vera sorpresa però, è stato scoprire di come al di là della presenza del belloccio Ryan, questo Drive sia veramente una figata colossale e non mi stupisce che abbia vinto la Palma d'Oro a Cannes per la Miglior Regia.
Anche perché intendiamoci, la trama non brilla di certo per originalità e il tema è di quelli triti e ritriti in tantissimi altri film americani; ma la bravura del giovane regista Nicolas Winding Refn, sta proprio nel riraccontare una storia se vogliamo banale, con uno stile completamente nuovo e ci sarebbe voluto proprio poco per far diventare questo Drive, un nuovo capitolo della saga di Fast And Furious, con inseguimenti ad alta velocità, belle donne e testosterone; e invece la sorpresa è di trovarsi davanti ad un film povero di dialoghi e con lunghe pause, immagini a rallentatore, tante immagini a rallentatore, che se dovessimo mandarle alla velocità normale probabilmente il film durerebbe non più di 45 minuti e poi gli sguardi e i dettagli e i silenzi, tanti silenzi, colmati solo da una stupenda colonna sonora di quelle che ti rimane in testa. Di quelle che appena sono uscito dal cinema sono corso in iTunes per comprarla. Di quelle che è una settimana che gira a tutto volume in ogni iPod, in ogni stereo, in ogni altoparlante e non riesco a smettere di cantare A Real Hero dei College Feat. Electric Youth e non riesco a smettere di ascoltare quel sound dai profumi electro-pop anni '80 e tutto il film è una celebrazione degli anni '80, a partire dai titoli di testa con quelle scritte fucsia che ricordano Dirty Dancing e la colonna sonora piena zeppa di sintetizzatori e le macchine d'epoca che fanno tanto effetto nostalgia e ci fanno pensare che forse da quegli anni lì, forse non siamo mai usciti veramente. Ma poi arrivano gli schizzi di sangue e la violenza alla Quentin Tarantino e subito ripiombiamo con i piedi per terra, nella nostra epoca.
Drive è bello, forse non un capolavoro, ma proprio bello e questa volta Nicolas Winding Refn, si merita una standing ovation per aver confezionato uno dei film più intensi di quest'ultimo periodo, uno di quelli che potrebbe diventare il simbolo di una generazione, uno di quelli che se non andate a vedere, non siete proprio nessuno.

9.10.11

Gente della palestra #7



Tale che monopolizza il phon per asciugarsi i peli del pube
Praticamente lui esce dalla doccia, si mette l'accappatoio e poi va davanti allo specchio e prende il phon quello attaccato al muro e si mette lì tutto tranquillo ad asciugarsi i capelli e facendosi la riga da una parte e poi fischiettando, punta il getto di aria calda sulle palle e poi i peli delle ascelle e una passata rapida su tutto il corpo e poi torna a scaldarsi lì sotto, neanche avesse i peli dei testicoli lunghi come la treccia di Raperonzolo.

Ragazza firmata
Che poi sarebbe un po' una branca di quella truccatissima e praticamente questa qui, viene in palestra con un completino che costa più di una pelliccia Annabella. La fascia per i capelli richiama il colore del top che è in tinta con il baffo disegnato sulle scarpe Nike e i pantaloncini aderenti sono in tinta con l'asciugamano che a sua volta è dello stesso colore della felpa legata in vita e mentre corrono il bracciali Tiffany grande come la catena di un motorino, risuona come tante piccole campanelle.

Quello che ti vede entrare in doccia e ti chiede se hai finito gli allenamenti.
Praticamente la scena è questa: ci sono io mezzo nudo negli spogliatoi, con asciugamano legato attorno alla vita intento a rovistare all'interno della borsa alla ricerca del bagnoschiuma. Ad un certo punto entra un di quelli che vedo sempre in palestra e che però non ci sono così amico da parlarci per dieci minuti e però non è neanche così sconosciuto da ignorarlo completamente e quindi appena lo vedo gli dici ciao. Ecco, in questi momenti le persone si dividono in due grandi categorie: quelli che rispondono ciao e poi si fanno i fatti proprio e quelli che invece hanno una voglia matta di chiacchierare e che loro proprio non ce la fanno a non attaccare bottone e quindi anziché rispondere con un ciao e finire lì la conversazione, se ne escono con quelle domande del tipo: - Hai finito gli allenamenti? - o - Stai andando via? -.
Ora, tesoro della mamma, io lo so che probabilmente è una frase buttata lì tanto per dire qualcosa; ma secondo te io sto mezzo nudo e con le ciabatte infilate, perché prima mi faccio la doccia e poi corro venti minuti sul tapis-roulant? No dico, ma che ti dice la testa? Ovvio che sto andando via, no?
Che poi secondo me questi son gli stessi che quando ti tagli i capelli ti guardano e ti dicono: - Ma ti sei tagliato i capelli? -. Ma va?!?
Leggi anche gli altri episodi di Gente della palestra, clicca sull'icona sottostante:

  
  

7.10.11

La Pelle che Abito


Dunque, se volete una recensione da spocchioso intellettuale con la puzza sotto il naso, posso dilungarmi nell'esaltare il genio creativo di Almodovar e posso commentare il perfetto gioco di colori o i pianosequenza impeccabili e raccontarvi tronfio di quanto questo regista non smentisca mai la sua sopraffina bravura.
Se invece volete un parere onesto da amico, allora vi dico che il film è una gran cagata.
Il fatto è, che quando si parla di Almodovar, tutti pendono dalle sua labbra e guai a chi dice una parola sbagliata e c'è questa sorta di timore reverenziale e invece secondo me è uno dei registi più sopravvalutati del momento e sta ancora vivendo di rendita per un paio di film che gli sono venuti fuori bene.
Anzitutto c'è da dire che questo La Pelle che Abito è tratto da un romanzo che si chiama Tarantola e quindi togliamo ad Almodovar il merito di aver scritto una storia così intrigante. Poi diciamo anche che in uno slancio creativo, il regista spagnolo ha completamente stravolto il finale e infatti l'epilogo di questa pellicola è uno di quelli che lo aspetti con ansia e poi quando arriva dici: - Ma? Ma?! Ma che davvero davvero? -. Che poi io lo capisco che era uno dei momenti più drammatici, con i protagonisti che piangono in un misto di gioia e dolore e la telecamera fissa sui loro volti e però a noi c'è scappato da ridere. E a dire il vero abbiamo riso anche quando alla ragazzina stava per venire una crisi epilettica e pure quando vestita da Eva Kant con quella maschera stramba in faccia, ha cominciato a lottare contro Antonio Banderas.
Ok, Almodovar è famoso per la sua ironia nera, ma possibile che venga fuori sempre nei momenti meno appropriati? Che poi per tutto il tempo ho avuto la sensazione del - Ok, non mi sta piacendo, ma ora sicuramente succede qualcosa che lo fa riprendere... - e invece rimane sempre così piatto e fine a se stesso fino alla battuta finale e quelli che dovrebbero essere dei colpi di scena, in verità li avevamo capiti con mezz'ora di anticipo e insomma, Almodovar confeziona questo film che è un horror ma che non spaventa, è un thriller, ma non coinvolge e è anche un po' un drammone, ma che non appassiona mai e arrivato ai titoli di coda, l'unico commento che son riuscito a fare è stato: - Bhe, quantomeno non mi sono addormentato...! -.

6.10.11

Steve Jobs è morto


Steve Jobs inventore e creatore della Apple è morto ieri per un cancro al pancreas e sebbene la notizia della sua malattia fosse ormai cosa risaputa e sebbene le sue condizioni si fossero aggravate, l'idea della sua scomparsa ha sconvolto il popolo della rete. Il sito della mela morsicata lo ricorda così, solamente con una foto, una data quattro righe di descrizione che compaio cliccando. Del resto aggiungere qualsiasi altro commento sarebbe stato eccessivo; voglio dire, chi non conosceva Steve Jobs? Si potrà anche discutere giorni interi sulla validità dei suoi prodotti, ma senza dubbio hanno segnato una generazione intera e io vi faccio parte.

I locali finocchi di Roma: il Muccassassina


L'estate ci sfugge tra le mani e a poco serve provare a stringerla con tutte le nostre forze. Ormai le giornate si accorciano, la routine giornaliera ricomincia e con essa riaprono anche tutti i locali che avevamo salutato prima delle vacanze.
Qui a Roma la stagione riparte con alcune importanti novità e tra queste c'è il ritorno del Push Club Rome che promette grandi sorprese, special guest, ricchi premi e cotillion e devo dire che sono proprio curioso di andare a questa serata d'apertura. Poi ci sono gli appuntamenti che abbiamo imparato ad apprezzare nel corso di questi anni e ritroviamo l'aperitivo orso della domenica, che riparte in una location tutta nuova, ma con lo stesso buffet esagerato di sempre e sabato scorso ha riaperto anche l'Alpheus con la serata organizzata dal Gorgeous I am e il locale è completamente rinnovato e son riusciti anche a togliere la puzza di vomito che da sempre contraddistingue quel posto e poi riprende la serata del Bear Monday e torna l'appuntamento del venerdì sera e quando parlo di venerdì sera, intendo ovviamente il Muccassassina, tutte le altre sono imitazioni.
Ora sia chiaro, io non sono un grandissimo frequentatore di discoteche, nel senso che dopo un po' mi rompo di stare in piedi e sentire quella musica martellante nelle orecchie e preferisco chiacchierare piuttosto che ballare; però il Qube è un bel locale, forse uno dei migliori di Roma e ormai sono molti anni che ospita la così detta serata più trasgressiva d'Italia.
Certo gli spettacoli di drag queen e i gogo boys seminudi, non fanno più lo stesso scalpore di una volta e probabilmente per alcuni versi il lato economico ha ormai scavalcato la motivazione sociale che ventidue anni fa ha portato alla nascita di una serata che fosse interamente dedicata al popolo gay, lesbico, bisessuale e transessuale; ma ancora oggi il Muccassassina offre feste di grande qualità e non è un caso che molti locali abbiano provato a scopiazzare la loro divertente animazione, senza però mai riuscire ad euguagliare l'originale.
Quest'anno la stagione inizia con una piccola novità e ovvero il passaggio della direzione artistica dalle mani di Diego Longobardi, a quelle di Angelo Pellegrino e staremo a vedere quali innovazioni apporterà questo cambiamento.
Intanto sono sicuro che anche quest'anno, centinaia di giovani (io che ho 32 anni posso essere considerato ancora giovane vero?) riempiranno ancora una volta quelle sale e ce ne è per tutti i gusti e si comincia con la musica commerciale del piano terra e la black al primo piano e l'electro-house al secondo e se proprio vogliamo dirla tutta, il secondo piano è anche quello che preferisco. Non può mancare poi la ciliegina sulla torta e ovvero il braccialetto per entrare nell'Icon Privé, dal quale potrete guardare tutti dall'alto in basso e quando dico guardare dall'alto in basso, intendo proprio salire sul ballatoio che sovrasta la pista da ballo e guardare quelli che stanno di sotto. Dici: - Ma anche io voglio far parte dell'Icon Privé, come faccio? - semplice, vi basterà contattare uno dei ragazzi addetti alle liste e per esempio c'è il buon Matteo e lui è un tipo simpatico e che chiacchiera volentierei e anzi, a dire il vero chiacchiera proprio un sacco, ma tipo che alcune volte attacca delle pippe storiche, ma in fin dei conti è un bravo ragazzo e voglio sbilanciarmi: è pure carino! Però vabbé, adesso non te montà la testa Mattè.
Quindi per tutti gli amanti della musica, l'appuntamento è per venerdì 7 ottobre dalle ore 23:00 in Via di Portonaccio 212; io di sicuro non mancherò, perché sebbene non sia un tipo che non salta un venerdì, la serata di inaugurazione è senza dubbio una bella festa, divertente e incasinata al punto giusto e quindi tutti al Qube per festeggiare i 22 anni di Muccassassina e bere insieme un mojito. Sempre che tra un cubetto di ghiaccio e l'altro riusciate a trovare anche una stilla di rum, ma questa è decisamente un'altra storia...

5.10.11

E se chiudessero Wikipedia?


Qualche giorno fa ho letto che chiuderanno Nonciclopedia. Apriti cielo, il popolo di internet in rivolta.
Ok, io credo di essere andato su quel sito tipo una sola volta nella mia vita e ho pure cliccato quel link per sbaglio, ma questo non conta; perché quello che deve far veramente riflettere, è come un pincopallino qualunque pseudo potente di nome Vasco Rossi, abbia privato milioni di utenti di un sito, solo perché quel giorno gli girava il culo.
Che poi vabbè, a quanto pare la querela sarà ritirata e Nonciclopedia non chiuderà - Abbiamo scherzato, ve la siete fatta sotto eh!? -, ma comunque la notizia ha avuto un eco enorme.

Sull'onda emotiva di Nonciclopedia, ecco che l'edizione italiana di Wikipedia annuncia la chiusura del sito. Ora sia chiaro, questa non è una vera chiusura, ma piuttosto un gesto di protesta contro il comma 29 del DDL. Il disegno di legge attualmente allo studio, contiene infatti ancora la norma così detta ammazza-blog; una disposizione per cui ogni gestore di "sito informatico" ha l'obbligo di rettificare ogni contenuto pubblicato sulla base di una semplice richiesta di soggetti che si ritengano lesi dal contenuto in questione. Non c'è possibilità di replica e per chi non rettifica, paga fino a 12mila euro di multa.
Dice Wikipedia in merito alla legge:
«Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato. Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiederne non solo la rimozione, ma anche la sostituzione con una sua "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti. Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi". Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?»
Ora, c'è da dire che quando ero piccolo io Wikipedia neanche esisteva e io le ricerche le ho sempre fatte sfogliano le pagine ingiallite di un'enciclopedia, che aveva dei paragrafi scritti con un carattere così piccolo che ogni volta mi ciecavo gli occhi e però, nonostante questi metodi che adesso sembrano del pleistocene, ho finito ugualmente gli studi e mi sono pure laureato con il massimo dei voti (e chi lo avrebbe mai detto eh!).
La vera questione non è se vivremo bene senza Wikipedia e quell'abitudine che ormai abbiamo fatto nostra di controllare le date di nascita dei personaggi famosi ogni qualvolta il loro nome venga fuori in una conversazione con gli amici - Hai visto c'è Cristina Quaranta in TV? Cacchio quanto è invecchiata, ma quanti anni ha adesso? Aspetta che lo vedo su Wikipedia... -, quanto piuttosto capire se possiamo vivere bene, anche con un governo che dopo aver comprato buona parte delle televisioni e dei giornali disponibili sul mercato, adesso ha paura dell'enorme potere che ha acquisito internet.
Che poi sia chiaro, ogni cittadino italiano è già tutelato dal reato di diffamazione grazie all'articolo 595 del Codice Penale e quindi questo comma 29 del DDL, è un chiaro segno del fatto che qualcuno vuole colpire l'unico canale ancora veramente libero: la rete.

4.10.11

Meredith Kercher è morta di freddo?


Amanda Knox e Raffaele Sollecito non hanno ucciso Meredith.
Del resto chi sono io per mettere in dubbio la sentenza dei giudici?
Probabilmente è solo una coincidenza che entrambi appartengano a famiglie ricche. Come è solo una coincidenza che il Dipartimento di Stato Americano sia intervenuto più volte per tutelare la sua cittadina. Come è solo una coincidenza che invece Rudy Guede, il nero povero e con la faccia poco raccomandabile, sia stato condannato a 16 anni per concorso in omicidio. Omicidio che a quanto pare ha commesso da solo. L'omicidio di Meredith Kercher, quella ragazza povera e che viveva nei sobborghi di Londra.
I ricchi vincono, i poveri perdono.
Ma sicuramente è solo una casualità.