30.9.11

Google+ vs Facebook



I dati sono chiari: Facebook ha superato Google per volumi di traffico e tempo trascorso sul sito.
- Porcaccia la puttana! - avranno detto nel quartier generale di Mountain View - Bisogna pensare a qualcosa di nuovo per distruggere quegli stronzetti con la scritta azzurra! - e così è nato Google+, che poi sarebbe una copia di Facebook. Ma non sempre "copia" è da considerarsi come un termine negativo, soprattutto quando i risultati sono migliori dell'originale e infatti, dopo esser rimasti per lungo tempo nell'ombra studiando le mosse dei social avversari, i tecnici di Mountain View hanno messo in rete il social network migliore del momento.
Oh intendiamoci, io parlo da semplice utente di quelli che apre bocca e gli dà fiato, perché non sono minimamente un esperto del settore, però la mi è bastato stare dieci minuti su Google+ per farmi la mia idea.

Partiamo dal presupposto che Google+ ha finalmente una bella grafica, schematica e essenziale, ma colorata e ben studiata e non il solito piattume azzurro di Facebook, ma sono le funzioni che fanno la vera differenza rispetto al suo avversario principale. Google+ ha infatti introdotto il concetto di "gruppo chiuso", che loro chiamano cerchia. La cerchia è una cosa semplicissima e graficamente intuitiva e si tratta di creare gruppi di persone, per poi decidere con chi condividere le informazioni. Faccio un esempio pratico: ho degli amici inglesi che non capiscono una parola di italiano, con g+ posso creare una cerchia di inglesi, scrivere un post in inglese e renderlo visibile solo a loro, così i miei amici italiani che capiscono solo il romanaccio stretto, non visualizzeranno mai tutte quelle parole strane e incomprensibili. Immaginate quanto può tornare utile questa funzione a quei miei amici che, per motivi di privacy, hanno dovuto creare due profili su Facebook, uno con solo i colleghi di lavoro e uno con tutti gli amici finocchi con i quali scambiarsi le foto dei boni muscolosi e parlare di quante volte hanno infilato la lingua in bocca a qualcuno. Con g+ potete finalmente escludere alcuni utenti dalla lettura di un vostro post e essere certi che sarete solo voi a decidere a chi far leggere cosa. Ok, appena Facebook si è reso conto di quanto fossero fiche le cerchie, è corso subito ai ripari e ha creato in fretta e furia il concetto dei gruppi, ma bisogna essere onesti e i gruppi di FB sono una cagata colossale, complicati e macchinosi da gestire e alla fine tutti pubblicano tutto in modo indifferenziato.
L'unica nota negativa che ho trovo in questo sistema di gestione, è che su Google+ si viene inseriti all'interno delle cerchie senza dare il proprio consenso e solo in un secondo momento è possibile bloccare l'eventuale persona indesiderata. 

Poi c'è la questione della chat. Quella di Facebook cambia praticamente una settimana sì e l'altra pure e le modifiche non sempre sono reali migliorie. La novità di casa Google è la videochat, che ti permette di chiacchierare con gli amici guardandoli in faccia e senza bisogno di scaricare alcun software aggiuntivo. - Accipicchiolina! Ce l'hanno messa al culo un'altra volta! - devono aver detto nella sede principale di Palo Alto e così, Facebook è corso ai ripari stringendo un accordo con quelli di Skype e adesso anche loro hanno la videochat. Con l'unico inconveniente che per usarla, devi prima installare Skype e attivare quell'account, altrimenti gli amici di Facebook non ti potranno mai vedere. Che poi vabbè, su FB puoi videoparlare con un amico alla volta, mentre invece su Google+ puoi fare vere e proprie orge, poiché la sua videochat consente di vedere fino ad un massimo di 10 persone alla volta e l'inquadratura si sposta automaticamente su chi sta parlando.

Passiamo ora agli "I Like" che hanno fatto grande Facebook. Tramite un semplice click abbiamo avuto la possibilità di esprimere il nostro gradimento ad una foto o una notizia o qualsiasi altra cosa e in questo modo la gente ha potuto conoscere i nostri gusti, o più semplicemente anche solo ricordarsi di noi. Google+ ovviamente ha copiato anche quest'idea, ma l'ha chiamata +1. Il concetto è lo stesso, ma l'idea è stata migliorata grazie ad un'apposita pagina nella quale vengono salvati tutti i +1 che facciamo. In questo modo le notizie che ci piacciono non si disperdono nella rete, ma sono tutte raccolte e facilmente consultabili in un archivio e io spero che in questo modo, la gente smetterà di cliccare su "mi piace" in modo incondizionato, ché alcuni su Facebook ogni tanto partono di capocchia e ti ritrovi duecento notifiche di inutili "mi piace", alle volte anche a cose che avevi scritto mesi e mesi fa e di cui avevi completamente perso la memoria e se clicchi a raffica mi piaci su tutto e senza fare nessuna distinzione, oltre ad odiarti dal profondo del mio cuore, non mi farai neanche capire quali sono le cose che ti piacciono veramente e a quali invece hai cliccato sopra solo perché sei triste e annoiato.

Insomma, Google+ secondo me batte Facebook sotto tutti i punti di vista. Attualmente i suoi numeri non fanno neanche il solletico al colosso dalla scritta azzurra e infatti io su g+ ho tipo 20 amici, conto i quasi 400 di Facebook e però il social dalla grande G è passato da 0 a 20 milioni di utenti in sole tre settimane e sta crescendo a un ritmo forsennato, dimostrando a tutti quanti quante falle avesse la rete di Zuckerberg e forse è proprio per questo motivo che Facebook è pronto a rilasciare la sua nuovissima versione completamente aggiornata modernizzata e avete a disposizione ancora 5 giorni per gustarvi la vostra vecchia pagina, perché perché dall'8 ottobre Facebbok non sarà più lo stesso e io qui lo dico e qui lo nego, sono pronto a passare definitivamente a Google Plus..

Star Academy


Apro e chiudo parentesi.
Questo Star Academy è una copia del vecchio Operazione Trionfo, che andò in onda su Italia uno nel lontano 2002 e non lo sto dicendo per fare del sarcasmo, ma è proprio lo stesso identico format; tanto che se digitate "Star Academy" su Wikipedia, si aprirà la stessa pagina di Operazione Trionfo [LINK].
Il fatto che nel 2011 ripropongano una trasmissione di dieci anni fa, dovrebbe dirla lunga sulla freschezza del programma e non sto parlando di un Ok il Prezzo è Giusto che è andato in onda dal 1983 al 2001 e non sto parlando neanche di Giochi Senza Frontiere che tutte le estati spero ripropongano, no. Sono andati a ripescare Operazione Trionfo, che già non aveva avuto successo nel 2002, figuriamoci se può averlo oggi.
Provano a cavalcare l'onda del successo di X Factor, ma semplicemente Star Academy non è X Factor e questa è la prima cosa che Francesco Facchinetti cerca di spiegare al pubblico per circa venti minuti, mettendo in luce le differenza tra questa e "quell'altra" e però lui non nomina mai X Factor, ma si capisce benissimo a cosa si riferisce quando dice - I nostri giudici non hanno una propria squadra, ma giudicheranno tutti i concorrenti indistintamente e senza alcuna preferenza... -.
Oltretutto Francesco, conscio di occupare quel palco immeritatamente e in piena ansia da prestazione, si prende la libertà di rispondere male a tutti un po' a seconda di come gli gira il culo e subito scazza con Ornella Vanoni.
- Ornella Vanoni??? - direte voi, e avete ragione! Perché avendo a disposizione un budget ristretto, gli autori sono andati a cercare i giudici nelle case di cura e nei mercatini dell'usato e così abbiamo dietro la scrivania una Lorella Cuccarini con degli zigomi nuovi di zecca e poi smettiamola dopo trent'anni, di chiamarla ancora "la più amata dagli italiani" (maledetta Scavoli!), anche perché lo sappiamo tutti che è una grandissima stronza e che è assolutamente contro i matrimoni gay e scusatemi, ma io quella storia me la sono proprio legata al dito. Poi c'è Nicola Savino insieme alla sua carriera in picchiata libera da quando si è separato da Simona Ventura. Un altro giurato è Roy Paci (chi??!?!) e infine la giovanissima Ornella Vanoni che, perdonatemi ma lo devo dire, parla come se avesse due cazzi in bocca e non si capisce proprio niente.
Passiamo dalla padella alla brace, quando scopriamo i nomi dei vocal coach e ovvero tutta gente proveniente dagli anni novanta e senza più una carriera e abbiamo Syria, quella che in cerca di una semplice comparsata, è sempre stata tra il pubblico di X Factor e qualcuno deve aver pensato: - Se tanto anche quest'anno deve presenziare in prima fila senza fare nulla, allora tanto valeva darle quindici euro e metterla a lavoro come insegnate! -. Gianluca Grignani lo porterò sempre nel cuore per aver scritto La Mia Storia tra le Dita e Destinazione Paradiso, ma da quel momento in poi per me è finito come cantante. Mietta e Ron sono chiaramente entrati nel programma pensando di partecipare a Music Farm e per Mietta sarebbe un dejà vu...
In sostanza la vera questione è che si vede lontano un miglio che questo programma è stato pensato come un tappabuchi e ogni giurato o vocal coach che sia, sta lì solo per rilanciare la propria carriera ormai offuscata da troppo tempo e a nessuno interessa veramente di lanciare una nuova popstar. E del resto a noi non interessa sapere chi vincerà.

28.9.11

L'Alba del Pianeta delle Scimmie


Che poi, se proprio vogliamo essere pignoli, quelli sono scimpanzé.
La differenza è sostanziale, perché solamente il bonobo (il cui nome scientifico è Pan paniscus) ha un DNA che è per il 90% simile a quello umano. Questo significa che con dei lemuri o dei macachi non ci sarebbe stata alcuna evoluzione, ché quelli son talmente stupidi, che al massimo avrebbero potuto rubare delle noccioline ad un bambino, altro che sottomettere la razza umana. Ok, fine della parentesi antropologica.
L'alba del Pianeta delle Scimmie è un prequel della nota serie cinematografica, tratta dal romanzo del 1963 di Pierre Boulle. Il regista Rupert Wyatt aveva promesso un "Batman Begings" in versione Pianeta delle Scimmie e ovvero una salto indietro nel tempo per scoprire come siamo arrivati a questo punto e perché la terra è popolata da scimmie dalle capacità umane e gli esseri umani sono ridotti in schiavitù. Solo che poi si perde in un sacco di chiacchiere e arrivati al dunque non ci racconta nulla di utile.
Che poi sembra quasi di vedere due film differenti e incollati tra loro in modo maldestro. Nella prima parte ci fanno due palle tante, raccontandoci della sperimentazione e i test sugli animali e ci buttano dentro anche la cura per l'Alzheimer e c'è James Franco che sperimenta questo virus sulle scimmie e poi c'è suo padre malato (che sarebbe il Trinity di Dexter) e anche una sciapissima Freida Pinto (quella di The Millionaire, tanto per capirci), che l'hanno buttata nel cast giusto per avere un po' di figa da guardare, perché francamente è utile come un telecomando senza pile.
Poi c'è la seconda parte del film, che ha come protagonista lo scimpanzé Cesare, che prima viene rinchiuso in un ospizio per scimpanzé (del resto, tutte le città hanno un ricovero per scimpanzé, no?) e poi si ribella alle angherie dell'uomo e costruisce il suo esercito e scappa dalla città per tornare nel suo habitat naturale.
Punto, fine.
Voglio dire, come fine?!? Sappiamo che in qualche modo hanno soppiantato il genere umano e hanno costruito città intere e sono diventate così intelligenti da utilizzare gli umani come animali domestici o semplici schiavi e tutto dovrebbe essere partito da questo manipolo di scimmie sconquassate che diventano intelligenti solo respirando un gas contenete un virus? Voglio dire, Cesare c'ha messo cinque anni per evolversi e a queste altre scimmie bastano due boccate di gas per diventare Einstein?! Non mi spiegate un cazzo di come hanno estinto l'uomo? Questo significa che devo aspettarmi un sequel del prequel?!? 
Fortuna che ci sono gli effetti speciali a tirare su le sorti di questo film. La computer grafica ha infatti raggiunto livelli di realismo impressionanti e però fa ancora fatica quando si tratta di ricreare essere viventi e infatti le scimmie si vede sempre che son finte. Sempre. Ok, Cesare ha una mimica facciale impressionante; ma c'è anche da dire che accanto a James Franco, chiunque avrebbe delle espressioni da Oscar. Dici: - Ma come? Franco non è quel pezzo di ragazzo che ha recitato in 127 Ore e che ha ricevuto anche una candidatura come miglior attore? -. Sì ok, è proprio lui e io vi dico che mi piace così tanto che mi ci fidanzerei pure subito; però bisogna ammettere che a recitare è proprio un cane e non so come abbia fatto Danny Boyle a cavargli fuori delle espressioni che non siano le sue solite "aggrotta la fronte" e "strizza gli occhi".

27.9.11

Lord Header Story #18

Lord Green Ribbon - gennaio 2010
Dunque facciamo un po' di cultura.
L'header di oggi proviene direttamente dal Louisiana Museum of Modern Art di Copenhagen, che poi sarebbe l'equivalente danese del MoMA di New York.
Il museo si trova tipo a 40 chilometri a nord della città e però nonostante questo, è il museo d'arte più visitato della Danimarca. Si raggiunge facilmente con il treno e nonostante sia un po' fuori mano, merita sicuramente una visita; in primo luogo per la sua collezione di opere d'arte moderne e contemporanee, ma poi anche per il paesaggio che circonda l'edificio e sto parlando di un giardino di sculture e un bosco che si affaccia direttamente sulla costa.
Insomma, se vi capita di andare a Copenhagen, non potete tralasciare questo interessantissimo museo; anche perché è stato addirittura incluso nel libro di Patricia Schultz come uno dei 1000 luoghi da vedere nella vita. Chi cazzo sia questa Patricia io non lo so, però se lo dice lei, bisogna andarci di sicuro...

Enzo Mirigliani è morto


E' morto all'età di 94 il Patron più famoso d'Italia.
Colui che ha portato al successo lo stereotipo della ragazza della porta accanto; colui che ha abolito le misure 90 60 90, colui che per cinquant'anni ha scelto, selezionato e toccato con mano, più di un milione di ragazze. Ha retto fin quando ha potuto e però negli ultimi anni la sua presenza è stata solamente quella di un vecchio rincoglionito costretto a sedere in prima fila, al fianco della figlia Patrizia e infatti nel 2000 è stata proprio la figlia a prendere in mano il testimone e portare avanti il nome dei Mirigliani.
Enzo è diventato un pilastro televisivo grazie al concorso di Miss Italia e Miss Italia è diventata grande grazie all'abilità di Enzo, che è riuscito a far diventare questo concorso di bellezza, la seconda trasmissione più vista nel nostro paese dopo Sanremo. 
I funerali si svolgeranno mercoledì 28 settembre nella Basica di Santa Maria del Popolo a Roma e per chi non la conoscesse, vi dico che Santa Maria del Popolo è quella chiesa un po' defilata, in un angolo di Piazza del Popolo e famosa per essere sempre e perennemente chiusa; ma tipo che in 32 anni di vita, io son riuscito ad entrarci solo una volta perché non si capisce per quale motivo è sempre chiusa e adesso ci è voluto Enzo Mirigliani per farla riaprire e a questo punto, vi dico che se riuscirete a imbucarvi con la scusa di porgere l'ultimo saluto al Patron, potrete vedere due dei dipinti più belli di Caravaggio, che sono la Conversione di San Paolo e la Crocifissione di San Pietro. Insomma, quasi vale la pena di portargli un mazzo di fiori...

24.9.11

La Lista dei politici finocchi


E dunque la outing-list è on-line.
Sono infatti stati svelati dal sito Listaouting, i nomi di presunti politici omosessuali non dichiarati e accusati di avere costantemente atteggiamenti omofobi.
Dici: - Ma come; solo nomi e cognomi, senza un minimo di prove o spiegazioni o qualcosa a sostegno della tesi? Niente di niente? -. Bhe, secondo voi sarebbe stato meglio se accanto ai nomi avessero scritto cose del tipo: "Gasparri alle undici di sera va a suonare il piffero di una marchetta brasiliana che adesca da Palombini..."? Sarebbe stato meglio? Andiamo... questo sì che sarebbe stato gossip da ombrellone! Voglio dire, se lista doveva essere, a questo punto è stato meglio mettere solo nomi secchi, nero su bianco e senza tanti ricami. Del tipo: io ve l'ho detto e adesso se non volete crederci sono affari vostri. Lo so, fa un po' spia della scuola elementare - Maestra, a Formigoni piace prenderlo in quel posto e però non vuole dircelo! -, ma tant'è.
Che poi voglio dire, Aurelio Mancuso lo aveva annunciato mesi fa e adesso improvvisamente spunta questa lista attribuita ad un gruppo di "internauti anonimi". Ma io dico; ma ci avete preso veramente per fessi?!
Ok, se queste sono le regole del gioco, allora faremo finta di non sapere nulla. - Ma chi sarà stato mai a pubblicare questi nomi di finocchi sul sito Listaouting? Booo chi può essere stato...?! -. 
Che poi parliamoci chiaro, questa lista va a colpire direttamente la vita privata di quei finocchi che, pur prediligendo la compagnia di una bella ceppa di 30 centimetri, poi vanno in parlamento e votano contro una legge che tuteli dall'omofobia. Brutti e cattivi loro. Non si fa e per questo meritano di essere smascherati.
Ma gli altri?
Voglio dire, se Umberto Bossi vota contro la legge anti-omofobia allora va bene e se invece è un finocchio a farlo, va sputtanato? Bossi ha più diritto solo perché gli piace la figa?
Il fatto è che questa non è una legge che Paola Concia si è scritta per se e non è neanche una legge solo per i gay e che giustificherebbe quindi gli etero o quelli felicemente sposati a sbattersene le palle e non leggerne neanche il testo. No, questa è una legge per tutti; perché tutti ne trarrebbero vantaggio e il nostro paese sembrerebbe un pochino meno arretrato.
Sono tutti responsabili. E' responsabile Formigoni che è uno dei nomi che compare sulla outing-list, come è responsabile uno qualunque di quelli che occupano quelle poltrone. Si macchiano tutti del reato di omofobia.
Che poi dicono: "Questa iniziativa nasce per riportare un po' di giustizia [...] abbiamo deciso di iniziare con questi primi dieci nomi [...] da ora in poi quando avverranno attacchi nei confronti della comunità lgbt [...] ci riserveremo la facoltà di rispondere adeguatamente". Ok, benissimo, giochiamo a smascherare le persone; ma allora perché limitarci al mondo omosessuale? Tremonti non si presenta per votare riguardo all'arresto di Marco Milanesi? E io racconto di quando ha dichiarato meno tasse del dovuto (dico per dire, sia chiaro...), Rosy Bindi spara cazzate? E io racconto che non si lava i denti prima di andare a dormire. Voglio dire, a questo punto apriamo decine di siti internet e teniamo tutti i politici con le chiappe strette, così forse si candideranno solo quelli che hanno la coscienza pulita.
Che poi, ma siete veramente sicuri che gli italiani prendano sul serio questa lista di finocchi appena publicata?
In un Italia dove c'è ancora chi sostiene che Berlusconi non abbia fatto nulla, nonostante le intercettazioni, nonostante la moglie abbia detto - E' un uomo malato! -, nonostnate Ruby, le zoccole i favoritismi, Manuela Arcuri (santa), e chi più ne ha più ne metta; c'è ancora chi lo difende e dice che sono tutte bugie della sinistra. E adesso la gente dovrebbe credere ad una lista di nomi comparsa su un sito che non si sa neanche da chi è gestito? Magari ci credessero, ma la mia paura è che quella lista rimarrà scritta in quella pagina web senza smuovere alcun che. Insomma, capisco le buone intenzione che si celano dietro questo gesto, ma a me questa outing-list fa un po' sorridere.

OUTINGLIST 23 SETTEMBRE ORE 10.00
1. FERDINANDO ADORNATO
2. MARIO BACCINI
3. PAOLO BONAIUTI
4. ROBERTO CALDEROLI
5. MASSIMO CORSARO
6. ROBERTO FORMIGONI
7. MAURIZIO GASPARRI
8. GIANNI LETTA
9. MARCO MILANESE
10. LUCA VOLONTE’

23.9.11

Crazy Stupid Love


Iniziamo a parlare del biondo. Ryan Gosling lo abbiamo visto sempre in film indipendenti dove interpretava ruoli più o meno drammatici che gli son valsi un bel po' di candidature ai Golden Globe e poi suona e canta in un gruppo indie chiamato Dead Man's Bones che non ha alcun successo e questo contribuisce a farmelo stare simpatico (e comunque il cd non è affatto male [VIDEO], ve lo assicuro) e poi io me lo ricordo nel graziosissimo film Lars e una ragazza tutta sua [TRAILER], dove interpreta il ruolo di un mezzo svitato con problemi comportamentali, maglioncini con renne sempre indosso che coprono un fisico lasciato andare e fidanzata di plastica da presentare agli amici. Poi sono arrivati quelli della Warner Bros., che lo hanno preso e lo hanno rigirato come un pedalino, facendolo diventare un super fico da blockbuster hollywoodiano. Ieri al cinema me la stavo tirando, dicendo che lo avevano ripulito con abiti firmati e un paio di sedute in palestra dell'ultima ora, ma che però questo Ryan Gosling non è niente di che, ma la verità invece, è che mi attaccherei alla sua caviglia come una cagnetta in calore e lo mollerei solo davanti ad un altare con un anello in mano. Sì, lo voglio.
Adesso parliamo della roscia. Emma Stone è l'altra punta di diamante del film e il suo viso furbetto ricorda non poco quello di una Lindsay Lohan dei tempi d'oro, di quando Hollywood era ai suoi piedi e tutti la volevano per interpretare commedie divertenti e probabilmente se adesso non fosse troppo presa ad andare in giro con un braccialetto anti-alcol alla caviglia a rubare collane dentro le gioiellerie alla moda, questo ruolo sarebbe stato suo e non di Emma. La signorina Stone è brava, bella, simpatica e fresca e son sicuro che presto la vedremo in molte commedie romantiche di prossima uscita, anche perché Jennifer Aniston ormai non ha più l'età per fare l'innamorata alle prime armi e quindi era pure ora che qualcuno prendesse il suo posto e vi dico anche che la rivista Men's Health, l'ha inserita al secondo posto della classifica 100 Hottest Women of 2011. Se non è un astro nascente questo... però tesoro, non farti mai più bionda, ché stai 'na chiavica [FOTO].
Poi vabbé, c'è Steve Carell che ormai siamo abituati a vederlo in ruoli da goffo e sfigato e quei panni gli calzano a pennello e ha dei tempi comici divertentissimi e Julianne Moore fa la solita Julianne Moore isterica che ci piace tanto e esiste qualcuno a cui non piace Julianne Moore?!?! e poi Kevin Bacon e Marisa Tomei in ottima forma e tutti contribuiscono e fanno sì che questo Crazy Stupid Love diventi un'ottima commedia, con una sceneggiatura impeccabile e delle sfumature drammatiche ben studiate.
L'unica cosa negativa che posso dire, è che forse si poteva concludere il film un attimo prima, nel senso che non c'era proprio bisogno di aggiungere quegli altri dieci minuti dopo la scena madre e che tutto poteva finire in quel modo senza dilungarsi e ripetere concetti ormai chiari. Ma questi sono dettagli senza alcun valore... perché in realtà è divertentissimo.

22.9.11

New York City e la scoperta di Chelsea


Parliamo un po' delle mie vacanze.
Quando due anni fa ero stato a New York per una settimana, avevo avuto l'impressione di aver visto un sacco di cose. Fu una di quelle vacanze con la guida sempre in mano, i ritmi serratissimi e la testa sempre voltata all'insù. Mi vennero delle vesciche talmente grandi, che i piedi si erano trasformati in un paio di Nike Air.
Quest'anno doveva essere una vacanza più rilassante, del tipo che: - A te interessa tornare a vedere la Statua della Libertà? No? Perfetto, perché anche io non ho intenzione di perdere altro tempo appresso a quella chiattona che nei film pare alta chi sa quanto e poi te la vedi dal vivo ed è una nana assurda... -.
E poi dovevamo incontrare il nostro amico tedesco che vive a New York ed è sempre bello stare con qualcuno che conosce la città, sa come viverla e non dipende da una cartina e infatti con lui abbiamo finalmente mangiato in ristoranti veri, ché a New York cenano tutti tipo alle sei del pomeriggio, roba che qui a Roma solo negli ospedali ti fanno mangiare a quell'ora e noi, abituati agli orari della Capitale, raramente riuscivamo ad uscire di casa prima delle undici e a quell'ora le cucine erano già belle che sprangate e quindi - Senti, sono stanco e ho una fame di Cristo, ti va hamburger e patatine? Ok, Alla grande! - e ci chiudevamo dentro i fast food. New York è piena di fast food aperti tutta la notte. Credo di aver mangiato così tanti hamburger che a fine vacanza avrebbero potuto prendermi il fegato, metterlo tra due fette di pane e condire il tutto con anelli di cipolla fritta.
Da un paio di mesi a questa parte, a New York è possibile sposarsi. Intendo dire, è possibile sposarsi con persone dello stesso sesso. I matrimoni gay sono stati approvati ed è stata proprio una bella conquista per la città che nel 1969 era teatro di violenti scontri tra omosessuali e polizia e che ha reso celebre Christopher Street  e in particolar modo il gay bar Stonewall Inn. È da qui che è cominciato tutto e se adesso abbiamo il gay pride, lo dobbiamo a New York.
Per molti anni il Greenwich Village è stato il quartiere gay per antonomasia. Qui si son svolte le prime lotte, si sono ottenute le prime conquiste e le strade sono piene di locali gay. Proprio lo Stonewall Inn un tempo fu un importante luogo di ritrovo, ma adesso a dire il vero, è diventato un luogo un po' triste, sempre semivuoto o frequentato da stranieri e insomma, il fascino che aveva una volta questo locale, con gli anni si è appianato e nella New York di questo nuovo millennio, quella dei matrimoni gay per intenderci, Chelsea è diventato il nuovo Greenwich Village.


Ecco, ti accorgi di essere arrivato a Chelsea, perché improvvisamene intorno a te ci sono solo ragazzi muscolosi. Ma una cosa inverosimili. Tipo che un isolato più sopra c'è ancora gente normale e un isolato più sotto solamente energumeni con bicipiti grossi come cosce e pettorali alla Schwarzenegger ai tempi d'oro. Praticamente il paese dei balocchi.
Ma Chelsea non è solo il nuovo quartiere gay fighetto dove innamorarsi ad ogni angolo... e vi assicuro che in 32 anni di vita, non ho mai visto così tanti boni tutti insieme e io non sono uno di quelli che dice bono a tutti basta che respiri, assolutamente no, ma Chelsea è veramente un quartiere popolato esclusivamente da modelli di Abercrombie e giocatori di rugby che hanno appena finito di posare per il calendario dei Dieux Du Stade... ma ho un pizzico perso il filo del discorso. Dicevo: Chelsea non è solo il nuovo quartiere gay, ma anche una zona in grande trasformazione. Da area industriale che era un tempo, con il mercato e il Meatpacking District, sta diventando un fiorire di nuovi palazzi, moderne installazioni e progetti di architetti di fama mondiale e sarà proprio qui che sorgerà il nuovissimo e mastodontico New Whitney Museum. Per non parlare poi delle stradine con i sampietrini e i palazzi in mattoni rossi che si contrappongono ai nuovi edifici in acciaio e verto e i vecchi caffè dal sapore retrò e i nuovissimi locali di design e tutto racconta di una New York da film in bianco e nero e con le strade piene di fumo e tutto parla di una nuovissima New York all'avanguardia e proiettata verso il futuro. Potrei trasferirmi a Chelsea anche adesso, fatemi mettere due paia di mutande in valigia e partiamo.


Una delle cose più fiche che ho visto quest'anno a New York, è la High Line. Le guide gli dedicano un trafiletto di poche righe e di sicuro non è una delle attrazioni più turistiche e però sarebbe un grave errore lasciare la città, senza prima aver percorso quel chilometro e mezzo sopraelevato. Mi spiego meglio: la High Line era una vecchia linea ferroviaria aerea, utilizzata principalmente per trasportare le merci senza intralciare il traffico stradale; ma con l'avvento del trasporto su gomma, questa ferrovia cadde in disuso e nel 1980 fu definitivamente chiusa. La vegetazione vi nacque spontanea e tutto rimase abbandonato fino al 2009, quando un tratto fu bonificato e convertito in parco pubblico grazie ad un meraviglioso progetto del paesaggista James Corner e degli architetti Diller Scofidio + Renfro. Adesso la ferrovia, ormai riconvertita a passeggiata, lambisce palazzi antichi e nuovissime costruzioni di architetti famosi. Le essenze arboree sorprendono con i loro profumi; giochi d'acqua stupiscono lo spettatore e i binari riaffiorano di tanto in tanto dal pavimento, ricordano la sua originaria funzione di ferrovia.
Ma basta parlare di architettura e facciamo un po' di gossip da quattro soldi; perché nella parte più meridionale del suo percorso, la High Line passa sotto il nuovissimo Standard Hotel, che ormai è stato ribattezzato dai neworkesi il naked hotel, dato che le grandi finestre lasciano intravedere tutto quello che accade all'interno delle stanze d'albergo e quando dico tutto, intendo dire proprio tutto e pare che ormai una buona percentuale degli ospiti dell'albergo, si diverta a mettere le proprie grazie in finestra e mostrare ai passanti le proprie doti amatorie. E come se non bastasse, sulla terrazza dell'albergo si svolge una delle serate più divertenti di New York, ma dei locali notturni vi parlerò in un altro momento... 

20.9.11

Fag inside: Moulin Rouge



Che poi è inutile che facciamo tanto i maschioni sventratope only top della situazione, perché tutti i finocchi hanno un punto debole. E prima o poi viene fuori.
È un po' come quando ad una festa o in un locale o che ne so io dove, ad un certo punto parte la base di I Will Survived e ti rendi conto che è impossibile resistergli e la bocca inizia a muoversi da sola e scopri di sapere tutte le parole e devi per forza cantare e inizi a farlo mimando il testo con le mani e muovendo la testa avanti e indietro e sei così convinto che se in quel momento ti vedesse la signora Gaynor, ti stringerebbe la mano e farebbe tanti complimenti.
Ecco, Moulin Rouge è la mia I Will Survive.
Ho visto talmente tante volte quel film, che credo di aver consumato il dvd e ormai so tutte le canzoni a memoria e ovviamente non posso cantarle stando seduto tranquillo sul divano, nossignore, devo recitarle come fossi un attore della pellicola.
Che poi non riesco a guarire dalla mia ridicola ossessione per l'amore e ogni volta che Satin muore mi viene un groppo in gola e faccio fatica a trattenere le lacrime e non posso sopportare di far vivere a Chirstian una vita senza di lei e quindi stoppo il film non appena il sipario si chiude e gli applausi della gente risuonano ancora fragorosi nell'aria e i petali di rosa cadono dal cielo e le stagioni possono cambiare, dall'inverno alla primavera, ma il loro amore durerà in eterno e non sarà spezzato da nessun colpo di tosse.
Lo so, sono fag inside.

Miss Italia 2011 è Stefania Bivone


No, ma grazie per avermi avvisato che era cominciato Miss Italia, eh!
Voglio dire, ormai sono così preso dai nuovi telefilm di SKY e poi da quelli che qui ancora non sono arrivati e poi ci sono le ultime serate d'estate da spremere fino alla fine e che ne posso sapere io di quello che trasmettono sulla RAI?
Accendo sull'uno (dopo aver ricevuto una soffiata) e scopro di importanti novità nel mondo di Miss Italia e in primis hanno fatto fuori Salsomaggiore Terme. Segato, niente più, costava troppo, quest'anno la chermes si trasferisce nel sottoscala di Montecatini Terme e se gli ascolti continuano ad essere così bassi, il prossimo anno tolgono anche l'aria condizionata.
E poi l'altra grande novità è il ritorno di Fabrizio Frizzi alla conduzione e voglio dire: Fabrizio Frizzi!! Ah, perché lo scorso hanno chi l'ha condotta?
Patrizia Mirigliani ci mette del suo e per risollevare le sorti di uno spettacolo che ormai non guarda più nessuno, introduce la nuovissima fascia di Miss Curve d’Italia Elena Mirò, che è un titolo fatto apposta per la donna comune ed è dedicato a tutte quelle ragazze un po' più rotondette e che indossano la taglia 44 e quindi praticamente, quando viene eletta la numero 55 Valentina Cammarota, questa fa una smorfia di finta felicità, perché sa che da oggi in poi, sarà ricordata come la Missa Cicciabomba cannoniere.
Che poi oh, per la prima volta tra i giurati ho visto dei volti giovani e non le solite mummie imbalsamate con la formaldeide e per esempio c'è quel bel figliuolo di Giorgio Pasotti, che gli anni passano ma a lui rimane sempre questo faccino da diciottenne furbetto che mamma mia che te farei e poi c'è il nuotatore argento a Shanghai Luca Dotto, che non vedo l'ora arrivino le Olimpiadi solo per gustarmelo in costume da bagno e poi anche due stelle del cinema italiano del calibro di Martina Stella e Laura Chiatti (mica cazzi!!), che vorrei conoscere chi ha avuto la geniale idea di farle sedere vicine, ché quelle due non si so' guardate in facci manco per un secondo e questo solo per dirvi quanto sono simpatiche. E poi c'è anche la Miss Italia uscente Francesca Testasecca, quella che le amiche la scherzavano e invece guardate quanta strada ha fatto! Eh sì... cioè, intendiamoci, nessuno ha avuto più sue notizie per un anno intero, però sicuramente adesso le si apriranno un sacco di strade e alle brutte c'è sempre la via di Arcore...

Terza classificata la numero 08, Miss "ho tenuto troppo la tinta e mi ha bruciato i capelli" Sarah Baderna. [LINK]
Seconda classificata la numero 46, Miss "vorrei essere Kim Kardashian ma non sono neanche un pelo dei suoi baffi" Mayra Pietrocola. E comunque devo ammettere che nonostante la gamba corta e i fianchi generosi, forse forse era la mia preferita; ché è stata per tutto il tempo con quella faccia da "Io so io e voi nun siete un cazzo!" e del resto per fare carriera nel mondo dello spettacolo, bisogna essere stronzi, ché con la bontà non si arriva mai da nessuna parte e infatti sedute tra i giurati ci sono Martina Stella e Laura Chiatti, voglio dire, significherà qualcosa, no? [LINK]
La nuova Miss Italia 2011 è la numero 18, Miss "l'estetista mi ha tolto troppo le sopracciglia, ma io son così scema che non capisco nulla di quello che sta succedendo" Stefania Bivone. [LINK] Ok, per essere carina è carina; ma mi auguro che invecchiano non diventi come la mamma, perché avete presente un frigorifero con un a parrucca castana poggiata sopra il surgelatore..?!

15.9.11

Lord Header Story #17

Lord Christmas Time - dicembre 2009
Che poi vabbè, lo ammetto, è un po' una foto da casalinga zoccola che fa il calendario sexy per il marito insoddisfatto. Però secondo me sono venuto proprio bene e solo guardandola sento in testa le campanelle che rintoccano e Mariah Carey che intona All I Want For Christmas is You
Ecco, questo era l'header che ho usato per festeggiare insieme il natale nel lontano 2009. E adesso dite quello che vi pare...

14.9.11

Contagion


Ma tipo che quest'estate New York era completamente invasa di questi manifesti di Contagion, che mi ero proprio incuriosito e poi c'è Jude Law e Matt Damon e Kate Winslet e voglio dire; Kate Winslet ha mai fatto un film brutto nella sua vita?
Sì, Contagion.
Ma tipo che finito il film, sono uscito dalla sala di corsa e mi son detto - Ma porcaputtana Kate, non ti manca nulla, sei bella ricca e famosa; ma per quale cavolo di motivo hai partecipato a una vaccata simile? -. Poi però ho scoperto che la Winslet è una grande amica di Steven Soderbergh e allora ok, per gli amici si fa questo e altro e però che cazzo, ma proprio in Contagion dovevi apparire? Che ne so, non potevi fargli il favore di recitare in Erin Brockovich?
Ma tipo che l'unica cosa interessante di questo film, è vedere il ritorno sul grande schermo di Gwyneth Paltrow e voi adesso direte - Di chi??? - ma si dai, Gwyneth Paltrow quella sciapa bionda che ai tempi di Sliding Doors sembrava dovesse spaccare Hollywood e poi invece l'hanno relegata a ruoli marginali  e che non contano un cazzo e infatti anche in questo film Gwyneth muore più velocemente di Maria Grazia Cucinotta in 007.
Ma tipo che poi questo film è bello anche perché è un po' come una rimpatriata con i compagni del liceo, ché Gwyneth aveva già recitato al fianco di Jude Law e Matt Damon nel lontano 1999 nel film Il Talento di Mr. Ripley [VIDEO] e se per caso non li avevate riconosciuti, è solamente perché Matt negli anni novanta pesava tipo cinquanta chili e invece adesso cinquanta chili non ci pesa neanche con una coscia e poi Jude Law che un tempo era un fico da paura e ora invece lo guardi e dici: - Oh Gesussantissimo, ma questo è lo stesso Jude Law che negli anni novanta mi sarei fatto in ogni posizione?! -. Ma in fin dei conti gli anni passa per tutti e alcuni con il tempo migliorano e altri invece peggiorano e c'è da dire che a loro due ha detto proprio una sfiga nera.
Ma tipo che vabbè, la trama del film è non è poi così originale e parla di un virus sconosciuto che si diffonde rapidamente contagiando e uccidendo tutti nel giro di pochi giorni e non riesco a capire se Soderbergh avesse intenzione di fare un thriller apocalittico da box office americano, oppure se l'intenzione fosse quella di girare un film d'autore che indagasse sulla psicosi collettiva e questo Contagion è un compromesso né carne né pesce, che annoia dall'inizio alla fine.
Ma tipo che non ho mai fatto così tanti sbadigli in vita mia, che quasi mi si stava slogando la mandibola e a nulla è servito il montaggio veloce e frenetico che vuole raccontare di quanto velocemente possa diffondersi un virus attraverso un semplice colpo di tosse o salendo sulla metro o mettendo la mano in una ciotola di salatini e niente; l'impressione finale è solamente quelle che Soderbergh avesse fatto un film lungo tre ore e che poi per motivi di distribuzione siano stati costretti a tagliare e sforbiciare la pellicola per arrivare ai consueti 105 minuti richiesti.
Ma tipo che per non capire un cazzo di cinema, io rimango della mia idea che Steven Soderbergh sia un regista proprio sopravvalutato...

13.9.11

Gente della palestra #6



La squadra di Rugby
In palestra da me si allena una squadra di rugby. Detta in questo modo uno pensa immediatamente al calendario dei Diux Du Stade o a Fabio Ongaro e Mirco Bergamasco e che Dio li abbia in gloria per quanto so' boni che farebbero appassionare al Rugby chiunque; altro che quella figa moscia di Marco Borriello che sembra appena uscito dall'estetista che quando l'ha comprato la Roma tutti quanti a sbavare dietro a questo Borriello come se non avessero mai visto un maschio. Fabio e Mirco invece mi fanno scattare nella testa pensieri che cioè... non ho abbastanza fantasia per dirvi quello che gli farei che da loro mi farei anche calpestare con gli scarpini sporchi di fango. Però mi sa che sto un po' divagando. Dicevo; in palestra da me si allena una squadra di rugby. Ecco. Avete presente dei ragni? ...mai visto rugbisti più brutti.

Quello che prima ti chiede di aiutarlo e poi ti strilla perché l'hai aiutato
Comunque vabbé, lo so che sono di quegli argomenti che non fregano proprio niente a nessuno, ma in palestra da me adesso è arrivato questo tipo, che prima carica il bilanciere con cento chili per parte e poi però visto che non ce la fa neanche a spostarlo di un millimicron, allora ti chiede se gli dai una mano.
Solo che lui non si limita a dirti - Oh, che mi segui mentre faccio l'esercizio? - cosa che del resto sarebbe anche normale e che capita piuttosto spesso, ma no; lui ti da indicazioni ben precise e allora gli devi far fare le prime cinque ripetizioni da soli, poi dalla sesta se non ce la fa allora lo puoi aiutare, ma non molto e solo a salire, perché a scendere è capace da sé e allora dopo che ti ha dato tutte le istruzioni, si sdraia sulla panca piana e con uno sforzo sovrumano solleva il bilanciere e allora tu stai lì sopra che aspetti la seta ripetizione e però intanto a questo stanno uscendo tutte le vene di fuori dallo sforzo, e poi iniziano a tremargli le braccia che neanche parkinson e il volto gli si colora di rosso e allora anche se hai promesso di non aiutarlo fino alla sesta ripetizione, stai lì che un pochino gli sollevi il bilanciere e poi finalmente quando finisce l'esercizio e rimette al suo posto il bilanciere, puntualmente lui ti chiede: - Mi hai aiutato? -.
Ecco.
Per un paio di volte ho commesso l'errore di dire la verità e ovvero - Sì tesoro mio, ti ho praticamente fatto io le ultime quattro ripetizioni, che se non fosse stato per me, a quest'ora stavi schiacciato dal bilanciere aspettando l'arrivo dei paramedici - e ok, non gli ho detto proprio così, ma il succo era questo. E proprio quando ti aspetti un - Ah grazie, sì effettivamente era un po' pesante... - invece questo risponde incazzato e dice che non dovevi aiutarlo e che ce l'avrebbero fatta da solo e che adesso gli hai rovinato l'allenamento e giuro su Britney che si incazza proprio.
Così ora ho imparato e con la fronte imperlata dal sudore per lo sforzo di aver fatto le ripetizioni al suo posto, gli rispondo: - Hai fatto tutto da solo, non ti ho aiutato per niente... del resto sei così muscoloso! -. E vaffaculo.
Leggi anche gli altri episodi di Gente della palestra, clicca sull'icona sottostante:

    

12.9.11

Andy Whitfield è morto


Che poi, proprio ieri avevo iniziato a vedere il prequel intitolato Spartacus: Gods of the Arena e proprio oggi vengo a sapere che Andy Whitfield, lo Spartacus televisivo e protagonista della serie Spartacus Blood and Sand, è morto ieri causa di un linfoma diagnosticato 18 mesi fa.
Aveva 39 anni.
But the show must go on e mentre Andy aveva temporaneamente abbandonato le riprese per dedicarsi alle giuste cure, il creatore e produttore esecutivo del telefilm aveva avuto l'idea di espandere un episodio flashback e crearne una miniserie in sei puntate che raccontasse le gesta del personaggio di Gannicus, il primo gladiatore diventato campione a Capua. Dopo lo stop obbligato, Andy doveva tornare a recitare per la seconda stagione di Spartacus Blood and Sand, ma con l'aggravarsi della sua malattia la produzione si è vista costretta a trovare un sostituto e ha voluto precisare con un comunicato stampa, che la scelta del nuovo gladiatore è stata fatta insieme a Withfield e secondo me sai quanto glie ne fregava a lui di trovare un nuovo attore, ché quello poveretto stava con un piede nella fossa e magari si è dovuto sorbire pure tutti i casting e però fa tanto favola dai buoni sentimenti raccontare di questo passaggio di testimone ufficiale e dunque Andy non c'è più, ma il nuovo volto di Spartacus, sarà quello del giovane attore Liam McIntyre.

11.9.11

La rinascita di Ground Zero


Da sei gironi il canale Discovery sta trasmettendo un documentario sulla rinascita di Ground Zero e il documentario è stato curato da Steven Spielberg e io non conosco una persona più patriottica di Steven Spilberg e quindi immaginate discorsi alla Independence Day dove tutto è tagliato e montato ad arte per onorare il passato e raccontare la rinascita del futuro e toccare i cuori della gente; ma nonostante questo Rising: La Rinascita di Ground Zero è uno splendido documentario in sei episodi, dedicato alla ricostruzione del cuore pulsante di New York, che oggi festeggia il decimo anniversario dell’attacco terroristico dell'11 settembre.
Ecco, gli americani sono un popolo molto strano e ricco di contraddizioni e soprattutto New York è una città molto particolare, perché è composta prevalentemente da immigrati provenienti da tutte le parti del mondo e  per esempio mi viene in mente che fu un inglese ad esplorare per primo l'isola di Manhattan e molti di noi hanno avuto bisnonni che si son trasferiti in america e ancora oggi non è difficile imbattersi in americani con cognomi italiani.
Magari è una scemenza, ma magari no e penso ai nostri immigrati in America e gli immigrati conoscono bene le difficoltà del cavarsela da soli in una terra completamente sconosciuta e forse non tutti sanno che tra i fondatori della Bank of America c'è il nome di Amadeo Giannini, che aveva i genitori liguri e insomma; quello che voglio dire è che per tanti anni New York è stata la città dei sogni, dove chiunque rimboccandosi le maniche poteva vedere realizzate le proprie aspirazioni e ancora oggi è così e gli americani non guardano in faccia nessuno e sei sei una persona che vale allora vai avanti e se non hai voglia o non ne hai le capacità. allora rimani indietro e può sembrare un sistema spietato, ma è così che funziona e poi penso al nostro paese dall'altra parte del globo e il nostro nepotismo e le nostre raccomandazioni e la nostra politica dell'infrangere le regole perché tanto fanno tutti così ed è una realtà sotto gli occhi di tutti e con la quale conviviamo tutti i giorni e troppo spesso ad andare avanti non sono i più meritevoli, ma quelli con il calcio in culo più grosso e quando a trainare il paese ci sono moscerini anziché buoi, allora l'aratro non si muove e infatti il nostro paese è fermo agli anni '50 e '60, ovvero a quando ancora l'Italia aveva delle persone capaci e dei cervelli che venivano valorizzati e l'economia si muoveva e la cosa più divertente è che all'estero ci adorano e gli americani parlano dell'Italia come di una terra meravigliosa e poi però li senti che ci descrivono come fossimo all'interno de La Dolce Vita e l'andare in giro su una Vespa e la Fontana di Trevi e "Marcelo, come here!!" e noi però non siamo più quel paese. Ma siamo un paese che è peggio di come lo era cinquant'anni fa. Siamo un paese che in cinquant'anni ha avuto pochissime cose da dire e che adesso è aggrovigliato nei suoi problemi interni e nella sua politica inesistente e nel suo debito che cresce e cresce e noi restiamo a guardare senza muovere un dito.
La ricostruzione di Ground Zero è una ricostruzione soprattutto simbolica e ormai gli americani li conosciamo bene e loro devo essere sempre così teatrali e credono di dover dimostrare qualcosa al Mondo e adesso si sentono gli occhi di tutti puntati addosso e si erano prefissati di ricostruire la piazza di Ground Zero, con le due fontane e il monumento alle vittime, entro il decimo anniversario della distruzione e tanto hanno detto e tanto hanno fatto, che oggi la piazza sarà inaugurata. Un melodramma tipico degli americani, ma che però rappresenta una rinascita reale e che fa capire ancora una volta, che in America volere significa potere. E dall'altra parte del globo invece, sentiamo sempre le solite chiacchiere alle quali i nostri politici italiani ormai ci hanno abituato e per capire come funzionano le cose nel paese della pizza e del mandolino, credo non sia necessario ricordare come è andata a finire la storia della ricostruzione di l'Aquila...

Rising: La Rinascita di Ground Zero
Domenica 11 settembre dalle 16:00 alle 22:00 la maratona dei 6 episodi 

9.9.11

Lady Gaga, Taylor Kinney e il video di Yoü And I


Mentre stavo bello, bello a godermi le vacanze estive, ecco spuntare il video di Yoü And I.
Che poi (se non ho sentito male), ci deve essere stata una fuga di notizie che ha fatto trapelare il video con un paio di giorni di anticipo rispetto alla release ufficiale su MTV; ma queste son storie morte e sepolte, dato che stiamo parlando del 16 agosto e i gossip attuali già discutono di altro e più in particolare sul fatto che la canzone uscirà in 50 versioni differenti, la cui unica variazione sarà sostituire la parola Nebraska con il nome dei 50 stati americani (ma sarà vera sta minchiata?) o si parla anche delle cinque versioni del video, ché un video brutto e inutile alla Germanotta evidentemente non bastava e quindi ha deciso di farne altri quattro ancora più insulsi, ma il gossip del momento è tutto per lui: Taylor Kinney. Che poi adesso tutti a dire: - Oddio, ma Lady GaGa si tromba il bono che compare nel video di  Yoü And I!! -, quando io, tesori cari, avevo messo gli occhi su Taylor già l'anno scorso, quando era comparso in tutto il suo splendore in quel telefilm intelligentissimo che è The Vampire Diaries, famoso alle cronache solo per ospitare una quantità di boni allucinanti, che neanche a Milano durante la settimana della moda e io vi consiglio di vedere dalla prima all'ultima puntata solo per quanti pezzi di manzo riescono a buttare dentro ogni scena.
Che poi voglio dire, se sei un fico pazzesco e stai cercando di sfondare ad Hollywood da tipo tutta la vita, ma fino ad ora ti hanno dato solo parti dove muori nel giro di sei minuti e improvvisamente ti capita quel gran culo di partecipare ad un video di Lady GaGa... bhe anche io mi sarei inventato la storia del fidanzamento e il camminare mano nella mano sulle spiagge di Los Angeles. Nel senso, ma quando gli ricapita?
Che poi fatemi capire: ma il nome Taylor in America, va bene sia per i maschi che per le femmine? No, perché a questo punto... o è Taylor Swift che ha un nome da uomo, o è Taylor Kinney che ha un nome da ricchione...

8.9.11

NYC - prime impressioni appena arrivati


Qualcuno ci aveva messo in guardia: - Ma siete pazzi? New York ad agosto equivale a morire di caldo...! - e quindi io mi ero preparato, convinto che avrei passato un'estate torrida e boccheggiante e invece appena scendiamo dall'aereo inizia a piovere e l'aria è fresca; certo non come in una mattina di primavera, ma comunque si sta bene e non ci squagliamo dal caldo. O meglio, non sentiamo il caldo in superficie, perché invece nella metropolitana ti muori di caldo, ma tipo che a NY tutti si muovono con la metropolitana, perché è fighissima e ti porta ovunque in pochissimo tempo e mentre aspetti che arrivi il treno ci sono qualcosa come quaranta gradi e sudi come ad una lezione di aerobica e invece quando entri nel vagone, lì c'è l'aria condizionata sparata a mille e bisogna mettersi la felpa, perché altrimenti le gocce di sudore si cristallizzano sulla nuca e se fai entra/esci dalla metro per tipo cinque volte al giorno; la polmonite è assicurata. Che poi io pensavo che fosse solo la nostra metropolitana di Roma ad allagarsi ad ogni temporale e invece ho scoperto che nella metropolitana di New York bisogna tenere l'ombrello aperto, perché l'acqua filtra attraverso il soffitto e goccia ovunque e si formano pozzanghere grandi come stagni e non ti puoi sedere sulle panchine, perché sono zuppe e però loro hanno una metropolitana vera e non due line che si incrociano al centro... quindi farei meglio a tapparmi questa boccaccia e smettere di fare lo spiritoso.


Il nostro primo albergo (perché ne abbiamo cambiati ben tre...) è a un passo da Time Square, che sarebbe quella piazza assurda con i cartelloni pubblicitari digitali che cambiano immagine ogni secondo e duecentomilioni di turisti intenti a fare foto e riconosci i turisti, perché sono quelli con il naso rivolto all'insù e i newyorchesi invece, a quello spettacolo ci sono abituati e non ci fanno neanche più caso e anzi, probabilmente i newyorchesi neanche ci passano per Time Square, ché sanno che per fare dieci metri ci metti venti minuti per quanti turisti ci sono ad ingombrare il passaggio. Che poi hanno pedonalizzato gran parte della piazza, ma il casino regna ugualmente sovrano e i taxi suonano il clacson impazziti e i turisti attraversano la strada a cazzo e si fermano per fotografare i cartelloni pubblicitari e fanno la fila per salire sopra la scalinata di vetro rosso e devo dire che trovarsi in mezzo a tutto quel caos fa sempre un certo effetto e la sensazione è un po' quella di stare in un parco giochi. Però come accade spesso quando si sta troppo tempo sulle montagne russe, dopo un po' viene da vomitare e bisogna scendere.

6.9.11

Ma che ci vai a fare a New York, se già ci sei stato?


Che poi mi padre mi diceva: "Ma che ci andate a fare a New York, se già ci siete stati?". E invece sta proprio qui il bello; che essendoci tolti due anni fa le varie Statua della Libertà, Empire State Building, MoMA, negozi della Fifth Avenue e tutte quelle cose da super turista, che però bisogna fare per forza quando si va a NYC per la prima volta, adesso non dovevamo fare altro che metterci palle all'aria e goderci la città nel vero senso della parola; senza la frenesia del dover fare, fare e fare a tutti i costi, ma semplicemente respirare l'aria di una città così diversa dalle nostre.
Che poi invece mi sono accorto che a New York tutti fanno, fanno e fanno. Nel senso che i veri newyorkesi vanno sempre di corsa e prendono la metro di corsa e chiamano un taxi di corsa e camminano sul marciapiede di corsa e quelli che che non vanno di corsa invece, sono fermi a fare delle file e non sto scherzando; a New York si vedono delle file assurde, di gente che sta ferma in coda lungo il marciapiede e non si capisce per quale motivo.
Che poi avevamo comprato una nuova guida nuova di zecca e super aggiornata e invece ci siamo ritrovati a camminare per le strade in modo spensierato, con una meta in testa, ma tante altre possibilità da cogliere al volo e vi dico solo che avevamo programmato una vacanza on the road fino alle Cascate del Niagara e invece siamo stati così bene a New York, che partire ci è sembrato un peccato mortale e abbiamo deciso di cambiare i nostri piani e rimanere altri giorni nella grande mela, ché in fin dei conti le cascate stanno sempre lì e possiamo vedere quando ci pare e poi ormai sono diventate così turistiche e chiassose e vuoi mettere quanto si stava meglio a Chelsea, tra gli edifici industriali, le gallerie d'arte e i locali finocchi dentro i quali tutti ci volevano bene?!
Che poi ve lo dico sinceramente, di solito verso la fine delle vacanze mi prende sempre quella stanchezza che quasi sono contento di tornare a casa e sarà la smania di ritornare a quella sicurezza degli oggetti che conosciamo tanto bene e sarà la voglia di riposarsi dalla vacanza stessa e però mi è capitato di non essere dispiaciuto di tornare a casa e invece questa volta, al solo il pensiero di salire sull'aereo mi prendeva un magone che non ve lo so spiegare, ché si stava così bene a New York, con le nostre giornate spensierate, e i nostri nuovi amici e le tante cose viste e quelle che ancora avremmo potuto fare e non prendetemi in giro se vi dico che io a New York mi ci trasferirei seduta stante.
Che poi questa volta siamo stati nella grande mela per due settimane (mica bruscolini), due giorni a Washington (anche troppi) e quattro a Chicago e i miei amici di FaceBook sono stati già massacrati dalle fotografie che postavo in quantità industriale e se ne avrete voglia, vi racconterò di come questa vacanza è stata fighissima per tanti aspetti...

Eliad Cohen #6


Ok, è iniziata una nuova settimana, siamo a settembre e direi che è giunta l'ora di riprendere in mano questo blog, ché le vacanze sono finite e basta guardare le foto dell'estate in modo nostalgico.
Che poi quest'estate è stata figa, perché mentre io stavo da un lato del globo, mi arrivavano le notizie in diretta, degli amici che stavano a Barcellona (santo WhatsApp) e mi son giunte voci di questo gruppo di israeliani che si muoveva sempre in branco manco fossero lupi e praticamente ogni volta che passavano loro, tutti si ammutolivano rimanendo senza respiro e Eliad Cohen è ormai una nostra vecchia conoscenza e non si separava un attimo dai suoi amici boni. Amici che ritroviamo anche dentro questo terzo video promozionale per Gay-Ville, il sito finocchio per prenotare appartamenti in tutto il mondo. Che poi ormai gli ingredienti di questi spot li conosciamo alla perfezione: muscoli, costumini aderenti, sguardi ammiccanti e un pizzico di ironia.
E per la cronaca, mi dicono che la squadra di Gay-Ville al completo stava a Barcellona, ma senza la signorona dai capelli rossi...